«Ci sono elementi per predisporre un sequestro delle Fonderie»

Scritto da , 24 maggio 2016

di Andrea Pellegrino

«La magistratura ha tutti gli elementi per poter adottare un provvedimento di sequestro preventivo per le Fonderie Pisano». L’avvocato Fabio Torluccio, legale del comitato “Salute e Vita” presieduto da Lorenzo Forte, commenta tecnicamente l’ultimo provvedimento della Regione Campania con il quale si sospende l’Aia alla società di Fratte. «All’interno dell’atto vengono richiamate eventuali ipotesi di reato, al di là dell’aspetto amministrativo. Questo è tutto al vaglio della magistratura che potrebbe prendere provvedimenti – spiega l’avvocato Torluccio – anzi io penso che ci sia anche l’opportunità di aprire un nuovo filone d’inchiesta». Ma sotto il profilo legale c’è anche un’altra iniziativa promossa da Lorenzo Forte e dai componenti del comitato: «Invieremo il dossier allo studio legale – dice Forte – che ha curato (e vinto) il ricorso alla Corte Europea per l’Ilva». In scala e con le dovute proporzioni, Forte non ha dubbi: «Abbiamo le stesse caratteristiche ed i legali, a naso, ci hanno detto che è possibile avviare un procedimento». Infine, durante la conferenza stampa di ieri mattina, Lorenzo Forte non ha mancato due attacchi: l’uno ai sindacati, ed in particolare alla Cgil, rea – secondo il rappresentante del Comitato – di essersi accorta solo ora del problema, nel mentre «avrebbe potuto impegnarsi già dieci anni fa»; l’altro al responsabile di Assofond, Gualtiero Corelli che intervenuto qualche giorno fa sul caso Pisano aveva minimizzato gli sforamenti. «L’ingegnere – dice Forte – probabilmente non ha letto bene i dati dell’Arpac. Sono pubblici e facilmente visionabili e si può notare come gli sforamenti ci siano quando l’impianto è aperto e non viceversa, come da lui affermato». In tal senso, annuncia: «Chiederemo l’avvio di un procedimento disciplinare all’ordine di appartenenza dell’ingegnere per le bugie che ha detto. Bugie che tra l’altro aumentano gli attriti tra i manifestanti e gli operai». Ed infine sull’Aia, «vogliamo sapere – dicono – come sia stato possibile che nel 2012 gli enti abbiano concesso l’Aia, dopo quattro anni di assenza. Come è possibile che ad oggi 2016 stiamo peggio nel 2012. Anche di questo chiediamo conto alla magistratura, sperando che faccia presto».

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