Cittadini soffocati da una nube tossica, insorge primo cittadino

Scritto da , 13 Settembre 2019
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Ancora una nube tossica su Battipaglia ed ancora e la Francese guida il popolo davanti i cancelli dello Stir per bloccare gli autoarticolati. Nella notte tra mercoledì e giovedì sono andati a fuoco, e la matrice si prospetta dolosa, i locali ed il deposito dell’azienda privata Mgm Spa in via Bosco I che tratta rifiuti speciali quali sono gli pneumatici bruciati che per tutta la notte fino allo spegnimento nella mattinata di ieri hanno rilasciato una densa ed alta colonna di fumo nero carico di diossina che ha coperto l’intera cittadina capofila della Piana del Sele. Oltre i sospetti sulla matrice dolosa, il fatto è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso con la sindaca che ha lanciato un netto appello social: «Tutti allo Stir». In poche ore diverse centinaia di cittadini si sono riversati davanti ai cancelli aperti per permettere il passaggio degli autoarticolati provenienti da tutta la provincia che conferiscono all’impianto di tritovagliatura la spazzatura. Chiusi già da ieri mattina gli istituti Penna e Ferrari a causa dell’aria irrespirabile e poi nella serata di ieri un’ordinanza letteralmente di coprifuoco. Per questa mattina resteranno chiuse tutte le scuole, di ogni ordine e grado, le abitazioni e le industrie nel raggio di un chilometro e mezzo dalla Mgm Spa dovranno obbligatoriamente tenere porte e finestre chiuse mentre è vietato praticare sport all’aria aperta ed ogni tipo di manifestazione all’aperto. Particolare attenzione inoltre dovrà essere prestata nel raccogliere e nell’ingerire frutta. « Sono per il rispetto delle leggi e delle Istituzioni tutte. Ma ora basta. Battipaglia è sommersa da puzza e rifiuti, le Istituzioni competenti di questo Paese non possono non tenerne conto. Sto difendendo la mia città con il coltello fra i denti – ringhia la Francese alle istituzioni ed ai suoi concittadini – e lo faccio sin dal primo giorno che ho indossato la fascia tricolore, ma ciò non è bastato. Anche a voce alta in tutte le sedi competenti ho espresso, in questi anni, tante preoccupazioni, proposto soluzioni e richieste di aiuto. Ora basta. Battipaglia non può sopportare tutto questo». Controlli a tappeto dunque ieri mattina da parte della polizia locale su ogni tir in entrata allo Stir, poi il sit – in con le tende della protezione civile montate dai volontari e bottigliette d’acqua distribuite mentre le ore della sindaca passano a telefono con i vertici delle istituzioni provinciali e locali e poi la protesta e successivamente verso le 15.00 i camion che vanno via entrando nell’impianto solo per fare manovra tra le grida dei cittadini che voglio una Battipaglia libera dai rifiuti, soprattutto i più giovani quelli che sono sopravvissuti. Non sono mancate le critiche alla sindaca che altrettanto duramente: «La battaglia è dura. Battipaglia è invasa da anni e capisco che siamo tutti stanchi! Lasciamo stare le polemiche e gli sciacalli del momento. Questa gente non ha mai risolto un problema e sa solo criticare senza proporre nulla di concretamente fattibile». Chiara la sindaca al telefono: «O viene qualcuno qui e ci ascolta o noi rimaniamo qui», intanto in molti sono rimasti davanti al sito, la notte è trascorsa ma la puzza rimane mentre si attendono risoluzioni ed incontri a Roma.

«Andate via da Battipaglia, è nostra»

