Cisl Fp: «In pericolo l’assistenza ai disabili»

Scritto da , 11 Settembre 2014
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di Francesco Carriero

Assistenza ai disabili in pericolo. L’allarme lanciato dalla Cisl Funzione Pubblica. Non è una novità che la Regione Campania debba fare i conti con risorse sempre più limitate per il settore sanitario, ma adesso ad essere in pericolo, dopo le prestazioni nelle strutture convenzionate, stando a quanto segnala il sindacato, è l’assistenza per i dibili, alla quale sono stati sottratti ulteriori fondi da quelli già poverissimi messi a disposizione. «La Regione Campania – scrive Pietro Antonacchio, segretario della Cisl Funzione Pubblica – dà con una mano e con l’altra toglie quasi definitivamente il diritto all’assistenza per i disabili. Infatti, con la deliberazione numero 346 dello scorso 8 agosto, decreta l’Istituzione dell’Osservatorio Regionale sulla condizione delle persone con disabilità, e subito dopo con i decreti 89 e 90 dell’11 agosto, riduce ulteriormente i volumi di spesa determinando nei fatti che, in alcuni territori, molti disabili non potranno più accedere ai servizi riabilitativi». Le decisioni dell’ente di palazzo Santa Lucia, per Antonacchio, hanno come l’unico scopo quello di risparmiare risorse sottraendo però ai cittadini l’inalienabile diritto alla salute: «Non avere – continua Antonacchio – la capacità di allocare le risorse finanziarie sufficienti a soddisfazione la domanda (in una economia di mercato significa distruggere definitivamente il territorio che si governa) spiega la finalità dei provvedimenti: ridurre la spesa eliminando il diritto fondamentale alla salute. Il paradosso è declamato nello stesso decreto 89 che testualmente recita: “rinviare a successivo atto la revoca della Dgrc numero 6757/1996, al fine di armonizzare le disposizioni in essa contenute con i successivi atti regionali relativi all’accreditamento istituzionale.”». Il rischio, per il sindacato, oltre all’azzeramento delle prestazioni sanitarie, è quello di trovarsi di fronte, nei centri di riabilitazione, a contratti “Fatti in casa”, eventualità che aprirebbe una ulteriore crisi occupazionale: «L’atto in questione – spiega ancora – obbliga i centri di riabilitazione all’applicazione del contratto Aiop ovvero di tutti i contratti di lavoro del settore che derivavano da accordi con le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative del settore. Il recesso unilaterale di tali disposizioni favorisce l’applicazione, da parte delle aziende ed enti del comparto, di contratti di convenienza (anche fatti in casa); tale sistema causerà̀ inevitabili contenziosi di richiesta risarcimento danni aggravando ulteriormente la già̀ precaria situazione delle aziende. Sarebbe stato opportuno, invece, rivedere prima il decreto e poi rideterminare le tariffe. Sarebbe stata un’operazione sostenuta da buon senso e la concreta disamina delle dinamiche del settore, avrebbe favorito quello che a tutti serve: un patto di solidarietà tra imprese, sindacati e governanti per uscire dalla crisi salvaguardando occupazione e diritti fondamentali. I danni che, invece, i provvedimenti causeranno, derivanti dalla abrogazione unilaterale della deliberazione 6757/96, si rifletteranno su tutti: lavoratori, imprese, cittadini e irreversibilmente anche sulla stessa Regione Campania. Tutto ciò nel tentativo di determinare tariffe basse, sottostimate rispetto alla media nazionale che comunque non copriranno le esigenze dei cittadini. I tetti di spesa così determinati non garantiscono continuità di cura e violano il principio dell’obbligatorietà, valido anche per le regioni commissariate, di erogare i livelli essenziali di assistenza (Lea) stabiliti dal Ministero. A tal proposito è necessario coinvolgere il Ministro Lorenzin affinché apra un tavolo tecnico di verifica concreta dell’effettiva erogazione, in tutte le regioni, dei Lea. Non vorremo che tali finanziamenti venissero utilizzati per coprire altre voci e capitoli di bilancio».

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