Ciro Barba: quei rapporti coi fratelli Esposito, Battipaglia e Buonfiglio

Scritto da , 13 Aprile 2019
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di Andrea Pellegrino

Cinque società sequestrate: la Italian Food; la Green Profit Tuscany; la Global Food; la Bio Toscana e la Cava Parcheggi, oltre a somme in denaro, una macchina e un terreno. Patrimonio che, secondo il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore, sarebbe riconducibile a Ciro Barba. Con l’imprenditore nocerino (difeso dall’avvocato Giovanni Falci), sono indagati la moglie Felicia Silvestri, assistita dal professore Sergio Perongini; Walter e Giorgio Buonfiglio; Tullio Pagliaro; Santolo e Domenico Battipaglia; Gerardo Luciano; Lara Macelloni ed Enrico Esposito. Tutti accusati, in concorso, di trasferimento fraudolento di valori. Per il giudice, Barba è il gestore di fatto delle società e si è avvalso di prestanome a cui intestarle formalmente. Ha continuato a eseguire investimenti avvalendosi di terzi soggetti sia per l’esecuzione che per la ricezione di pagamenti, per l’ordinazione di forniture e per tutte le mansioni e le commissioni legate alle attività. Nel corso delle indagini, è emerso che Barba, pur dichiarando redditi da lavoro dipendente, organizzava e presenziava ad appuntamenti con fornitori, imprenditori, consulenti e professionisti: di fatto, era considerato da tutti il referente di società intestate, però, ad altri (alcuni, come nel caso di Ciro Eboli – intestatario delle quote della Global Food – senza alcuna precedente esperienza nel settore). L’intestazione formale delle società – secondo il gip Gustavo Danise – non costituisce necessariamente reato in sé ma ha costituito, nel caso di specie, il mezzo con cui Ciro Barba ha fatto ricorso al fine di eludere probabilimaure di prevenzione patrimoniale. IL BINGO DEGLI ESPOSITO. E’ qui il nesso tra Barba, gli Esposito, la Esa e Piazza della Libertà. La Procura ricostruisce tutti i passaggi societari ed il trasferimento di alcune quote societarie delle Sig alla moglie di Ciro Barba. Quote prese da Gilberto Belcore, figura chiave della Esa Costruzioni, coinvolto nelle varie inchieste che hanno riguardato Piazza della Libertà a Salerno. I LEGAMI CON I BATTIPAGLIA. Alcuni box – garage in piazza della Concordia ma anche appartamenti a Parco Arbostella. Dalle telefonate emerge il legame di Barba con i fratelli Battipaglia, a cui fanno riferimento la ditta “Costruzioni generali Battipaglia” e la ditta “Cava parcheggi srl”. Nel 2014 la proposta di costruire un garage interrato su tre livelli nei pressi di piazza della Concordia. Un lavoro da 14 milioni di euro. Ma non è l’unica proposta: sulla scrivania Barba arriva anche la proposta di permuta di più di 100 appartamenti in zona Arbostella. I FRATELLI BUONFIGLIO. Walter e Giorgio Buonfiglio erano i titolari delle società Biotoscana srl e Global Food ssrl e trovarono, nel 2012, in Ciro Barba l’uomo giusto al quale chiedere un intervento per risollevarsi dalle difficoltà di carattere finanziario: il compito di Barba avrebbe dovuto essere quello di interfacciarsi con i fornitori, garantendo loro l’adempimento dei pagamenti pregressi rimasti insoluti e sbloccando, in tal modo, le forniture. Quello fu, di fatto, l’inizio di una proficua collaborazione economica e imprenditoriale che, nei fatti, portò Barba a gestire le loro società e a disporre, in un secondo momento, delle relative quote.

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