Cava, Servalli: “Ritorni lo spirito del 2006 ma si pensi alle primarie”

Scritto da , 27 Aprile 2013
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Ritorni lo spirito del 2006 ma la scelta del candidato sindaco (del centrosinistra, ndr) passi attraverso le primarie. Vincenzo Servalli, consigliere comunale metelliano del Partito democratico non ha troppi dubbi: «Quasi certamente le elezioni saranno anticipate a Cava de’ Tirreni e si voterà la prossima primavera». E, in questo momento di intesa fibrillazione politica che coinvolge non solo la maggioranza del sindaco Galdi, alle prese con i numeri, ma la stessa opposizione di centrosinistra (praticamente spaccata in più gruppi), Servalli tenta di tracciare una prima strada per non farsi trovare impreparati.  «La debolezza dell’amministrazione Galdi e la conseguente convinzione che le elezioni comunali si terranno il prossimo aprile (un anno prima rispetto alla naturale scadenza) genera i primi “nervosismi” anche nel fronte delle opposizioni, un arco di forze piuttosto largo ma privo di una comunità di intenti, non mancando anche qui, settarismi, radicalismi, egocentrismi», spiega Vincenzo Servalli che guardando in casa propria dice: «Come è ovvio, mi interessa soprattutto il destino del campo in cui mi riconosco e cioè quello del centrosinistra». Ed ecco la proposta del consigliere comunale del Pd: «Io credo che esso, per ritrovare vitalità, debba ispirarsi alla straordinaria esperienza del 2006, quando la città si riconobbe nell’entusiasmo, nella innovazione, nello spirito, della promessa di cambiamento proposta. Certamente vanno introdotte, rispetto ad allora, alcune novità. Nel 2006, gli allora Ds, indicarono quale candidato sindaco, Luigi Gravagnuolo – ricorda Servalli –  Personalità praticamente sconosciuta in città, voluto da Achille Mughini, che passò al vaglio dei partiti grazie al lavorio sapiente ed intelligente del gruppo dirigente dei Democratici di sinistra».
Ma ora i tempi sono cambiati, sostiene Servalli che spiega: «Nel 2013, il quadro è completamente mutato. Una proposta del Pd di oggi, qualora vi fosse, avrebbe un carattere fallimentare di autoreferenzialità». «Penso che dovranno essere i cittadini con il meccanismo delle primarie a scegliere il rappresentante del centrosinistra, inteso come l’insieme delle forze politiche ed associative che sono alternative ai partiti di destra ed hanno un progetto comune», prosegue il consigliere comunale. Ed ancora: «Secondo elemento, dovrà essere il ricambio generazionale. Una nuova leva dovrà sperimentare la responsabilità verso la propria comunità e dimostrare se e quanto vale in uno dei momenti più difficili della vita cittadina e del Paese. Io credo – conclude – che il ritrovarsi su un’ idea condivisa di città e su una base comune di valori e di tensioni ideali possa essere il viatico giusto per un insieme di persone che, animate da buona volontà e con la capacità di parlare a tutti i cittadini cavesi, tirino fuori Cava de’ Tirreni dalle secche in cui si è impantanata e la difendano da avventurismi personalistici che già in passato hanno prodotto i danni incalcolabili di cui paghiamo, ancora oggi, il duro prezzo».

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