Charlot Giovani: gli artisti del futuro

Scritto da , 23 luglio 2017

Mario Luzzatto Fegiz ha inaugurato ieri mattina di fatto la XXIX edizione del premio. Stasera otto cabarettisti si sfideranno per la sezione giovani. Ospiti della serata, il cantante Andrea Sannino,  il violinista Giuseppe Gibboni e Gianfranco e Massimiliano Gallo

 Di Olga Chieffi

 L’evoluzione della musica leggera, i retroscena dei backstage, gli incontri con i grandissimi del genere. Ieri mattina, Mario Luzzatto Fegiz si è raccontato a Palazzo di Città,bcon la solita sua vivacità professionale, evocando gli artisti fra palco e realtà, senza filtri e pudori, in mezzo secolo anni di canzoni e personaggi che hanno condizionato i costumi e la società, svelando segreti e trucchi del mestiere del critico musicale. Per scrivere una buona intervista non occorrono giuste domande, ma buone risposte, per scrivere una buona recensione non occorrono belle canzoni ma buone orecchie. Certo, di errori ne ha commessi anche lui, ma resta ancora un critico che ama fare il suo mestiere, protagonista oggi di un mondo in cui si fa fatica a ritrovarsi tra grandi nomi che inaugurano scuole mangiasoldi, talk show e sponsor miliardari. Al termine della mattinata, Claudio Tortora, ha consegnato la statuetta raffigurante Charlie Chaplin per il libro dell’anno “Troppe Zeta nel Cognome”. Un incontro in cui il noto critico ha stilato anche una sua personale pagella su alcuni degli artisti più noti del momento, sino a chiudere con un omaggio all’indimenticato Lucio Dalla e al parto della sua Caruso. Calato il sipario su questa prima giornata della terza parte della XXIX edizione del Premio Charlot, ora ci si prepara alla serata di oggi, quando all’Arena del Mare, alle ore 21, con ingresso libero, saliranno sul palco, presentati da Marita Langella, otto giovani cabarettisti pronti a sfidarsi per contendersi lo “Charlot Giovani”. Otto cabarettisti provenienti da tutt’Italia e selezionati nel corso dell’anno. A decretare chi tra di loro si aggiudicherà lo Charlot Giovani 2017 sarà il pubblico dell’Arena del Mare chiamato a votare attraverso delle schede che saranno consegnate ad inizio della serata. Alla giuria, composta, dal direttore artistico Claudio Tortora, dall’autore Alessio Tagliento, dal giornalista Gabriele Bojano, e dagli attori Gianfranco e Massimiliano Gallo il compito di assegnare il premio della critica, mentre il pubblico di internet sarà chiamato a votare, fino alle 22.30, attraverso il sito www.premiocharlot.it per assegnare il Premio Web. Sette i minuti a disposizione per ogni concorrente. Sette minuti in cui dovranno riuscire a conquistare pubblico per portarsi a casa l’ambito premio. A salire sul palco saranno il milanese Davide Spadolà, il bresciano Rubes Speziati, il genovese Gianluca Macrì, il romano Paolo Sparacino, il barese Daniele Condotta, ed ancora da Lodi arriverà Filippo Caccamo, mentre da Napoli arriveranno Luca Bruno e Francesca Puglisi. Ospiti della serata dedicata ai giovani emergenti cabarettisti, Andrea Sannino. Il “ragazzo” classe ’85 che attualmente costituisce l’orgoglio, la punta di diamante della musica emergente partenopea, fresco e forte della meravigliosa esperienza coltivata con maestri quale Lucio Dalla, su di tutti, per finire al suo ultimo lavoro teatrale con Sal Da Vinci e Alessandro Siani. Accanto ad Andrea i protagonisti del Sindaco di Rione Sanità, titolo eduardiano che chiuderà la stagione di prosa del nostro massimo Gianfranco e Massimiliano Gallo Ma cosa ha un attore, un cabarettista, in comune con un musicta? Sicuramente le tavole del palcoscenico e il pubblico. Con la settima arte conosciamo un violino utilizzato per esprimere sentimenti, voci e pensieri. Nel cinema il violino appare spesso come elemento catalizzatore: ad esempio, nelle mani di Charlie Chaplin in Luci Della Ribalta. Ed ecco che sul prestigioso palcoscenico del premio Charlot, salirà Giuseppe Gibboni, pupillo di Salvatore Accardo, in predicato per la partecipazione al temibilissimo Premio Paganini, il quale dedicherà alla platea due Capricci del genio genovese, il V e il XXIV opera testamento di questo strumento che fece esclamare a David Oistrakh: “Dopo Paganini nessuno ha dato un contributo simile al repertorio del violino”.

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