Cenere e carbone nella calza della giunta municipale

Scritto da , 6 gennaio 2017

di Andrea Pellegrino

Sei mesi e non sentirli. Sarà un carico di carbone molto inteso per questa amministrazione comunale e soprattutto per il suo sindaco Enzo Napoli, più attivo nelle vesti di facente funzione, rispetto ad oggi che ha avuto mandato pieno dai cittadini. Di lui si hanno poche tracce. Esce poco, non entra nel dettaglio dei problemi. Anche in aula consiliare, durante quei pochissimi Consigli che si sono tenuti, evita gli argomenti più spinosi. C’è chi dice che lo faccia per tecnica, per timore reverenziale o perché non abbia, alla fine, quel mandato pieno dal 70 per cento dei consensi. Ma forse Napoli è solo seduto alla sponda del fiume. Lui, alla fine, è un politico della vecchia guardia, già in odore di sindacato prima ancora della venuta di Vincenzo De Luca. Dunque, attende, spera e valuta. Poi i sassolini dalla scarpa avrà tempo e modo per toglierseli. Intanto la sua squadra va. Dove? Non si sa. Sul nuovo Consiglio comunale meglio soprassedere: i primi mesi sono stati tutti concentrati per risolvere la questione gettoni dei presenza. La soluzione? Commissioni mattina, mezzogiorno e sera. Ma passiamo alla giunta. Per quanto riguarda gli atti amministrativi si tratta di poca roba. Scorrendo le proposte primeggiano patrocini, feste e concerti. Altri tempi quelli di Vincenzo De Luca, dove da ogni seduta una notizia sempre veniva fuori. E se l’attività amministrativa si basa sugli atti, si può, senza dubbio, affermare, scorrendo l’albo pretorio, che siamo messi proprio male. L’unico atto più articolato, infatti, riguarderebbe il sito di compostaggio, finito sotto l’attenzione dell’Anac e poi della Regione Campania che ha revocato la titolarità dell’Aia alla Daneco Impianti, costringendo così l’amministrazione – ed in particolare l’assessorato all’ambiente – a far da sé. Per il resto se non ci fossero da recepire i soldi che Vincenzo De Luca manda a Salerno anche i provvedimenti finanziari sarebbero pochissima roba. A differenza delle aliquote, invece, che restano tutte ai massimi livelli. Tra le più alte d’Italia, per intenderci. Sulle Luci? Le stime si sprecano ma realmente non abbiamo mai saputo il reale costo. Anche scorrendo i capitoli di bilancio, le Luci d’Artista vengono finanziate dal programma giovani fino al settore impianti sportivi ed illuminazione. Chissà se l’anno nuovo porterà maggiore chiarezza all’interno del bilancio comunale. Ma passiamo ai protagonisti dell’esecutivo. Sindaco escluso (per ora è impegnato anche nella “dura” campagna elettorale per le provinciali), c’è Eva Avossa. Intramontabile vicesindaco. Dai tempi di Vincenzo De Luca fino ad oggi. Ne abbiamo avuto contezza solo nelle rare occasioni in cui De Luca, per un motivo e per un altro, ha abbandonato la fascia tricolore. Si ricorda sostanzialmente qualche San Matteo. Per il resto Eva Avossa, mantenendo comunque il suo tesoretto elettorale, ha vissuto nell’ombra, assumendosi anche numerose responsabilità nelle tante sedute di giunta che hanno visto l’assenza dell’attuale governatore della Campania. Insomma Eva è per sempre, con un primato: due sindaci, un vicesindaco. «Senatori», invece, più defilati. Anche il mister preferenze Nino Savastano, stavolta pare abbia lasciato la mondanità di palazzo per rinchiudersi nei suoi uffici al settore politiche sociali. Lì è una processione giornaliera di persone e Savastano è sempre lì. Ma per ora non parlategli di politica cittadina. Anche lui è alla finestra. Più attivo Mimmo De Maio, seppur il piano traffico a Salerno faccia acqua da tutte le parti. Ed anche in senso letterario quando piove. E’ stato relatore di due varianti (Matierno e Galiziano) ed ha fatto arrabbiare alcuni consiglieri comunali della sua stessa maggioranza. Quanto alla delega alla mobilità, il disastro è sotto gli occhi di ogni automobilista. Speriamo che, almeno lui, non scarichi la colpa sui vigili urbani, così come ha già fatto qualche superdirigente comunale negli ultimi giorni. Passiamo alle quote rosa e agli assessorati “senza portafoglio”. Il primo è di Gaetana Falcone, ex pdl, oggi moderata, che ha ricevuto la delega alle pari opportunità. In pratica un po’ come Mara Carfagna ai tempi del governo Berlusconi. Può incidere poco, naturalmente. La sua presenza risponde solo a logiche di partito e di politically correct. Poi c’è Mariarita Giordano, delegata alle politiche giovanili e all’innovazione. Anche lei ancora deve carburare anche se pare che abbia pochi margini di manovra. Anche per quanto le riguarda, la sua presenza risponde a logiche politiche e di partito. Sono nuovi assessori ma navigati consiglieri. Si tratta di Angelo Caramanno, assessore all’ambiente, che subentra a Gerardo Calabrese. Si è ritrovato in momenti poco felici, ossia quando il rilassamento sulla differenziata è stato notevole. Al punto che per la prima volta, quest’anno, il Comune di Salerno – nell’ambito della manifestazione sui comuni ricicloni – si è dovuto difendere. Poi la grana compostaggio e quella relativa all’impiantistica sportiva. Poi Dario Loffredo, quota socialista, impegnato nel settore del commercio. Sui mercatini ha promosso, per la prima volta, un bando pubblico. Seppur la vicenda sia finita poi nelle mani della Procura di Salerno. Sta cercando di mettere pace tra le varie associazioni di categoria. Ancora da risolvere c’è il caso dei dehors finiti sotto la lente d’ingrandimento della magistratura. Urge, dunque, il regolamento. Infine Roberto De Luca, assessore al bilancio, figlio d’arte. Catapultato nella giunta Napoli non senza malumori che ancora si trascinano. All’atto della nomina fece arrabbiare anche Paky Memoli, consigliere comunale di Campania Libera che gli dedicò un manifesto. Il suo peso è indiscusso ma più che nell’attività finanziaria dell’ente è impegnato nel controbilanciamento politico, a livello cittadino e provinciale. Dove c’è Enzo Napoli, c’è lui. Fino ad ora portano la sua firma provvedimenti finanziari di indirizzo. Ma ora a De Luca jr toccherà la prova del bilancio. Complessivamente la macchina ancora deve partire. E chissà se mai partirà, considerati i travagliati giorni che si vivono a Palazzo di Città. L’aria è diversa e naturalmente tutto è cambiato da quando non c’è più Vincenzo De Luca. Nel bene e nel male.

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