Churchill, oltre la Storia

Scritto da , 29 Gennaio 2019
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Questa sera il teatro Verdi di Salerno ospiterà Beppe Battiston, che impersonerà il grande statista

 

Di OLGA CHIEFFI

Chi non ha sentito parlare di Churchill? Chi non ha visto qualche sua immagine, magari col sigaro in bocca e il pastrano tutto sdrucito? Beppe Battiston, attore dalle svariate esperienze e di comprovata abilità interpretativa, avrà il compito di rappresentare uno dei grandi protagonisti della storia del Novecento: Winston Churchill. Stasera alle ore 21, il palcoscenico del Teatro Verdi ospiterà, infatti, lo spettacolo “Winston vs Churchill”, prodotto dal Nuovo Teatro di Marco Balsamo, con la regia di Paolo Rota, un progetto che ridà volto, gesti e parole allo statista inglese, attingendo al volume «Churchill, il vizio della democrazia» di Carlo Giuseppe Gabardini, che prova a offrire risposta alla domanda «È possibile che un uomo da solo riesca a cambiare il mondo?». Winston vs Churchill “mostra” l’uomo in un presente onirico, dove la sua intera esistenza è compresente, parlando a noi e di noi, oggi, con una precisione disarmante. Non vi è spazio per i rimpianti e per guardare indietro, come un vecchio sfoglia l’album della sua vita, ma per l’orgoglio e il vanto di essere stato ciò che è stato, pur con tutte le sue contraddizioni. Lo spettacolo è una riflessione sull’uomo politico più controverso del ‘900,  lo statista eletto cinque volte primo ministro del governo inglese che guida un battibecco esilarante con  la sua infermiera, il premio Nobel per la letteratura del 1953, grazie alla sua concreta e poetica retorica. Churchill era un leader assai i improbabile: beveva whisky a colazione, era dipendente dai sigari ed aveva un carattere irascibile, ma di fronte all’umiliazione di Dunkirk seppe tener testa ad un re tentennante, battere i complotti di governo dei filo-nazisti, sbaragliare il pacifismo suicida del predecessore Neville Chamberlain e dare alla Gran Bretagna la guida, personale e politica, che consentì di non cedere a Hitler e quindi di arrivare, cinque anni dopo, alla sua totale sconfitta. Un’abilità oratoria che lo ha portato lontano, a dispetto della scarsa considerazione di suo padre. Che gli ha fatto pronunciare le celebri frasi sarcastiche come quella sugli italiani che “perdono le partite di calcio come se fossero la guerra e perdono le guerre come se fossero partite di calcio”. Irriverente, arrogante e con una buona dose di misoginia, è da quest’autentica combinazione che prende vita Winston vs Churchill per la regia di Paola Rota. Ad affiancare in scena l’attore, che ne raffigura le sembianze, i riti e le movenze quand’egli ha già superato l’ottantina, sarà Maria Roveran, nei panni della sua paziente e trafelata infermiera, che, oltre a curarlo, prova a scalfire quella corazza apparentemente invincibile. È un Churchill visto nella sua umanità, che, con la sua proverbiale ironia e senso dello humor, viaggia in una dimensione sospesa tra presente e passato, tra realtà e memoria. È un uomo che vive cento vite in una, scrive, combatte, si trova a prendere le decisioni politiche che hanno reso possibile il mondo in cui viviamo oggi.

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