Chat erotiche, ricatti e filmati dei rapporti sessuali della figlia col marito

Scritto da , 30 Gennaio 2016
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Amava masturbarsi davanti a giovanissime, quasi tutte minorenni, collegate in videochat.  La sua ultima vittima, una tredicenne salernitana,  è diventata la sua ossessione fino a perseguitarla pubblicando i suoi video hot.  I genitori della giovanissima hanno sporto denuncia nei confronti dell’orco e l’incubo è finalmente terminato. Ilsessantottenne  Dedej Hamet Suleiman è stato arrestato ed estradato l’altro ieri in Italia. Pesanti le accuse a suo carico. L’uomo, nato il 23 aprile del 1947, risponde di atti sessuali con minorenni, di violenza sessuale in danno di minore, di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, di sostituzione di persone, di violenza privata ed atti persecutori. Ieri mattina la brillante operazione della Procura di Salerno, sostituto procuratore Roberto Penna, in stretta collaborazione con gli agenti della Polizia di Stato e dell’Interpol Italia, è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa . “Trattasi del primo caso in Italia e verosimilmente in Europa, che un cittadino straniero, senza mai mettere piede nel paese della persona offesa, venga tratto in arresto per reati di violenza a sfondo sessuale consumati a mezzo internet in danno di una minore degli anni 14 – è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa”.

I fatti. Nel 2012 a seguito di diverse denunce sporte dalla madre e da altri familiari di una minore degli anni 14, residente nell’hinterland salernitano, si procedeva a carico di ignoto, per avere costui, buon conoscitore della lingua italiana, dapprima convinto la minore (inizialmente consenziente) a denudarsi ed a compiere atti sessuali a mezzo videochat di facebook e poi costretto la medesima, che si era nel frattempo rifiutata di continuare a prestarsi a questi giochi erotici, a compiere ulteriori atti sessuali sotto la minaccia di divulgare i relativi video; ignoto che poi metteva in atto le sue minacce pubblicando su vari profili facebook (di amici e parenti) e sul Forum dei giovani (puntualmente oscurati dall’autorità giudiziaria con decreto di sequestro preventivi di urgenza), inviandoli anche a parenti ed amici della ragazza ed utilizzando in alcuni casi gli account carpiti alla medesima vittima alla quale aveva estorto la password del suo profilo. Si procedeva, pertanto, attraverso l‘acquisizione dei files di log (operazione non agevolem per i regolamenti del social network) per  presso la società Facebook  all’identificazione di un cittadino albanese, tale Dedej Hamet Suleiman, quale titolare della linea telefonica cui era collegato il personal computer. Attraverso l‘espletamento di una rogatoria internazionale in Albania, cui partecipava il Sostituto Procuratore della Repubblica di Salerno, Roberto Penna, unitamente a personale della Sezione della Polizia Postale di Salerno e dell’Interpol Italia, si effettuavano, nella periferia di Tirana, plurime perquisizioni domiciliari. All’esito delle stesse si procedeva al sequestro dell’hard disk in possesso dell’indagato, da cui veniva estratta copia forense. Attraverso l’analisi informatica, particolarmente complessa, in quanto l’indagato possedeva un apparecchio Deep Freeze (fornito probabilmente da un titolare di un Internet Point) che ripuliva sistematicamente l’hard disk. , la polizia postale acquisiva ulteriori elementi di prova suffraganti la responsabilità del predetto. All’ esito delle indagini veniva, pertanto, avanzata richiesta di misura cautelare in carcere, prontamente accolta dal Giudice per le indagini preliminari Sede, cui seguiva una richiesta di estradizione  in quanto l’Albania non ha ancora aderito al trattato di Shengen, a fronte dei 25 paesi europei che ad oggi ne fanno parte. Il Dedej veniva, quindi, sottoposto in Tirana, il 16 luglio 2015, ad arresto provvisorio a fini estradizionali, cui seguiva la formale richiesta di estradizione da parte del Ministro della Giustizia. Dopo essere stato preso in carico in Albania dalla Interpol Italiana, una volta giunto in Italia, ieri il Dedej è stato formalmente tratto in arresto dalla polizia postale della Sezione di Salerno e quindi tradotto presso la casa circondariale di Rebibbia.

Lei completamente nuda, lui con la camera puntata sul suo organo genitale con i mobili sullo sfondo. Questo particolare ha permesso agli inquirenti di effettuare il riconoscimento dell’orco albanese da parte della minore che ha  affermato che quella era la stanza dove si esibiva l’uomo. Al momento della perquisizione era presente anche la moglie che sembra non sia parsa sorpresa dalla “visita” degli agenti. Al termine della complessa anlisi dell’hard disk gli uomini della polizia postale sono riusciti a ritrovare, tra i file di remoto,   52 immagini pedopornografiche; numerose immagini di giovani ragazze prodotte presumibilmente con webcam; diverse immagini della nipote minorenne. Tra le foto rinvenute anche diverse  della figlia maggiorenne scattate mentre la stessa compiva sessuali col marito. Un particolare che ha fatto riflettere, e non poco, sulla personalità dell’individuo ed in relazione al contesto sociale con l’uomo che, probabilmente, teneva in scacco un’intera famiglia.  Dedej è in carcere a Roma e nelle prossime ore sarà sottoposto ad interrogatorio di garanzia.

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