Colantuono: “Verrò alla festa promozione della Salernitana”

Scritto da , 9 Aprile 2021
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SALERNO – E’ stato l’ultimo allenatore sulla panchina granata a vincere a Chiavari contro la Virtus Entella. Era la stagione calcistica 2017/18 e si giocò quella gara nel mese di dicembre. Il tecnico era Stefano Colantuono, 58 anni, romano, una lunghissima esperienza su tante panchine anche di serie A ed era stato da pochi giorni chiamato a sostituire sulla panchina granata l’esonerato Alberto Bollini. E per il tecnico romano fu il primo impatto, la prima trasferta in terra ligure sulla panchina con la sua nuova squadra dopo pochi giorni dal suo arrivo. “Ricordo la chiamata della società granata che accolsi con grande gioia e dopo il mio arrivo ci furono pochi giorni per preparare quella gara. Ed i miei calciatori disputarono la partita in terra ligure con grande determinazione per portare a casa quel risultato positivo che alla fine ci premiò con i gol realizzati da Kijine (che gioca anche in questa Salernitana di Castori) e Sprocati”
E dunque la trasferta di sabato pomeriggio proprio a Chiavari contro la Virtus Entella, che è ultima in classifica, quando mancano sei giornate alla fine della stagione regolare potrebbe davvero dare altre chances in più per migliorare l’attuale classifica a questa Salernitana che è terza in graduatoria. E’ così, mister?
“Ma certamente anche se ogni partita è difficile ma quest’anno la Salernitana sta disputando un grande campionato e spero che da Chiavari possa portare via l’intera posta in palio. La squadra granata è da inizio stagione nelle primissime posizioni di classifica in una stagione positiva sotto tutti i punti di vista. E credo che i complimenti a tutti siano d’obbligo”
Dunque una classifica di serie B, come quella attuale, veritiera, Colantuono?
“Guardi se si disputa un campionato come quello che sta facendo la Salernitana i valori emergono. Alla base c’è sempre un grande lavoro, una crescita esponenziale che questa squadra merita perchè sta lì, a giocarsi le sue carte, come le altre squadre in una stagione molto equilibrata”
Si aspettava, mister, un campionato così importante da parte della sua ex squadra?
“Certamente si vista che la stagione è stata programmata nel miglior modo possibile. Conosco bene l’allenatore. Fabrizio è un collega molto bravo che con la società ha allestito una rosa competitiva e che sta facendo cose eccezionali”
Qualcuno storce ancora il naso per il gioco poco appariscente che spesso la squadra offre?
“Nel calcio, mi creda, contano solo i risultati. Poi tutto passa in second’ordine. Mi arrabbio quando si vuole sempre trovare il pelo nell’uovo alle prestazioni magari non brillanti.  E si critica perchè gli attaccanti non segnano rispetto, magari, anche ad altre squadre che sono più prolifiche. Sono cose marginali visto che questa Salernitana ha una difesa che ti concede poco e appena segna cerca di conservare il vantaggio. Magari se avesse segnato di più, ma bisogna anche dire che Tutino e Djuric si mettono a disposizione della squadra ed aiutano i compagni anche in altri reparti, sarebbe stata vulnerabile in difesa. Insomma certi esteti del calcio si accontentino di questo eccezionale campionato. Perchè, in conclusione, si deve guardare la classifica, il terzo posto ed i 54 punti attuali. Dunque anche se qualcuno dice che non si gioca bene l’obiettivo primario è quello di portare a casa il risultato ad ogni costo. Ed in questo momento con questa attuale ed anche invidiabile posizione di classifica cosa si pretende di più?”
Anche perchè il progetto iniziale era quello di disputare un buon campionato magari senza perdere di vista qualche obiettivo come i play off nei quali la Salernitana c’è ampiamente?
“Credo che finora la squadra di Castori non ha deluso le aspettative. Ero sicuro, anche seguendola da lontano, che questa Salernitana con Fabrizio in panchina potesse fare un grande percorso. Non sto qui a fargli i complimenti, sa bene Fabrizio che lo stimo.  Aggiungo solo che è una squadra che riflette in pieno l’identità di un allenatore bravo e preparato”
Sei giornate al termine della stagione regolare. Cosa si aspetta che possa accadere, mister, per i due posti utili per la serie A ed i play off?
“Innanzitutto penso che la Salernitana debba provare ad attaccare anche la seconda posizione. E’ vero che ci sono quattro punti di svantaggio dal Lecce e cinque dall’Empoli che però deve recuperare due partite ma nel calcio tutto può accadere. Non si sa mai. I cedimenti nelle ultime partite possono sempre arrivare e la Salernitana si deve far trovare pronta a sfruttare ogni situazione. Se poi non riuscisse allora anche la terza posizione sarebbe invidiabile per avere certamente più chances delle altre cinque che disputeranno il post season con i play off”
C’è qualche squadra in serie B che l’ha delusa?
“Non parlerei di delusioni ma magari di obiettivi iniziali stagionali non centrati. Frosinone, Brescia, Cremonese erano partite con altre ambizioni. Ed ora si trovano, purtroppo, fuori dalla griglia play off a poche giornate dalla fine”
Empoli, Lecce, Monza, Venezia non hanno tradito le aspettative?
“Metto subito la Salernitana tra le quattro squadre da lei citate. E’ una grande e bella realtà del campionato di B. Poi è chiaro che le squadre che lei ha citato hanno numeri importanti per arrivare in alto. Forse solo il Monza si è attardato un po ma è una squadra, questa, che è stata costruita per vincere subito. E non dimenticherei il Cittadella che negli ultimi anni è stata sempre tra le protagoniste ai play off”
Secondo lei, mister, quando ha influito la pandemia sul calcio in generale e in particolare sul campionato della Salernitana?
“Davvero tanto. Visto che senza l’apporto del pubblico al calcio manca certamente qualcosa per non dire tutto. E in piazze <calde> come Salerno, Reggio Calabria, Lecce con tanto pubblico sugli spalti in tante gare molto equilibri potevano certamente cambiare in modo positivo. Ma bisogna andare avanti così ed aspettare che tutto possa finire in breve tempo per rivedere gli stadi pieni di tifosi”
E Stefano Colantuono cosa vuol fare da grande?
“Il mio mestiere è quello di allenatore. Quest’anno per motivi vari non mi sono mosso da San Benedetto del Tronto. Ho fatto il direttore tecnico della Sambenedettese per alcuni mesi. Ma spero di tornare presto su una panchina se mi chiama qualche società”
Cosa vuole, invece, augurare a questa Salernitana?
“Tutto il meglio e lo dico con grande sincerità. Mi sono trovato bene nella vostra città, ho ancora tanti amici con i quali ci sentiamo spesso. Sono legato a filo doppio a Salerno, una città che mi è rimasta nel cuore, così come la sua eccezionale tifoseria. Ed io spero tanto che da qui a qualche settimana si possa raggiungere quell’obiettivo che manca, se non sbaglio, da ben 23 anni. Verrei anch’io, covid permettendo, a festeggiare il grande evento…”

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