Ciao Maurizio, ora potrai giocare in Paradiso

Scritto da , 7 dicembre 2014
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Al pallone dava del tu come in pochi sapevano fare. Erano gli anni d’oro del Vietri Raito, guidato da un maestro di calcio e di vita come don Nicola Gregorio. Maurizio Fiorillo è morto improvvisamente nella sua abitazione del centro storico di Salerno, lasciando nel dolore il cognato Giovanni e la sorella e i suoi tanti amici. Aveva 50 anni (che aveva festeggiato come dimostra la foto a lato) e il suo vero amore, che probabilmente lo ha tradito sul più bello, è stato il calcio. Un attaccante imprendibile, tutte finte e dribbling ubriacanti, una dannazione per gli avversari e spesso anche per i compagni perchè non la passava mai. Gol belli e impossibili, il suo repertorio non aveva mai fine, frutto anche di ore e ore di lavoro con don Nicola che affinava le sue innate qualità tecniche. Lo ricordo ancora con i suoi riccioli al vento scorazzare sulla fascia del campo di Vietri sul Mare, in una società di campioni veri come Galderisi, Della Monica e di tante promesse tenute nel mirino dalla Juventus, con cui l’amato e burbero Giovanni ‘o sovietico, con il certosino lavoro di Enzo Campione e Felice Moscariello, teneva rapporti privilegiati. Alla Juve approdò insieme a Giovanni Leone, un centravanti che non perdonava sotto rete, accompagnati proprio da Felice Moscariello. Dopo la trafila con le giovanili bianconere approdò a Cava dei Tirreni con Peppe Grassi massaggiatore. Non riuscì a coronare il suo sogno di tornare alla Salernitana, squadra con cui aveva mosso i suoi primi passi da calciatore. Poteva e doveva avere una carriera calcistica ad alti livelli ma si sa il calcio a volte è carogna e non premia sempre i migliori. (t*)

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