Chiude la Filtrona, a casa 81 operai

Scritto da , 1 febbraio 2014

di Francesco Carriero

81 operai a casa, senza preavviso, senza possibilità di trattativa. Questo è l’ennesima emergenza occupazionale che si registra sul nostro territorio, consumatasi nel giro di 24 ore, con l’annuncio inaspettato della chiusura immediata della Filtrona Spa, succursale salernitana di una azienda inglese con sede a Milton Keynes, specializzata nella produzione di filtri per sigarette e altri prodotti cartacei. Il tutto è cominciato da un incontro presso Confindustria , previsto per il pomeriggio di ieri, tra i rappresentanti dei lavoratori, i sindacati, i vertici aziendali ed un rappresentante del management d’oltre Manica, che avrebbe dovuto avere, quale oggetto di discussione l’andamento dell’attività produttiva nell’anno appena trascorso all’interno dello stabilimento di Salerno. Ma il meeting ha avuto risvolti, per le maestranze, drammatici: In maniera del tutto inaspettata e senza che ci fossero stati segnali che potessero addensare nuvole nere sull’opificio salernitano, il manager inglese ha annunciato l’immediata cessazione della produzione e la conseguente chiusura dello stabilimento della zona industriale, con l’apertura delle procedure di mobilità. I rappresentanti dei lavoratori, scioccati dall’annuncio, hanno chiesto un’immediata trattativa per mettere in campo tutti gli strumenti per il salvataggio dei posti di lavori, ma il colletto bianco è stato spietatamente diretto, parlando di decisioni irrevocabili. Alle maestranze nulla è rimasto se non riunirsi in assemblea davanti alla sede di Confindustria e, dalla mattinata di oggi, rimanere in presidio fisso di fronte ai cancelli della Filtrona. I rappresentanti sindacali, inoltre, hanno chiesto di poter incontrare nei prossimi giorni il Prefetto, per discutere del futuro degli 81 lavoratori. Si sono vissuti anche attimi di tensione con il manager John Scolen bloccato all’interno di Confindustria e scortato fuori, da un’uscita di servizio dalle Forze dell’Ordine per evitare che l’escalation di rabbia portasse a conseguenze ben più gravi.  «Siamo di fronte – ha dichiarato Anselmo Botte segretario della Cgil Salerno- ad una vera e propria barbarie. Eravamo stati convocati per una riunione informativa sull’andamento generale del mercato e invece ci è stata comunicata la decisione di chiudere il sito e licenziare 81 persone. Il dirigente non ha concesso margini di trattativa. E’ venuto solo per comunicare il licenziamento collettivo, l’apertura delle procedure di mobilità e la chiusura dell’azienda. Inammissibile. Naturalmente ci siamo opposti spiegando che una grande azienda prima di arrivare ad atti estremi dovrebbe mettere in campo tutte le strategie possibili per arginare la crisi e controllarla avvalendosi di tutti gli strumenti a disposizione, tra i quali, ad esempio, agli ammortizzatori sociali. Stanti così le cose, secondo noi, potrebbe persino configurarsi il reato di serrata. Abbiamo sospeso immediatamente il confronto e chiesto un incontro urgente in Prefettura. Nel frattempo gli operai si sono riuniti in assemblea dinanzi alla sede di Confindustria, perché l’azienda ha negato la possibilità di svolgerla in fabbrica. Stiamo valutando le azioni di lotta da intraprendere nei prossimi giorni che potrebbero iniziare già domani con un presidio permanente dinanzi ai cancelli della fabbrica». «La rabbia dei lavoratori è giustificata perchè siamo al cospetto non di un manager industriale ma di un provocatore – spiega Franco Tavella, segretario regionale della Cgil – è inaccettabile che questo signore sia venuto in Italia per licenziare senza alcun preavviso 81 lavoratori superspecializzati che hanno sempre dato tutto all’azienda. L’irresponsabilità di questo gruppo si è manifestato con un cultura d’impresa che non rispetta il lavoro e i lavoratori. Daremo risposte forti a questa provocazione».

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