Chiuso il cantiere, « l’Esa ci dia il progetto» . Intervista con il tecnico Brigante nominato dal Comune

Scritto da , 17 Settembre 2012
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di Andrea Pellegrino ­­­ Italia Nostra e No Crescent hanno presentato il loro dossier (di ben 55 pagine) alla Procura di Salerno per chiedere il sequestro del cantiere di Piazza della Libertà e di conseguenza del Crescent, dopo l’annuncio dello stesso sindaco Vincenzo De Luca di « demolizione e ricostruzione della zona interessata dai cedimenti» . Ma sostanzialmente, a quanto pare, le attività nell’area di Santa Teresa
sarebbero sospese da venerdì scorso, quando al termine del summit
tecnico, l’amministrazione comunale ha emesso il suo ordine di servizio,
diffidando la ditta costruttrice a presentare un nuovo progetto entro
venti giorni.Si dice che la Esa Costruzioni, già prima di San
Matteo, potrebbe presentare il suo progetto per la messa in sicurezza, o
meglio per l’abbattimento e la ricostruzione, dell’area ceduta. La
ditta si sarebbe affidata ad un consulente tecnico per stabilire le
cause e le eventuali responsabilità .Dalla sua il Comune non avrebbe
dubbi: « Non cacceremo un euro. Sarà fatto tutto dalla Esa» . Ma secondo
indiscrezioni pare che l’apertura di un contenzioso sia cosa certa. Così
i tempi, che sembra non siano così rapidi. Anche in considerazione
dell’intervento della Procura della Repubblica che ha aperto un
fascicolo proprio sui cedimenti verificatisi in una zona della mega
piazza sul mare, e che dalla sua parte avrebbe uno staff tecnico di
consulenti, al lavoro da giorni, (tra cui l’ingegnere Luigi Boeri),
oltre alla documentazione acquisita. Insomma, secondo la procedura
immaginata anche dallo strutturista Michele Brigante, incaricato
dall’amministrazione comunale, quale tecnico di parte, il progetto che
la Esa presenterà dovrà passare al vaglio di tutti, Procura compresa e
fino all’approvazione di tutti al cantiere « non si muoverà nulla» . Anche
perché , spiega Brigante: « L’amministrazione comunale ha chiesto una
piazza nuova e funzionale. Quella attuale ha avuto un problema che va
risolto secondo le tecniche e le procedure previste. C’è da abbattere,
si abbatte. Così come c’è sicuramente da controllare l’intera zona. Se
c’è stato un cedimento in un’area va da sé che occorrerò controllare
ogni parte» .Chi pagherà ? Dipenderà dalle responsabilità che,
attualmente, secondo quanto trapela, il Comune attribuirebbe alla Esa
costruzioni.Insomma si parlerebbe (così come anticipato dal nostro giornale nei giorni scorsi) di un errore tecnico.Secondo
i primi rilevi il sottosuolo non dovrebbe presentare problemi, bensì il
cedimento riguarderebbe il solaio e il suo appoggio ai pilastri di
mantenimento. Ma naturalmente il tutto è all’esame della folta schiera
di consulenti impegnati sulla complessa vicenda.Sicuramente,
individuata la causa, s’individueranno anche le responsabilità e
soprattutto chi pagherà l’intervento che, stando ai primi calcoli,
sarebbe abbastanza oneroso. Queste, però, saranno successive
valutazioni, almeno per il professore Brigante, investito pochi giorni
fa del problema: « L’amministrazione ora ha preso una posizione forte:
bloccando i lavori e chiedendo un nuovo progetto. Abbiamo sancito che la
Piazza così non è buona. C’è qualcosa che non ha funzionato. Ora
completeremo le analisi e valuteremo il da farsi ma attraverso un
progetto e un intervento che rispecchi ciò che il Comune vuole» . Da
venerdì, dunque, dopo l’ultimo sopralluogo, per Brigante « si è avviato
un percorso amministrativo, al quale parteciperà anche la Procura della
Repubblica di Salerno» .

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