Chiesa del Galiziano: l’incognita della nota Cei

Scritto da , 7 aprile 2017
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di Andrea Pellegrino

Il progetto della nuova Chiesa del Galiziano agita non poco la maggioranza. Ora s’attendono le eventuali osservazioni alla variante che si presenteranno entro il 26 aprile ma intanto il progetto, le sue modalità e le sue dimensioni agitano qualche consigliere comunale di maggioranza. Tra questi Corrado Naddeo (Campania Libera), che nonostante abbia approvato il progetto in aula consiliare, negli ultimi giorni avrebbe cambiato il tiro, chiedendo una “consultazione popolare”. Un comitato già c’è (Save Galiziano) e già da mesi raccoglie firme e promuove incontri con i residenti della zona. Sostanzialmente alla base della contestazione c’è un progetto invasivo che ridurrebbe il verde pubblico del parco del Galiziano, utilizzato con frequenza dal popoloso quartiere di Salerno. Ma a scuotere gli animi a Palazzo di Città ci sarebbe una nota della Cei (conferenza episcopale italiana) alla quale si sarebbero aggrappati i consiglieri comunali che hanno detto sì al progetto durante la seduta di Consiglio comunale di dicembre. Ma la nota, a quanto pare, nessuno l’avrebbe vista. Allegata alla proposta, infatti, è apparsa la lettera del parroco che sposava il progetto ma non quella invocata dalla conferenza dei Vescovi. Si dice, infatti, che nella nota la Cei abbia indicato le volumetrie per accedere al finanziamento di più di quattro milioni di euro. Ma si tratta sempre di ipotesi. Non fosse altro che la somma stanziata sarebbe già stata accordata anche senza l’indicazione dei volumi, che sarebbero, dunque, a discrezione dell’amministrazione comunale e quindi del progettista che dovrà innalzare la struttura religiosa, con tanto di annessa casa per il parroco e vani in generale. Qualcuno pare inizi a preoccuparsi al punto da chiedere la visione della famosa lettera che per ora resta un mistero. il tutto mentre si preparano le osservazioni alla variante. E stavolta, a quanto pare, non sarà una battaglia facile per l’amministrazione comunale del sindaco Napoli e per l’assessore all’urbanistica Mimmo De Maio, promotore dell’intervento.

 

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