Comune, straordinari milionari per i dipendenti

Scritto da , 18 novembre 2014

di Andrea Pellegrino La lente d’ingrandimento è puntata soprattutto sulle spese di personale a Palazzo di Città. E’ questo il rilievo più corposo che eccepisce la Corte dei Conti al Comune di Salerno. In particolare la giustizia contabile si farà alle irregolarità contabili rilevate dal Mef nella verifica amministrativo – contabile relativamente ai bilanci di previsione del periodo 2006/2011 ed ai conti consuntivi del quinquennio 2006/2010. Dodici punti che sono oggetto anche di valutazioni da parte della Procura contabile della Corte dei Conti e che potrebbero assumere «rilevanza anche ai fini della verifica di gravi irregolarità amministrativo – contabili». Le criticità evidenziate riguardano gli stipendi, straordinari ed indennità, fino all’attribuzione di funzioni a dipendenti in quiescenza. In particolare, si evidenziano elevate indennità al personale delle categorie A, B, e C, per «lo svolgimento di mere attività ordinarie, come l’utilizzo di videoterminali». Ancora sotto l’occhio vigile della giustizia contabile ci sarebbero le procedure di progressione verticale, o l’illegittima erogazione di compensi accessori a carattere indennitario, tra cui il pagamento per l’attività di gonfalone; il lavaggio vestiario e le festività lavorate o riposo lavorato. Indennità che non «trovano effettivo riscontro nella normativa vigente». Ma non solo. Da parte della ragioneria dello stato ci sarebbe la contestazione di un eccessivo lavoro straordinario superiore notevolmente ai limiti. Ed ancora, sotto controllo il trattamento retributivo accessorio del segretario comunale nonché 279mila euro circa di compensi aggiuntivi erogati ai dirigenti comunali. In piedi presso la Corte dei Conti c’è già un giudizio di responsabilità riguardo all’illegittimo conferimento dell’incarico di vice segretario generale ad un ex dipendente comunale ma non si esclude che anche gli altri undici rilievi riguardo il personale potrebbero essere oggetto di indagine contabile da parte della Procura. La cifra che sarebbe stata ingiustamente corrisposta ai dipendenti si aggira intorno ai 15 milioni di euro nel periodo 2004 – 2010.

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