«Andate via da Battipaglia, è nostra», e poi: «Vergogna vergogna». Il momento di massima tensione ieri pomeriggio – seppur tutto si è svolto in maniera pacifica – è stato quando una delegazione di operatori ed autisti ha chiesto di scaricare in ogni caso le tonnellate di spazzatura. Respinti dai cittadini non hanno potuto fare altro che fare marcia indietro e tornare presso i Comuni di partenza, tra qualche applauso e tanta rabbia. C’è chi si appende al petto un cartello con su scritto: «Siamo qui, le famiglie dei morti per tumore, basta, viggliacchi andate via» e chi si appella alla salvaguardia delle nuove generazioni. Tantissimi gli attivisti tra la folla, molti giovani, al fianco della sindaca che porta su di se la croce di un territorio divenuto famoso come la Piana dei fuochi e dove esponenzialmente le persone si ammalano e muoiono per il tumore. Tra roghi, nubi tossiche, aria irrespirabile e occhi che bruciano a Battipaglia la gente lotta e convive con la spazzatura, si moltiplicano i gruppi internet, si moltiplica l’adesione alle manifestazioni ora per ora a causa di una paura, quella di non farcela o quella di abbandonare il proprio territorio per poter sopravvivere alla diossina. Tutti con le mascherine, tutti con gli stessi occhi e stanchi attendono provvedimenti che potrebbero garantire un futuro sereno e meno inquinato alle giovani generazioni che come ricordato al ministro dell’Ambiente Costa, tengono ad essere bambini normali, senza la voglia di scappare ma quella di scendere per strada e giocare.

Francese: «Diminuire le tonnellate di spazzatura»

Sono state chiare le richieste della Francesce ieri pomeriggio: «O qualcuno viene qui a parlare con noi o noi resteremo qui». Dopo ore concitate al telefono con il presidente della Provincia, Michele Strianese e con lo stesso Fulvio Bonavitacola ieri sera si è tenuto l’incontro a Palazzo di Città alla presenza dei cittadini dove la sindaca ha incontrato il vice presidente della Regione, Fulvio Bonavitacola accompagnato dal consigliere regionale Franco Picarone e dal sindaco di Montecorvino Rovella Martino d’Onofrio. Il primo cittadino battipagliese come già richiesto nel pomeriggio dunque ha mostrato alla Regione il piano che eviterebbe il precipitare della situazione a Battipaglia con i cittadini pronti a bloccare i camion della nettezza urbana ad oltranza all’ingresso dello Stir. Quello chiesto dalla Francese è il ridimensionamento delle tonnellate di spazzatura da veicolare sul suo territorio e un nuovo piano di insediamento per le industrie che trattano rifiuti, e rifiuti speciali. «Non è nostra intenzione aggravare l’emergenza rifiuti che la Campania già sta vivendo – ha riferito il sindaco – ma nemmeno possono venire a parlare di sviluppo del quarto settore, della costa, delle bellezze naturali, della mozzarella, se non si prendono provvedimenti seri e si risolve la situazione sui miei territori». Adesso non si attende altro che la risposta della Regione che ieri sera ha acquisito le volontà del sindaco intenzionato a portare avanti la sua battaglia alimentata da sospetti sulle tempistiche e sulle dinamiche degli accaduti che potrebbero far pensare ad un disegno criminale dietro i recenti episodi verificatisi in brevissimo tempo.

Costa: «Ai confronti venite con proposte serie»

La nube tossica su Battipaglia è stata avvistata anche dagli uffici del ministero dell’Ambiente, da Sergio Costa che il 24 agosto scorso era stato a Battipaglia dopo i roghi delle ecoballe di 21 giorni prima. Quello di Costa è un invito alla collaborazione nonchè il sigillo sui sospetti dietro gli accadimenti sul territorio comunale. Legambiente dal suo canto ha chiesto alla commissione bicamerale che si occupa del traffco illecito di rifiuti di aprire un dossier su Battipaglia. «Quello che sta accadendo a Battipaglia è qualcosa di losco e se le amministrazioni non sono unite a pagarne le conseguenze sono i cittadini – dice Costa – ho promesso che in caso di riconferma avrei avviato un tavolo tecnico. Bene, proprio ieri con il direttore generale abbiamo avviato la procedura e già da oggi partiranno le convocazioni con le amministrazioni locali interessate, i tecnici di regione e provincia, e chiaramente il Ministero. Ognuno deve fare la sua parte, io e tutti i tecnici del ministero siamo a disposizione per affrontare, intervenire e risolvere il dramma di Battipaglia e di tutti i roghi dei rifiuti d’Italia. Solo insieme si possono risolvere i problemi. Chiedo quindi a tutti di venire con proposte concrete da condividere. Se gli amministratori pubblici si separano e cercano le differenze questa guerra la perderemo tutti e chi pagherà il prezzo più salato saranno i cittadini inermi». Sul posto ieri anche Roberto Celano, consigliere provinciale di Fi ed ex presidente di EcoAmbiente. Arriva in serata anche la nota del senatore Inannone: «Da Costa solo strafottenza».

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