Celano: «Ecco perchè De Luca non vuole l’Ato»

Scritto da , 10 maggio 2014

di Andrea Pellegrino

«Giovanni Romano ha perfettamente ragione. O si ottempera alla legge o arriveranno i commissari. La legge è legge». Roberto Celano, consigliere comunale di Ncd parla di un «De Luca incomprensibile», rispetto alla recente posizione sugli Ato per la gestione del ciclo dei rifiuti. «Come è possibile che un sindaco che si è battuto contro la provincializzazione, interpellando perfino la Corte Costituzionale (attraverso avvocati pagati dalla collettività), ora sia anche contro la costituzione degli Ato?», s’interroga Celano che prosegue: «Ha sempre richiesto che la gestione dei rifiuti passasse nelle mani dei Comuni, ed ora che fa torna indietro e non vuole forme associate? Mi pare assurdo». Ma Celano individua diversi motivi sulle “perplessità” del sindaco De Luca rispetto alla costituzione degli Ato: «Innanzitutto – dice – penso che De Luca adesso sia perplesso perché se fino ad ora è riuscito a non pagare le società (Ecoambiente e Consorzio per intenderci, ndr) ora per mantenere i servizi dovrà spendere soldi. Ovvero dovrà pagare quanto dovuto. Ad oggi invece ha accumulato debiti rispetto a queste società. E vengo al secondo motivo – prosegue Celano – Quando saranno messe in liquidazione, queste società chiederanno il conto ai Comuni debitori che naturalmente dovranno pagare il dovuto. E il Comune di Salerno ha accumulato cifre importanti rispetto a queste società». «Tra l’altro – dice ancora Celano – De Luca commette un errore: ovvero non dovrà accollarsi nessun debito, bensì dovrà saldare ciò che deve». Infine il problema del personale: «Anche Salerno Pulita dovrà assorbire parte dei dipendenti dei consorzi. Questo potrebbe essere un nuovo motivo di perplessità da parte del sindaco De Luca. Non vorrei, quindi, che la mossa del primo cittadino (rispetto alla richiesta di proroga o di modifica della legge, ndr) sia volta ad accantonare l’assorbimento del personale in uscita dai consorzi o dalle società provinciali». «Penso – conclude Celano – che tutte queste motivazioni siano alla base della scelta di De Luca che con la costituzione degli Ato non potrà più proseguire il suo “metodo progressista” rispetto alla gestione dei rifiuti. Alla base sostanzialmente c’è un serio problema finanziario».

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