Chiusi cinema e teatri Figli di un Dio minore

Scritto da , 26 Ottobre 2020
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di Monica De Santis

I “Figli di un Dio minore” ancora una volta vengono penalizzati dal DPCM firmato da Conte. Ancora una volta per fermare la pandemia bisogna fermare i cinema e teatri. Quegli stessi che sono stati chiusi a febbraio, primi fra tutti, e che sono stati riaperti a giugno inoltrato, ultimi fra tutti, con restrizioni più severe di altre, tanto severe che ad oggi, molti non erano ancora riusciti a rialzare il loro sipario. Poi ieri mattina la doccia fredda, chiusi di nuovo fino al 24 novembre (se tutto va bene). Ma perchè? Lubrano avrebbe detto “la domanda nasce spontanea”. Perchè chiudere i cinema e i teatri che sono i due luoghi dove da febbraio ad oggi si è registrato uno, e lo ripetiamo, un solo caso Covid? Perchè chiudere cinema e teatri dove le persone entrano, si siedono distanziate ed assistono alla proiezione in forma statica, ed invece mantenere aperti i musei, dove francamente, garantire il distanziamento tra le persone, anche se vi entrano in numero ridotto, non è proprio cosa facile? C’è qualcuno che ha interesse nel tenere i musei aperti? C’è qualcuno che ha interesse nel tenere i teatri e i cinema chiusi? Domande su domande, alle quali nessuno ad oggi ha mai dato una risposta chiara. Conte ha saputo solo chiedere scusa a tutte le attività commerciali che vengono nuovamente penalizzate da questo semi lockdown, ma non ha spiegato, con numeri alla mano, come ha scelto e perchè, le attività da sospendere ancora. Non ha mai detto durante le sue dirette “chiudo i cinema e i teatri perchè…”. Il perchè non è dato sapere. Forse perchè non c’è una vera motivazione, visto che non sono stati registrati casi tra gli spettatori (solo uno, lo ricordiamo, ancora). Forse chiudere cinema e teatri è più facile che sospendere le partite di calcio. Lì negli stadi gli interessi economici sono troppi, girano troppi soldi, sicuramente più di quelli che girano nel cinema e nel teatro, che sono figli di un Dio minore, e quindi? Quindi allo stadio in 1000 si può andare, al cinema e al teatro in 200 (se la sala può contenere dalle 500 persone in su) no. E non importa se la chiusura dei cinema e dei teatri vuol dire togliere lavoro ad attori, cantanti, musicisti, maschere, macchinisti, scenografi, costumisti, comparse, addetti al botteghino e alla segreteria, hostess, uffici stampa, elettricisti, tecnici audio e luci, etc.. Non importa tanto loro sono giullari, e dei giullari si può fare a meno, mentre dei gol di Ronaldo no.

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