Chiudono i punti nascite di Polla e Sapri, è guerra

Scritto da , 14 novembre 2018
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di Adriano Rescigno

Polla e Sapri sul piede di guerra, la mancata deroga al funzionamento dei punti nascite nei presidi ospedalieri, da parte del Governo, offende la dignità di due comuni che vedranno famiglie residenti costrette a far nascere i propri figli altrove. Un’altro colpo al cuore della provincia e di una sanità fin troppo mortificata. Proprio di mortificazione parla Giuseppe Del Medico, capogruppo consiliare di Sapri Democratica che ha chiesto un Consiglio comunale incentrato sulla chiusura del punto nascite, con la richiesta di un ricorso al Tar per la sospensiva della deroga mancata e facendosi voce del dissenso popolare di Sapri: “Non si capisce come sia possibile la chiusura di un centro con 265 parti. Viene lesa la dignità di tutta la città e delle comunità del Golfo di Policastro. Si moriva per strada prima dell’ospedale, nemmeno nel Burundi succedono queste cose. Inconcepibile”. Da Polla invece il sindaco Rocco Giuliano ha già ingaggiato la battagli legale con ricorso al Tribunale amministrativo regionale. “Si tratta di una decisioni presa con due pesi e due misure spiega Giuliano – dovranno spiegare come è possibile la chiusura del punto nascite che registra più nascite di tutti. Non lo dice il sindaco di Polla, lo dicono i numeri registrati in ospedale”. Ed infatti controllando le statistiche Polla detiene il primato, poichè rispetto all’ospedale di Vallo della Lucania, derogato, dal 2015 al 2017 le nascite registrate sono superiori per numero di 80 unità e lo stesso vale per i ricoveri e guardando al 2018, solo fino ad ieri sono nati 280 bambini a confronto dei 217 del San Luca di Vallo, insomma, la guerra ai numeri è già ingaggiata e la popolazione dimessa non ha altro che affidarsi alle parole del sindaco: “Ho già dato mandato per ricorso al Tar contro questa mancata deroga, abbiamo già tanti problemi, disagi a
non finire, pagano sempre i più poveri. Dovranno spiegare come è stata possibile una scelta del genere, Vallo si, noi no, senza tener conto nemmeno del problema della distanza dall’ospedale più vicino”. Insomma un altro capolavoro gialloverde in una terra di frontiera con sindaci troppo spesso abbandonati.

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