Cirielli in redazione: «A Salerno vinciamo noi»

Scritto da , 13 febbraio 2013
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Nell’agenda politica di ieri di Edmondo Cirielli c’è stata anche la tappa nella nostra redazione. Tra un appuntamento elettorale e l’altro, il leader di Fratelli d’Italia, accompagnato dal presidente della Provincia Antonio Iannone, ieri pomeriggio, ha fatto visita al Roma Cronaca di Salerno.Rilassato e sempre impeccabile (lui non fuma 150 sigarette come Crosetto ma ammette di essere un buongustaio!) ha ripercorso i momenti amministrativi (alla guida di Palazzo Sant’Agostino) e politici (fino alla costituzione dei Fratelli d’Italia) più significativi degli ultimi anni. 
Sul Principato di Salerno annuncia che non demorderà. Anzi, il ricorso alla Corte di Giustizia Internazionale c’è già. «Non si è mai visto che la Corte Costituzionale bocci un referendum propositivo evocando cose assurde, come la partecipazione di tutta la Regione alla consultazione o la metodologia della proposta d’iniziativa». Sarà che avranno influito i due napoletani (di cui uno anche di cognome!) dice scherzosamente riferendosi al presidente della Corte Costituzionale (napoletano) e al Presidente Napolitano (che pure napoletano è). Certo è – annuncia – «che se vinceremo, la nostra proposta approderà in Parlamento» e che «comunque vada la battaglia proseguirà». Ma non sarà una battaglia contro Napoli. «Il Principato – sostiene Cirielli – ha lo scopo di attirare maggiore risorse per il territorio». Tra l’altro con Caldoro non c’è nessun problema. Anzi, afferma Cirielli, «l’alleanza sarà confermata». «Il Governatore ha dato attenzione ai grandi problemi di Salerno – prosegue il presidente della Commissione difesa della Camera dei Deputati – ed ha lavorato in sinergia con l’amministrazione provinciale». E Cirielli, da ormai ex presidente della Provincia ricorda: «Da Palazzo Sant’Agostino abbiamo avviato una solida programmazione infrastrutturale. Si pensi all’Aeroporto che ha avuto il riconoscimento da parte del Governo, che ne ha chiusi alcuni mentre ha salvaguardato quello di Pontecagnano. Fino a qualche settimana fa nessuno ci credeva. Solo noi. Ma poi c’è il dragaggio del porto di Salerno, il ripascimento della fascia costiera, il piano di depurazione per l’intera provincia, l’allungamento della tangenziale. Opere che non solo favoriscono lo sviluppo di un territorio ma rimettono in moto anche l’economia».
Passando alla campagna elettorale Cirielli non ha dubbi: «Qui vincerò. A Salerno supererò il 10 per cento» e, seppur con un pizzico di scaramanzia, afferma, «ci sono buone possibilità che possa superare il centrosinistra». Insomma, il capolista di Fratelli d’Italia (tra l’altro è anche uno dei cofondatori del partito) qui a Salerno vorrebbe fare il primo. D’altronde la sua lista è la più salernitana della circoscrizione Campania 2. «Noi stiamo portando avanti una campagna elettorale tradizionale, con in campo gli amministratori locali e tanti sostenitori. Siamo sui territori e rappresentativi di una realtà importante come la provincia di Salerno». Ma non solo alla Camera. Cirielli vorrebbe fare il botto anche al Senato. «Abbiamo un capolista autorevole che è Giuseppe Cossiga, figlio del presidente, che è tra l’altro candidato anche nella sua Sardegna. Quasi certamente Cossiga, dunque, opterà per il seggio sardo e qui potremmo riuscire ad eleggere Feola, Esposito ed in caso di vittoria anche Salzano». Le possibilità di un ottimo risultato sono tutte alte. Soprattutto se si pensa che il Pdl ha una lista debole e De Luca resta a braccia conserte. «Credo che il sindaco di Salerno alla fine si muoverà negli ultimi giorni- sostiene Cirielli – quanto al Pdl, con loro ne sono rimasti ben pochi. Dieci di loro, con undici voti. Tra i più forti c’è il sindaco di Agerola (comune non salernitano) e Mario Pepe. Per il resto c’è solo il simbolo e il traino Berlusconi. Dalla nostra abbiamo un simbolo nuovo ma abbiamo ben altro».
 Meno tasse, riduzione degli sprechi, sicurezza, legalità, senso delle istituzioni e ruolo della magistratura. I punti cardini della proposta politica dei movimento di Meloni, Crosetto e La Russa. «Non facciamo nessuna guerra al Pdl ma su alcuni punti abbiamo vedute diverse», spiega Cirielli. «Abbiamo contestato, ad esempio, il sostegno al Governo Monti. Così come nel rapporto con la magistratura siamo favorevoli al confronto. Il processo va riformato insieme ai magistrati. Non ci deve essere nessuna guerra». Ed ancora gli enti locali. «Non è possibile scaricare tutto sulle amministrazioni locali. Non è possibile ancora tagliare fondi rischiando di mettere a repentaglio i servizi e anche le aziende che lavorano con gli enti territoriali». Infine l’appello: «Vedendo tutti i simboli siamo l’unico partito patriottico, ispirato a valori forti che porteremo in Parlamento e nel dibattito politico nazionale. In tal senso auspico che non ci siano dispersioni di voti o peggio ancora che vinca l’astensione. Anche il voto di protesta a mio avviso ha vita breve». Poi il futuro? «Meloni farà strada ed è l’unica leader donna che, tra l’altro, si è costruita tutta da sola. E’ arrivata in politica perché è brava ed ha seguito un percorso, non certo perché ha partecipato a Miss Italia». Su Monti, invece, non cambia idea: «Come già dichiarato in una mia intervista al Fatto Quotidiano “andrebbe fucilato”. D’altronde in Fratelli d’Italia ci sono tutti deputati che hanno votato no a questo governo».

 
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