Cilentana, 30 morti in 15 anni: Lombardi chiede più sicurezza

Scritto da , 8 febbraio 2017

CILENTO. All’indomani dell’ennesia vittima, il presidente dei costruttori salernitani, Antonio Lombardi, indirizza una lettera a Giuseppe camfora, presidente della Provincia, ente proprietario della strada provinciale Cilentana, arteria che miete vittime da tempo. «L’ennesimo incidente mortale registratosi nei giorni scorsi sulla strada provinciale 430, la Cilentana, impone una riflessione sulle condizioni in cui versa questa arteria, fondamentale per le popolazioni e le imprese di un’area vastissima del territorio provinciale, ancor di più con l’approssimarsi della stagione turistica – scrive il presidente Antonio Lombardi -. Siamo in presenza di un vero e proprio bollettino di guerra: oltre 80 incidenti in meno di 15 anni, 30 dei quali mortali, che testimonia e certifica l’estrema pericolosità di questa strada, che in numerosi suoi tratti è ben al di sotto dei livelli minimi di sicurezza. Buche profonde, quando non vere e proprie voragini, minacciano gravemente l’incolumità di automobilisti e motociclisti. Il manto d’asfalto in vasti tratti è ormai divenuto estremamente viscido e sottile, sia a causa della vetustà sia per il traffico sostenuto, anche di mezzi pesanti. I viadotti, che caratterizzano l’arteria per oltre 30 km, non sono mai stati interessati da verifiche di staticità (ed i recenti fatti di cronaca hanno avuto modo di rammentarci quanto questa zona presenti, oltre al ben noto rischio sismico, alta criticità anche per quanto attiene il dissesto idrogeologico). È evidente che tutto questo impone un immediato screening e, soprattutto, l’avvio di un programma urgentissimo di interventi che consenta quanto meno il ripristino dei livelli minimi di sicurezza per chi percorre questa strada. Auspico quindi un suo sollecito intervento e – ben consapevole delle difficoltà in cui l’Ente che Lei autorevolmente preside, opera dopo gli interventi di riforma – Le garantisco fin d’ora il massimo supporto della nostra Associazione, perché almeno gli interventi minimi necessari possano essere cantierati con estrema urgenza, per interrompere quel doloroso bollettino di guerra che richiama le amministrazioni (e le coscienze) tutte ad una seria, rigorosa assunzione di responsabilità».

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