Chiuse le indagini per falso ideologico all’ex commissario asl Bortoletti. Disse: “Da Scafati in cinque minuti si arriva al pronto soccorso di Nocera”

Scritto da , 15 ottobre 2015
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Di Adriano Falanga

Chiuse le indagini preliminari per falso ideologico all’ex Commissario dell’Asl di Salerno, Maurizio Bortoletti. La vicenda nasce nel maggio 2014 quando il sindaco Pasquale Aliberti con l’avvocato e consigliere delegato alla Sanità Brigida Marra, denunciarono l’ex dirigente sanitario in merito alla chiusura dell’ospedale Scarlato. In una nota di Palazzo Mayer si legge: “Questo anche perché l’ex Commissario Bortoletti, adempiendo a quanto disposto dal decreto 49, certificò nel Piano Attuativo Aziendale un tempo di percorrenza inferiore a cinque minuti tra Scafati e il Pronto Soccorso di Nocera, e  inferiore a dieci minuti da Sarno”. Subito un consiglio comunale ad hoc, è quanto chiede oggi il primo cittadino. “La nostra non è una battaglia contro Bortoletti ma il falso ideologico a lui contestato fa chiarezza su una vicenda che interessa l’intera Città: il ‘Mauro Scarlato è stato chiuso su un presupposto sbagliato e la responsabilità è di chi per una questione economica aveva provato a tagliare la spesa sanitaria attraverso la chiusura di ospedali fondamentali e che garantivano l’emergenza ai cittadini della Campania – spiega Aliberti – Questa indagine della Procura riapre la partita contro il decreto 49. Non chiediamo venga modificato perché non è nei poteri di nessuno ma, che almeno venga corretto. Per questo convocheremo subito un Consiglio Comunale straordinario e chiederemo al Presidente della Regione Campania, all’Agenas, al Ministero della Salute e a tutte i livelli istituzionali competenti, la correzione urgente del decreto 49 di Zuccatelli, il reinserimento dello ‘Scarlato’ nella rete dell’emergenza e la sua riapertura. E’ vero, è un semplice avviso di garanzia ma ognuno deve prendersi le proprie responsabilità sapendo che in gioco c’è la vita degli uomini e non solo un errore formale di calcolo” conclude il sindaco.

“Oggi posso solamente gioire per la mia città, un’altra pagina di giustizia è stata scritta – la soddisfazione della Marra – è stato accertato il falso ideologico rispetto ai tempi di percorrenza indicati dal commissario Bortoletti. Adesso non resta che preparare, assieme ai dirigenti, un deliberato da portare in consiglio comunale con il quale chiederemo la correzione del decreto 49 che ha decretato la chiusura del pronto soccorso su un falso presupposto”. E il falso presupposto risiede in questa frase: “la risposta ospedaliera all’emergenza è garantita dall’ospedale di Nocera con tempi di percorrenza inferiore ai cinque minuti e Sarno di dieci minuti”. Una dichiarazione che motivò la chiusura del pronto soccorso scafatese e la sua uscita dalla rete delle emergenze. Dati smentiti da una relazione della Polizia Municipale del dicembre 2013, ma del resto, chiunque in questi cinque anni sia stato costretto a ricorrere al pronto soccorso dell’Umberto I° di Nocera Inferiore sa benissimo che possono volerci anche 45 minuti in orario di punta. E come se non bastasse, la chiusura dello Scarlato ha comportato una costante congestione del nosocomio di Nocera, con il sovraffollamento del Pronto Soccorso e malati sistemati in barella nei reparti. Una decisione che la città di Scafati non ha mai non solo accettato, ma neanche compreso. Lo Scarlato, quanto a numero di prestazioni d’emergenza, era secondo solo al Ruggi D’Aragona di Salerno, servendo un bacino di oltre 250 mila abitanti. Eppure qualcuno, sembra quindi sulla scorta di falsi presupposti, decise che a restare in piedi doveva essere l’ospedale di Sarno e quello di Nocera. Il primo una vera “cattedrale nel deserto” data la difficoltà logistica di essere raggiunto da Scafati.  Maurizio Bortoletti, difeso dagli avvocati Michele Avallone e Franco Maldonato, si è detto sereno e fiducioso, pronto a fornire tutte le delucidazioni sul caso.

Pasquale Aliberti

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Brigida Marra

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