Comuni in crisi, spuntano anche Buccino e Scafati

Scritto da , 18 Febbraio 2019
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Andrea Pellegrino

Ci sono quattro comuni salernitani nell’elenco delle amministrazioni in sofferenza economica. Quattro comuni che fanno compagnia all’amministrazione provinciale che già da due anni ha ricorso alle procedure di ripiano evitando (per ora) il default completo. Nell’elenco dell’Anci – Associazione nazionale comuni italiani – aggiornato al mese scorso, oltre alla nota situazione economica di Palazzo Sant’Agostino, ci sono quattro comuni in difficoltà. Due sono commissariati, per vicende diverse. Ed entrambi andranno al voto la prossima primavera. Si tratta di Scafati e di Montecorvino Pugliano. Quest’ultimo è stato sciolto l’estate scorsa proprio per la mancata approvazione del rendiconto di bilancio finanziario 2017. Tra i problemi il monte debiti accumulato dall’amministrazione comunale. L’altro è Scafati, da due anni vive sotto i riflettori dopo l’insediamento di una commissione prefettizia inviata a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale all’indomani dell’inchiesta “Sarastra” che ha portato in manette l’ex sindaco Pasquale Aliberti, oggi libero e nel pieno del processo penale. Nell’elenco ci sono altri due comuni: San Mauro La Bruca e Buccino. Il secondo è amministrato dal sindaco dem Nicola Parisi, uscito sconfitto dalle ultime elezioni provinciali. Un comune che negli ultimi mesi è stato (ed è) al centro del dibattito per la delocalizzazione delle fonderie Pisano. Ma a quanto pare i conti di Buccino non sarebbero in buona salute. E già da qualche anno, come ricorda lo storico oppositore di Parisi, l’ex consigliere comunale e provinciale Gregorio Fiscina. Il Comune sarebbe stato ispezionato dal Mef negli ultimi anni ma attualmente, a quanto pare, non sarebbe in atto nessuna procedura di dissesto. A ciò si aggiunge Pagani, altro comune chiamato alle urne la prossima primavera. Qui qualche giorno fa la Corte Costituzionale ha bocciato il piano di riequilibrio finanziario del Comune ed dovrà pronunciarsi nuovamente la Corte dei Conti.

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