Colle Bellaria: ecco la giuria che esaminò gli elaborati

Scritto da , 3 ottobre 2016
colle_bellaria

di Andrea Pellegrino

Si racconta che durante l’aggiudica dei premi del concorso per la riqualificazione di Colle Bellaria più volte i toni si sarebbero alzati. Una vera e propria diatriba contro le decisioni della giuria che poi sarebbe stata al centro di un esposto presentato da un gruppo di architetti salernitani.
Partirebbe da lì l’inchiesta su Colle Bellaria e su quel concorso di idee per la riqualificazione dell’area e delle antenne circostanti, rimasto, inoltre, lettera morta senza motivo. Se da un lato i gruppi
esclusi vogliono vederci chiaro, dall’altro i promotori dell’iniziativa che si tenne in stretta sinergia con il Comune di Salerno chiedono lumi – alla stessa amministrazione – sull’improvviso abbandono del progetto.
Nell’esposto, in particolare, sotto tiro c’è il bando ed i suoi criteri che, a quanto pare, sarebbero in contrasto – secondo i promotori della denuncia – con quanto stabilito poi dalla giuria in sede di aggiudica dei premi. In particolare, secondo indiscrezioni, per quanto riguarda la riqualificazione degli spazi destinati ai ripetitori presenti sul Masso della Signora.
La giuria, in particolare, era composta da Maria Maddalena Cantisani; Antonio Carluccio; Pietro Cavallo; Rosalba Fatigati e Massimo Natale, tutti tecnici comunali. Ma in origine il Comune aveva indicato altri nomi, per poi fare un passo indietro dopo una segnalazione dell’ordine degli architetti di Salerno.
In particolare, si «eccepivano profili di non conformità rispetto alle norme, sia in ordine alla scelta dei componenti della commissione giudicatrice del con- corso d’idee e sia riguardo alla nomina, avvenuta prima della scadenza del termine stabilito per la presentazione delle proposte ideative». Inizialmente la com- missione giudicatrice era composta da: Bianca De Roberto (dirigente comunale); Mario Cucinella; Massimo Alvisi, Luigi Centrola e Maurizio Milan. Tutti poi revocati dopo l’accoglimento delle osservazioni presentate dall’ordine degli architetti.
Ed ora mentre l’inchiesta prosegue, del progetto non si hanno più tracce. Intanto però a quanto pare i beneficiari hanno incassato il loro premio ma Colle Bellaria ed i ripetitori sono gli stessi di sempre.

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