Coin protesta dei dipendenti davanti alla sede di Salerno: «Noi, licenziate a tempo indeterminato»

Scritto da , 10 gennaio 2015
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“Nuova riforma del lavoro Coin: tutti a casa a tempo indeterminato”. Recita così lo slogan affisso davanti alle porte dello storico marchio, che a Salerno sta chiudendo le saracinesche, mandando a casa tutti i dipendenti. Da ieri mattina gli operai stanno invitando i clienti a non entrare alla Coin fino a domani chiedendo un valido sostegno. Davanti l’ingresso delle sede salernitana, su corso Vittorio Emanuele, tredici dipendenti della Coin stanno protestando in vista di un «probabile licenziamento» ma nel frattempo all’interno del negozio alcuni lavoratori della sede di Napoli (direttore compreso), non curanti, continuano la vendita. Direttore che, presente nella sede salernitana tutta la giornata di ieri, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, diventando un fantasma per chiunque chiedesse di lui, complici alcune commesse che negando l’evidente presenza hanno liquidato tutti con un «No, ci dispiace il direttore non c’è». «Non ci hanno portato rispetto nemmeno durante questo sciopero, continuando a lavorare e sostituendoci con altri lavoratori» – dichiara Antonella Murino, storica dipendente, «vogliamo sapere le reali motivazioni di questa chiusura, crediamo sia stato tutto manovrato ad arte. Perché proprio Salerno? Perché non ci danno nemmeno la possibilità di trasferimento in altre sedi?». Domande che avrebbero rivolto all’incontro di domani in prefettura, se solo ce ne fosse stata la possibilità. Infatti l’incontro è stato rinviato a data da stabilirsi per l’assenza di uno dei rappresentanti. «Non vogliamo creare disagi ai nostri clienti. Vogliamo solo che il nostro grido disperato di aiuto arrivi a qualcuno. Diciotto mesi fa scadeva il fitto dei locali. Siamo riusciti ad ottenere una proroga ma i segnali non sono incoraggianti. Crediamo ci sia la volontà di non tenere aperto questo punto vendita a Salerno dal momento che le nuove collezioni non sono arrivate e il 6 dicembre abbiamo dovuto iniziare una svendita per chiusura. La città è solidale con noi, abbiamo sempre lavorato tanto e bene e non capiamo perché debba finire in questo modo. Il 31 gennaio scadrà definitivamente il fitto e non abbiamo idea di quale sarà il nostro futuro». «I nostri clienti, quelli più fidati e che ci conoscono, hanno sostenuto questa nostra iniziativa e si sono astenuti dall’entrare in questi giorni, perché i primi a sentire il disagio sono proprio i cittadini salernitani, i quali verranno privati di una risorsa. Sono delusi e penalizzati anche loro quanto noi» – sottolinea Doriana Rinaldi. Ironia della sorte: la Coin è sostenitrice ufficiale di “Oxfam the circle”, associazione che aiuta e sostiene le donne in difficoltà del terzo del mondo e poi «manda a casa, senza lavoro, quelle che sono dipendenti della filiale salernitana, senza nemmeno la possibilità di trasferimento in altre sedi» – evidenzia Antonella Murino, coadiuvata dalla dichiarazione del segretario provinciale Filcams Cgil, Maria Rosaria Nappa: «La situazione diventa ancora più critica dal momento che, per adesso, non appare possibile una ipotesi di ricollocamento per questi tredici dipendenti. Loro sono disposti anche ad eventuali trasferimenti, ma per ora nessuna risposta in merito. A questo si aggiunge il rammarico che un marchio storico come la Coin abbandoni la piazza di Salerno, scomparendo definitivamente dalla nostra provincia». I cittadini hanno accolto con successo la protesta, infatti molti hanno fatto marcia indietro davanti ai cartelli affissi in tutta la galleria, augurando “buona fortuna” a tutti gli operai che stanno portando avanti una battaglia, con tenacia e caparbietà per rivendicare il proprio diritto al lavoro.

Brigida Vicinanza

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