Compostaggio, ecco la ricetta: «Adeguata campagna pubblicitaria»

Scritto da , 3 novembre 2017

di Andrea Pellegrino

«Totale estraneità del Comune di Salerno». Liquida così l’ingegnere Caselli le accuse mosse dall’anticorruzione sull’impianto di compostaggio. Cantone, supportato da una relazione dell’Arpac, ha ipotizzato e ribadito anche nell’ultima delibera, reati penali ed amministrativi per il cattivo funzionamento dell’impianto (ancora chiuso) di via De Luca. All’attenzione del presidente dell’Authority, ora, sono arrivate le controdeduzioni (ultimo atto) del dirigente del settore ambiente e protezione civile del Comune di Salerno. Questo, dopo la delibera dell’Anticorruzione che aveva sollecitato nuovamente la Procura di Salerno e la Corte dei Conti con una relazione di 25 pagine. Da Palazzo di Città, invece, sostengono che «è tutto in regola» e che le «attività di manutenzione ordinaria e straordinaria – per riaprire il sito – sono in pieno svolgimento». Quanto alle azioni future per superare le criticità, oltre alla voltura dell’Aia a favore della “Salerno Pulita”, nuova affidataria della gestione dell’impianto, Caselli propone, e sottopone all’attenzione di Cantone, «una adeguata campagna pubblicitaria tesa ad un miglioramento della qualità della raccolta differenziata nel suo complesso ed in particolare per la frazione organica anche mettendo in campo altre forme di incentivazione per i cittadini, compatibilmente con le risorse economiche disponibili». Questo, in sintesi, il riscontro (di appena tre pagine) che Palazzo di Città invia a Cantone. Il tutto mentre la polemica politica non si ferma. Questa mattina sarà proprio Giovanni Romano, ex assessore regionale all’ambiente e firmatario delle denunce che hanno avviato il procedimento all’Anac, a fare il punto della situazione insieme al consigliere comunale di Forza Italia Roberto Celano.  Anche Dante Santoro, consigliere comunale del gruppo “Dema” incalza: «Purtroppo è l’ennesima beffa per i nostri cittadini. Per anni abbiamo avuto per anni i balconi requisiti o gli spazi dedicati a questa attività per differenziare il rifiuto organico dagli altri perché poi doveva essere portato all’impianto di compostaggio, quell’impianto che trasforma i rifiuti umidi in energia, compost o biogas. Però abbiamo scoperto, anche grazie alla relazione dell’autorità nazionale anticorruzione che questo impianto non ha mai funzionato. Un impianto da 25 milioni di euro di fondi comunitari che non ha mai trasformato questi rifiuti in energia. una vergogna, una presa in giro ai danni dei cittadini. La cosa più grave è che questi rifiuti venivano presi e portati alle discariche calabresi al costo di 120 € a tonnellata. Oltre al danno, la beffa. Questo è l’emblema della politiche di sole chiacchiere e soldi sprecati che abbiamo avuto in questi anni. Un’altra presa in giro tutti ai danni dei salernitani».

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