Compostaggio: sotto accusa la delibera da 720mila euro

Scritto da , 20 ottobre 2017

Le percentuali di impurità dell’organico conferito, tali da arrecare difficoltà all’impianto, erano state sollevate fin dall’inizio dalla Daneco Impianti. Cantone ricostruisce tutta la vicenda fin dalle origini, puntando il dito anche contro una delibera di giunta comunale del 2012 – suscettibile “di sanzioni amministrative” – che prevedeva, in particolare, una maggiore spesa di 720mila euro. Vincenzo De Luca, allora sindaco, era assente; la proposta porta la firma di Gerardo Calabrese, all’epoca assessore comunale all’ambiente. In quest’atto – scrive Cantone – «si evidenzia come il Comune fosse pienamente cosciente dell’errato conferimento di rifiuti indifferenziati nei giorni di raccolta dell’organico. A tale anomalia, suscettibile come è noto di sanzioni amministrative, il Comune ha ritenuto di porre “rimedio” riconoscendo un extra costo al gestore dell’impianto per lo smaltimento in una propria discarica di un quantitativo di sovvalli superiore a quello fisiologico di progetto, nella considerazione dello stesso Comune, che ciò fosse comunque conveniente visto che la Daneco aveva offerto uno “sconto” sullo smaltimento in discarica praticando un prezzo inferiore a quello di altri impianti limitrofi». Ed è proprio sugli extra costi che Cantone alza il tiro: «il Comune di Salerno sopporta elevati costi di gestione imputabili allo smaltimento dei cosiddetti sovvalli e percolati, ovvero residui di lavorazione, tali costi sono aggiuntivi rispetto a quelli di una gestione ordinaria e pertanto non andrebbero computati quantomeno non in tale entità, nella valutazione degli importi elementari che compongono quello complessivo posto a base di gara per la gestione».

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