Chiesta la condanna bis per monsignor Nunzio Scarano

Scritto da , 19 dicembre 2017
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Pina Ferro

Monsignor Nunzio Scarano va condannato anche per la corruzione. A chiederelo, ieri mattina, è stato il procuratore generale della Corte di Appello presso il tribunale di Roma il quale, al termine della requisitoria, ha chiesto la conferma della pena inflitta in primo grado di due anni (pena sospesa) per il reato di calunnia e quattro mesi per la corruzione (in primo grado per questo reato era stato assolto). La sentenza dovrebbe essere emessa nel prossimo mese di giugno. L’accusa di calunnia a carico di monsignor Nunzio Scarano, difeso da Silverio Sica è legata alla vicenda inerente al tentativo di far rientrare dalla Svizzera con un jet privato circa 20 milioni di euro. Scarano, già contabile dell’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica), finì in carcere nel giugno del 2013 per il reato di corruzione. L’ex agente dei servizi Giovanni Maria Zito dopo aver preso a noleggio un aereo per recarsi in Svizzera, non sarebbe riuscito a portare a termine la “missione” di far rientrare in Italia i soldi. Al prelato viene contestata la calunnia in quanto ha incolpato “falsamente” Zito del “delitto di furto e ricettazione dell’assegno bancario di 200 mila euro che – è detto nel capo di imputazione – Scarano aveva consegnato all’agente in esecuzione del patto corruttivo”.

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