Cava. «Viggiani non rispetta una decisione della magistratura»

Scritto da , 23 Gennaio 2016
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CAVA DE’ TIRRENI. E’ sempre alta la guardia per salvare l’ospedale cavese. Arriva anche in auto un deliberatio del Comune di Positano che chiede la salvaguardia della struttura sanitaria metelliana che serve anche la Costiera amalfitana.
Ieri, poi, il sindaco cavese Vincenzo Servalli ha diffidato il direttore generale dell’azienda sanitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”, Vincenzo Viggiani. Con un comunicato stampa, Servalli ha fato sapere che Viggiani «Non applica una sentenza del Tar per la riapertura di alcuni reparti dell’ospedale: il comune diffida il commissario del Ruggi Viggiani».
Nel documento si legge che «E’ continua l’azione dell’Amministrazione comunale in difesa dell’ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo. In attesa della trattazione del ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale, sezione di Salerno, fissato il prossimo 3 febbraio, l’Avvocatura comunale ha presentato una nuova istanza di ulteriori provvedimenti per l’esecuzione delle misure cautelari, attesa la mancata ottemperanza del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ruggi d’Aragona alle disposizioni del Tar.   Il 5 gennaio scorso, infatti, l’Avvocatura del Comune di Cava de’ Tirreni, presentò ricorso alla decisione della Direzione generale di chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio cittadino; nella stessa giornata il Presidente della II Sezione del Tar Campania Salerno, accogliendo le tesi formulate, ne dispose l’immediata riapertura, in attesa della trattazione del ricorso fissato per il 3 febbraio 2016, cui nel frattempo si sono aggiunte “ad adiuvandum” tutte le sigle sindacali. Nonostante ripetuti solleciti, però, la Direzione generale del Ruggi d’Aragona, non ha ottemperato alla misura cautelare disposta con decreto presidenziale n.1/2016 del 5 gennaio 2016 della II Sezione interna del Tar Campania Salerno».
Nel comunicato stampa del Comune si sottolinea che: «Tale ingiustificato comportamento – scrive l’Avvocatura generale – sta arrecando un pregiudizio ormai insostenibile per l’intera collettività che si vede ingiustamente privata dell’operatività di reparti ospedalieri di primaria necessità. Oltre che beffata dalla persistente inottemperanza a un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria».
Il braccio di ferro tra Comune metelliano e azienda universitaria va avanti. Il primo a sostegno di una domanda di assistenza di un vasto territorio, la seconda che si trova a far fronte alla mancanza di personale che impedisce anche allo stesso “San leonardo”, ossia la sede cenrtarle dell’azienda sanitaria di coprire i turni nei vari reparti. Di mezzo la logica e i citatdini che, in verità, già cominciano ad istradarsi, non senza mugugni verso gli ospedali di Nocera e Salerno. Alla fine sono proprio queste due ultime strutture a pagare lo scotto maggiore di questa riorganizzazione con numeri di pazienti aumentati ma senza personale in più per rendee un servizio.
La verità è che se non assumeranno medici e infermieri non si potrà fare nulla né per l’ospedale di Cava né per quello di Mercato San Severino e il rischio è quello che facciano “bancarotta” assistenziale anche Nocera e Salerno.

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