Cisl. Ospedale “Ruggi”, «i vertici si dimettano». Il sindacato punta il dito anche sulla Cgil: «E’ connivente»

Scritto da , 5 Agosto 2015
image_pdfimage_print

DA LE CRONACHE OGGI IN EDICOLA

Dimissioni  in blocco per i vertici dell’azienda universitaria ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno rei di aver portato allo sfascio la sanità salernitana. A chiederlo in una conferenza stampa un sindacato spaccato con i segretari provinciali della funzione pubblica di Cisl e Uil che non risparmiano accuse gravi alla Cgil che viene ritenuta connivente con i vertici del Ruggi, con il segretario della Funzione Pubblica della Cisl Pietro Antonacchio che parla addirittura di gestione clientelare opportunistica. Il dato più eclatante del fallimento delle azioni della direzione aziendale, dice  Aniello Capuano della Cisl, è stato la riduzione di 200 posti letto nel periodo estivo in tutti i plessi dell’Azienda universitaria ospedaliera, di cui 129 solo al Ruggi. Solo nel dipartimento cuore dell’ospedale Ruggi di Salerno sono stati ridotti 20 posti letto, 16 in medicina generale, 12 in pediatria e 12 in chirurgia vascolare, 10 in urologia e così via. Siamo ai minimi storici di garanzia assistenziale, dice ancora Aniello Capuano. “Al Fucito di Mercato san Severino, spiega sempre Capuano, ci gestiamo da soli. Eppure si parla di Azienda universitaria unica, ma non è così. Non c’è un’organizzazione dei servizi, si  è parlato di garanzia giovani, del reclutamento di nuovo personale grazie a questa misura  regionale , ma fino ad ora non si è visto nessuno. Noi piu’ volte ci siamo battuti  con l’azienda per avere nuovo personale, soprattutto operatori socio- sanitari ed infermieri. Chiediamo che il direttore generale dell’azienda universitaria ospedaliera di Salerno Vincenzo Viggiani convochi subito un tavolo  per garantire una volta per tuttte un ‘assistenza adeguata  al cittadino altrimenti scenderemo in piazza  per dire che la sanità è questa.” Ci va giu’ duro anche  Gaetano Biondino della Cisl quando descrive cio’ che accade da tempo all’ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’Tirreni e non lesina accuse al neo sindaco che qualche giorno fa visitando la struttura ha detto che non era così grave la situazione come l’avevano descritta i sindacati.  Attaccano i vertici dell’azienda universitaria ospedaliera anche  il responsabile della Uil sanità Biagio Tomasco e   Giuseppe Natella della Uil.  Chi  sfortunatamente  deve ricoverarsi in questo periodo in ospedale, spiegano, devono non solo  soffrire per la malattia ma anche per  il caldo asfissiante. I reparti sono privi di aria condizionata, nelle sale operatorie si arriva anche a 38 gradi.  Poi c’è il problema del sovraffollamento e quindi la situazione si complica per il paziente e per il lavoratore che deve garantire un’assistenza adeguata.  Le accuse alla dirigenza  vanno anche oltre con Giuseppe Natella della Uil che parla di  delibere per progetti ad personam, di persone legate strettamente alla dirigenza. C’è un progetto, continua Natella, che non è stato proprio discusso con le organizzazioni sindacali. Si tratta di una ventina di progetti approvati camuffando, dice Natella, la progettualità con la criticità. Anche Renato De Luca della Fsi stigmatizza i problemi che aumentano con il passare del tempo: “pensionamenti, nessuna assunzione  e  prestazioni lavorative che devono sopperire a carenze di organico ormai insostenibile. Lavoriamo sotto stress, non ci sono piu’ le condizioni per farlo, dice  Renato De Luca. E’ ora di voltare  pagina.  Il  Ruggi sembra un ospedale albanese”.
Alessia Bielli

il “Ruggi” senza governo

Fondamentalmente ci si trova di fronte ad una totale assenza  di governo  di una struttura complessa. Descrive così la situazione generale dell’azienda universitaria ospedaliera san Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno e dei suoi plessi annessi, il segretario  della funzione pubblica della CISL Pietro Antonacchio che parla anche  di mancanza di gestione coerente e corretta e di un territorio che perde la sua dignità.  ” Il Ruggi, dice ancora Antonacchio, è lasciato in mano a persone  che hanno una totale disattenzione  alle esigenze dei cittadini e allo stesso tempo con  uno sfregio totale di quelli che sono i diritti dei lavoratori , diritti calpestati quotidianamente”. Di qui l’appello al neo governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca che è l’unico, per Pietro Antonacchio, che puo’ dare una svolta alla situazione. ” De Luca se vuole dare un segnale vero deve smantellare  la continuità con la precedente amministrazione regionale e deve immediatamente rimuovere i dirigenti incapaci. Vi è un’esigenza  totale di dare una dignità a Salerno , solo lui la può dare cambiando la metodologia di gestione della cosa pubblica”. L’ipotesi di commissariamento che c’è per l’azienda sanitaria locale di Salerno potrebbe  essere estesa anche all’azienda universitaria ospedaliera?  ” Quello dell’ASL, dice Antonacchio, è un commissariamento quasi dovuto poichè è scaduto il mandato di Antonio  Squillante, dall’altra parte il mandato non è ancora scaduto ma sarebbe il caso di chiedere le dimissioni di Viggiani anche perchè il managment attuale che lo sostiene è assolutamente inadeguato per questa città.” Ma a questo punto qual’è la proposta del segretario della funzione pubblica della Cisl Antonacchio?  ” Io propongo di cambiare, di mettere al centro  i bisogni della collettività, propongo di dare dignità ai lavoratori, a questo territorio che è stato sempre calpestato e messo ai margini da quella che è stata la gestione regionale della sanità negli ultimi 20 anni. Ora è il momento di cambiare e solo De Luca lo puo’ fare, ma lo faccia sul serio perchè quelli che fino ad ora sono arrivati sono solo segnali di continuità”.
Alessia Bielli

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->