Centro per immigrati: don Olivieri dice no al concerto da 9mila euro

Scritto da , 15 aprile 2015
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di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. 9.400 euro per un concerto: il parroco, don Michele Olivieri, non ci sta e nega l’auditorium.

È l’ultima novità relativa al progetto “Passepartout”, l’iniziativa – coordinata dall’ex numero uno dell’azienda speciale “Ferrara-Pignatelli”, Oreste Pignatari – che prevede la realizzazione di un centro polifunzionale per immigrati regolari al civico 33 di via Leopardi, nel cuore del quartiere sant’Anna, in un locale confiscato alla camorra – era di proprietà della famiglia Ascolese – e rimesso a nuovo con i fondi del PON (Programma Operativo Nazionale) “Sicurezza per lo sviluppo – Obiettivo Convergenza 2007-2013”: per l’opera, infatti, particolarmente cara all’ex sindaco, Giovanni Santomauro, e all’allora assessore alle Politiche Sociali, il dem Francesco Della Corte, furono stanziati ben 80.482,69 euro dalle risorse comunitarie.

Ebbene, dalle parti di Palazzo di Città qualcuno ha deciso di prelevare una cospicua somma dal tesoretto, stanziando la bellezza di 9.400 euro per un evento artistico-musicale, “La musica come dialogo: intrecci di culture per un mondo senza muri”, organizzato dall’Associazione Corale “S. Cecilia”, il cui presidente è Elia Antonio Galatro e la cui direttrice è l’esperta Loredana Panico. Il concerto, che conterà sulla presenza del coro gospel“Avon Stuart Spiritual Singers” e della cantante africana Ranzie Mensah, principessa del popolo Fanti del Ghana, rientra nel novero delle attività di promozione del centro polifunzionale e dovrebbe aver luogo il prossimo 24 aprile alle ore 20:30 presso l’Auditorium della parrocchia “S.Gregorio VII”.

“Dovrebbe”: negli ultimi giorni, in effetti, il condizionale è divenuto d’obbligo. Don Michele Olivieri, curato della comunità parrocchiale ospitante, infatti, ha presentato in municipio, allo sportello dell’Ufficio Protocollo, un documento con delle osservazioni in merito all’evento, negando la disponibilità a dare all’iniziativa un’ospitalità che, in principio, era stata accordata senza avere alcuna conoscenza in merito alle considerevoli risorse economiche che l’amministrazione comunale avrebbe poi destinato alla serata.

Nella missiva, finita sulle scrivanie di Gerlando Iorio, Ada Ferrara e Carlo Picone, membri della triade commissariale che regge le sorti dell’azione amministrativa cittadina, e sul tavolo di Anna Pannullo, dirigente del settore Politiche Sociali, il sacerdote fa un celere excursus: «nel mese di Febbraio – scrive don Michele –  la signora Loredana Panico, direttrice della Corale S. Cecilia, mi chiedeva la disponibilità dell’Auditorium S. Gregorio VII per un evento musicale a data da definire. Io ho manifestato la mia piena disponibilità, come sempre. Venuto successivamente a conoscenza della modalità attuativa di tale evento e a cosa era legato, sono rimasto alquanto perplesso».

Don Michele, infatti, conosce personalmente Ranzie Mensah, che è già stata ospite dell’auditorium parrocchiale, e s’è chiesto come sia possibile valutare in maniera così esosa un impegno spesa per una manifestazione artistico-musicale con la partecipazione della cantante africana che, evidentemente, non ha di certo un cachet tanto elevato.

Il concerto, in effetti, rientra nella terza parte dell’iter sancito dalle linee guida del PON FESR, ossia la cosiddetta “fase di promozione”: «pur onorando gli obblighi previsti dal PON in oggetto – si chiede, tuttavia, il parroco – quella approvata è l’unica via percorribile?».

A parer di don Michele, infatti, il mondo dell’associazionismo del terzo settore, che s’è visto interrogato circa le linee progettuali da realizzare gratuitamente, avrebbe potuto esser coinvolto anche nella fase promozionale del progetto, sì da garantire, tra l’altro, «un impiego di risorse maggiormente attinente agli obiettivi determinati dal progetto e un’interazione con le realtà etniche presenti sul territorio che già sviluppano attività di promozione delle proprie tradizioni attraverso attività interculturali».

In sostanza, si tratta di una non-condivisione, seppur rispettosa, dello stanziamento deliberato dagli uffici comunali, alla base della quale c’è l’esperienza parrocchiale: «la parrocchia S. Gregorio VII – aggiunge il don – svolge da anni un servizio di segretariato sociale sia per connazionali sia per immigrati (regolari e non); il contatto diretto e giornaliero con simili realtà di fascia debole ci ha portati a commisurarci scrupolosamente con l’impiego delle risorse, razionalizzando la spesa e rendendola sempre congrua al fabbisogno. In questo vi è il morale rispetto, nella giusta oculatezza della spesa, come un buon padre di famiglia, per chi si priva del “suo” per far fronte alle esigenze di chi è in difficoltà, e per chi, vivendo i bisogni primari, non tollera “distrazioni” di risorse impropriamente impiegate».

Il contrario, in pratica, di quanto fatto dall’amministrazione locale con i fondi per il concerto.

«Per tali motivazioni – conclude il presule di Sant’Anna – stando alle condizioni stabilite dalla determina comunale, l’Auditorium S. Gregorio VII non può essere la location idonea per l’evento»

INTANTO IL COMUNE RENDICONTA LA SPESA.

Il Comune di Battipaglia ha reso noto il dettaglio degli esborsi del progetto “Passepartout”: in tabella è possibile vedere in che modo sono stati spesi gli 80.00 euro del PON. I 9.400 euro stanziati per il concerto rientrano nei 10.000 che finanziano la promozione dell’iniziativa. I lavori di ristrutturazione sono stati effettuati dalla “Multiservice 2000 srl”, l’azienda di Nocera Superiore che nel 2012 si aggiudicò l’appalto dei lavori. Si attende di venire a conoscenza delle rendicontazioni relative all’acquisto degli arredi e delle attrezzature.

Di seguito la tabella esplicativa:

JPEG Tabella costi progetto PASSEPARTOUT

 

 

 

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