Comparto socio sanitario con l’acqua alla gola: rischiano il posto in 500

Scritto da , 8 febbraio 2013
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Senza una soluzione si perderanno 700 posti letto e oltre 500 persone saranno licenziate. Anziani, persone con disabilità fisiche e psichiche, tossicodipendenti, ben presto,on potranno più rivolgersi ai centri riabilitativi della provincia di Salerno che hanno manifestato la propria impossibilità a proseguire nelle attività socio assistenziali. Da quando è stata introdotta la compartecipazione della spesa, il comparto socio sanitario è con l’acqua alla gola. Il rischio di annegamento è concreto.
Sono questi gli allarmanti numeri del comparto socio sanitario salernitano, i cui rappresentanti si sono riuniti ieri presso la sede dell’Anffas insieme alle organizzazioni sindacali per fare il punto di questa disastrosa situazione. I Comuni continuano a non pagare le quote sociali di propria competenza, lasciando le strutture con pochissime risorse a propria disposizione. Lavoratori licenziati, cassintegrati, senza stipendio da oltre quattro mesi, strutture costrette a dimettere pazienti (ultimo il caso registrato all’Uvi delle dimissioni di un paziente tossicodipendente senza fissa dimora».
Così, i rappresentanti legali di Casa Amica, Centro Diurno Caressa, Villa Alba, Villa Caruso, Villa Delle Rose e Villa Silvia, con i rappresentanti di Anffas e Aspat, hanno indirizzato al direttore generale dell’Asl Salerno, al Presidente della Provincia, al Prefetto, al Rappresentante dei Comuni ed al Presidente dell’Inps, una richiesta di incontro urgente, affinché, ognuno per la propria parte, trovino soluzioni immediate per garantire la sopravvivenza delle aziende fino alla nuova legge regionale, sottolineando la mancanza di comunicazione e sinergia tra Regione Campania e Comuni che, di fatto, sta compromettendo i livelli assistenziali e sta facendo sì che tanti operatori del settore restino senza un lavoro.

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