Cercò di violentare la cognata: condannato a sei anni e mezzo

Scritto da , 22 febbraio 2016
image_pdfimage_print

Cercò di violentare la cognata introducendosi furtivamente nel suo appartamento. Il ventiseienne salernitano Alessio Trotta, difeso dall’avvocato Michele Sarno, è stato condannato a sei anni e mezzo di reclusione dai giudici della terza sezione penale del Tribunale di Salerno (presidente Palumbo, Davino e Giocoli a latere). Una pena leggermente più bassa rispetto alla pena richiesta dal pubblico ministero Claudia D’Alitto. Secondo il teorema accusatorio il ventiseienne si era introdotto, nel cuore della notte, nell’abitazione della cognata attraverso la forzatura della finestra del bagno. “Una volta entrato nell’abitazione il giovane costringeva a più riprese la donna a subire atti sessuali ed , in particolare, con violenza consistita nell’aprire con un calcio la porta della cucina dove la donna aveva trovato riparo, trascinarla per un braccio nel bagno e bloccarla all’interno dello stesso chiudendone la serratura. A quel punto l’uomo si denudava e masturbava ed, in ultimo, tentava di avere un rapporto sessuale con la stessa non riuscendovi per incapacità di raggiungere l’erezione, avvicinava il proprio membro alla bocca della vittima, la toccava nelle zone genitali e la penetrava con le dita”. A Trotta veniva contestato anche il reato di furto in quanto per evitare che la cognata chiedesse soccorso si impossessò dell’apparecchio cellulare che la venticinquenne aveva lasciato in camera da letto. Il giovane era stato protagonista di un fatto analogo qualche mese prima quando “buttò la donna nel letto dove stava dormendo con la figlia e le strappò di dosso la maglietta del pigiama tentando di denudarla.  Dopo aver consentito alla giovane di andare in bagno il salernitano la raggiunse e, dopo essersi spogliato,la spinse contro il lavandino tentando di toglierle i pantaloncini. Successivamente iniziò a masturbarsi fino ad eiaculare costringendo la cognata a subire atti sessuali”. Ieri la decisione dei giudici della terza sezione penale che hanno disposto anche una sostanziosa provvisionale in favore della vittima che si è costituita parte civile nel procedimento.

 

Consiglia

Cronaca

Attualità

Spettacolo e Cultura

--sidebar-wrapper-->