Cittadella, il Comune deve quattro milioni all’impresa

Scritto da , 5 febbraio 2013
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La Cittadella Giudiziaria rischia lo stop per quattro milioni di euro. A tanto ammontano le anticipazioni effettuate dal consorzio Soledil e dalla Sieme impianti sugli Stati di avanzamento lavori per mandare avanti la realizzazione della nuova imponente struttura che dovrà ospitare, forse un giorno, le stanze del Tribunale di Salerno. Quattro milioni di euro che, però, il Comune di Salerno non ha ancora restituito all’Ati vincitrice dell’appalto del 2010. Per come le cose si stanno mettendo, però, pare che magistrati, avvocati, imputati e quanti altri, dovranno recarsi in corso Garibaldi ancora per lungo tempo, perché lo spettro del fermo delle attività cantieristiche in via Dalmazia è veramente molto vicino.

Un fermo che comporterebbe anche una notevole ricaduta sui livelli occupazionali. Sono oltre 50 gli operai attualmente impegnati nella realizzazione dei primi tre edifici del grande complesso progettato dall’architetto britannico David Chipperfield, a cui si aggiungono i tantissimi lavoratori dell’indotto per arrivare ad una cifra vicina alle 150 unità lavorative.
Una situazione, quella della Cittadella Giudiziaria che, se possibile, è ancor più grave di quella della Stazione Marittima. Già perché l’opera è interamente finanziata dal Ministero della Giustizia per 21 milioni di euro, con fondi certi che, a quanto pare, è il Comune di Salerno a non erogare.
Esprime preoccupazione la Feneal Uil per l’ennesimo fermo di un cantiere salernitano che si prospetta di qui a breve. «Siamo fortemente preoccupati – affermano il segretario provinciale Patrizia Spinelli e quello regionale, Luigi Ciancio – per il fermo di un’altra opera di grande rilevanza, molto attesa che ha avuto già tante tribolazioni». Le imprese edili passate per il cantiere sono già tre: l’opera fu prima appaltata alla Romagnoli, passata poi alla Pisa costruttori (rescissione contrattuale in danno), per poi essere, infine, nel mese di aprile del 2010 appaltata all’Ati composta da Soledil e Sieme impianti, facenti capo alla Ferrara costruzioni di Giugliano di Napoli (dei fratelli Antonio e Saverio).
Un fermo che avverrebbe proprio sul più bello con i fabbricati A e B ormai completati ed il fabbricato C pronto al 70% ed il livello -1 che dovrebbe servire al trasferimento di tutti gli archivi alleggerendo, così, il Comune di esborsi dei fitti.
«Non si può continuare a mettere in campo nuove opere d’avviare quando poi non si riescono ad ultimare quelle iniziate anni orsono – proseguono Spinelli e Ciancio – E la causa dei fermi sempre la stessa, perché il Comune di Salerno, come tutti i Comuni, la Regione e il governo centrale, non paga gli Stati di avanzamento lavori, creando problemi alle imprese e di riflesso ai lavoratori che perdono il posto di lavoro». Dunque, dopo il fermo della LungoIrno, con i dipendenti in cassa integrazione, e quello della Stazione Marittima quasi un mese fa, il «grande pericolo – concludono i segretari Spinelli e Ciancio – è il blocco totale di questa grande opera». 
Per quanto riguarda la Conchiglia del Molo Manfredi, ferma da quasi un mese, la Feneal Uil ricorda come si stiano «ancora aspettando risposte dal Comune per quanto riguarda la Stazione Marittima che ormai è in balia delle onde».

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