Comune: consuntivo in rosso di sei milioni di euro

Scritto da , 3 maggio 2013

Meno sei milioni di euro circa. Questa è la somma che chiude in negativo il conto consuntivo 2012 di Palazzo di Città. Un disavanzo di amministrazione che mette in evidenza tutte le difficoltà economiche del Comune di Salerno che ora sarà costretto a ripianare il debito nell’esercizio finanziario in corso e nei prossimi. Praticamente, il Comune di Salerno, deve più dare che avere. Tradotto: più debiti rispetto a ciò che deve incassare. Una cifra anche abbastanza rilevante che ora peserà sui bilanci, fino al 2015. Secondo quanto approvato dalla giunta municipale, con tanto di sindaco Vincenzo De Luca presente, i circa sei milioni di euro di disavanzo saranno così ripartiti: 2 milioni 168 mila euro nell’esercizio in corso (2013), con l’amministrazione che spera di coprirli con l’utilizzo della quota parte delle maggiori entrate straordinarie derivante dall’attività di accertamento dell’evasione o elusione dell’Ici, che sarebbero state già quantificate da una apposita società; per gli anni 2014 e 2015, invece, già impegnate le somme di 2 milioni di euro ad esercizio finanziario, che saranno coperte – sempre secondo la previsione della giunta comunale – con l’utilizzo delle entrate straordinarie provenienti da accertamenti dell’evasione o elusione, ed in più con la riduzione delle spese derivanti dai piani di razionalizzazione e delle azioni in corso sulla spending review. Una impresa non di poco conto se si pensa che parte dei bilanci prossimi saranno già appesantiti, con tutte le conseguenze del caso. Certo è che le previsioni, o almeno i campanelli d’allarme, facevano già presagire una situazione non proprio tranquilla per le casse comunali. Basti pensare alle continue anticipazioni di tesoreria con l’ultima addirittura utilizzata in parte per pagare gli stipendi dei dipendenti comunali. Quattro i parametri deficitari accertati. Ed in particolare, riguardano, tra gli altri, l’esistenza al 31 dicembre di anticipazioni di tesoreria non rimborsate superiori al 5 per cento rispetto alle entrati correnti e l’esistenza di procedimenti di esecuzione forzata superiore allo 0,5 per cento delle spese correnti.
Altri tempi quelli dei primi anni 2000 – si legge nella relazione illustrativa al conto consuntivo: «amministrare oggi un comune è oggettivamente molto più complicato, ed il 2012 sarà ricordato anche come l’anno che ha separato il passato dal futuro. In un momento d’enorme difficoltà per tutto il nostro paese – si legge – “Salerno avanza” in questa straordinaria trasformazione, consapevole che ci ha permesso di ottenere grandi primati in tanti ambiti: ambiente ed energie rinnovabili, politiche sociali, sicurezza e qualità della vita, urbanistica, trasparenza amministrativa, cultura ed eventi. Raccolta differenziata da record, percentuali altissime di posti negli asili nido, interventi nei quartieri, cantieri aperti in tutto il territorio, milioni di presenze per Luci d’Artista ed altri eventi con enormi benefici per tutta l’economia del territorio. Guardandosi intorno chiunque potrà rendersi conto che stiamo facendo veri e propri miracoli per assicurare un futuro ai nostri concittadini ed in particolare ai giovani. Salerno è una città ammirata in Italia ed in Europa, una speranza per il rilancio sociale ed economico dell’Italia intera. La dimostrazione che con il coraggio e la determinazione si può cambiare». Conti alla mano, sarà proprio così?

 

Imu sulla prima casa: il Comune mette a garanzia dell’anticipazione oltre 13 milioni di euro. Se il Governo dovesse proseguire sulla via dell’abolizione dell’Imu per il Comune di Salerno sarebbe una catastrofe. L’ultima anticipazione di tesoreria (accordata solo per una parte), che sostanzialmente, ha permesso il pagamento degli stipendi dei dipendenti comunali, ha come garanzia proprio l’entrata dell’imposta sugli immobili. Stando ai conti, esplicitati nell’ultima delibera di giunta che mette le “garanzie” all’anticipazione di cassa straordinaria da 70 milioni di euro chiesta al Banco di Napoli (tesoreria comunale), l’Imu sulla prima casa porterebbe alle casse comunali, nell’anno in corso, ben 13 milioni e 400mila euro. La stessa imposta, sulla seconda casa (o negozi), invece, secondo la previsione di Palazzo di Città consentirebbe una entrata di 41 milioni di euro. Somme importanti che, se bloccate o abolite, creerebbero non pochi problemi a comuni come Salerno, dove le criticità economiche sono abbastanza evidenti. Ed è lo stesso Vincenzo De Luca che lancia l’allarme: «La prima conseguenza dell’annuncio di abolizione dell’Imu è stata il blocco delle anticipazioni delle banche alle tesorerie dei comuni. Gli istituti di credito, in assenza di una previsione d’entrata certa, hanno bloccato le anticipazioni. Voglio dirlo con chiarezza: sono tra coloro che ritengono che l’Imu sulla prima casa vada abolita, ma in un paese serio, nel momento in cui si annuncia l’eliminazione di una tassa, si chiarisce pubblicamente dove saranno reperiti i fondi per sostenere tale decisione. Altrimenti si crea un clima d’incertezza ed indecisione, che finisce per acuire le difficoltà dei comuni, penalizzare i lavoratori e gli stessi cittadini».


 

3 maggio 2013

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