Che fine ha fatto Supermendo?

Scritto da , 5 febbraio 2015

di Fabio Setta

“L’attaccante l’abbiamo, è Mendicino”. E’ stato questo il ritornello di gennaio del dg della Salernitana, Angelo Fabiani. Una dichiarazione di facciata, rilasciata per far stare tranquillo il calciatore, ma poi sconfessata dai fatti. Come noto, l’ultimo giorno di mercato a Milano il dg granata ha fatto di tutto, congiuntamente a Lotito e Tare, per prendere un attaccante. E c’era quasi riuscito con Paolucci sfumato a pochi minuti dalla chiusura della finestra invernale. Una strategia che denota che evidentemente alla Salernitana un attaccante sarebbe sicuramente servito. Anche perché la domanda che si pongono anche i tifosi è questa: che fine ha fatto Supermendo? la risposta non è certo delle più facili. L’attaccante, scuola Lazio e pupillo del patron Lotito, non segna dallo scorso 14 settembre quando al minuto 88 decise la sfida casalinga contro l’Aversa. Quel giorno Mendicino realizzò una doppietta, dando così seguito al gol decisivo realizzato in casa del Martina. Tre gol in tre partite, a inizio stagione, e poi il vuoto. L’alibi dei problemi fisici va concesso sicuramente al calciatore. Prima quello al ginocchio che ha costretto Mendicino a saltare le sfide contro Ischia, Melfi, Foggia e Savoia. poi quel tremendo scontro di Matera che l’ha tenuto fuori contro Catanzaro, Reggina e Paganese. Prima del brutto ko però Mendicino aveva giocato dal 1’ solo con il Cosenza e con il Lamezia, sempre sostituito, subentrando contro Martina, Aversa, Benevento e Lecce. Rimasto in panchina contro Lupa Roma e Juve Stabia, l’attaccante è entrato a gara in corso contro Barletta, Messina e Casertana. Poi su spinta di Lotito, Menichini l’ha schierato titolare contro Aversa e Martina e poi contro il Lamezia è entrato nuovamente dalla panchina. In queste ultime esibizioni, va detto, il giocatore ha deluso. E’ sembrato quasi involuto, forse condizionato dal ko di Matera, chissà ma sicuramente ha palesato notevoli difficoltà, senza mai riuscire a lasciare il segno. Fatto sta che, infortuni a parte, Menichini non l’ha mai considerato davvero un titolare, schierandolo in tutto dal primo minuto solo cinque volte. E ora, dopo le richieste, andate inevase, del tecnico di avere una punta, anche moralmente il calciatore si trova in una situazione non facile. In condizioni fisiche non ottimali e in condizioni morali non certo facile, il calciatore però è chiamato a riscattarsi e a dare quel contributo che i tifosi aspettano. E che fin qui, per diversi motivi, non è mai riuscito a dare fino in fondo.

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