Cava. L’assessore nella graduatoria per l’assunzione all’Ausino: Polichetti risponde alla minoranza

Scritto da , 18 dicembre 2015

CAVA DE’ TIRRENI. L’assessore nella graduatoria per l’assunzione all’Ausino: monta la polemica politica. L’opposizione attacca l’asssessore Enrico Polichetti sulla graduatoria per l’assunzione all’Ausino che lo vedrebbe al primo posto. Polichetti risponde con estrema durezza accusando di falso gli avversari. Ieri, la notizia che alcuni consiglieri comunali di opposizione avevano segnalato quello che a loro dire era un’incresciosa vicenda e chiedevano al sindaco Vincenzo Servalli un intervento, di fatto contro uno stesso assessore che aveva partecipato alla selezione per essere assunto in una società del Comune. L’assessore della Gikunta Servalli Enrico  Polichetti risponde: «Sono indignato e offeso, per questo gravissimo atto di vergognoso sciacallaggio politico, perché di questo si tratta, che riguarda la mia persona. In questa squallida vicenda si sta dando prova di come sia caduta in basso ed imbarbarita la politica cavese. Mi si accusa di aver partecipato ad un concorso nella mia veste di assessore. Falso. La mia domanda di partecipazione alla selezione riservata esclusivamente a persone disabili… per l’assunzione a tempo pieno ed indeterminato di n. 01… impiegato 3° livello…, risale allo scorso febbraio, quando ero consigliere comunale d’opposizione e ad amministrare la città c’erano quelli che oggi mi accusano. La stessa commissione esaminatrice del concorso è stata scelta dall’allora presidenza dell’Ausino che di certo non era espressione dell’attuale amministrazione comunale.
Il 30 settembre 2015, nella mia qualità di assessore ho partecipato alla giunta nella quale all’unanimità è stata votato l’atto di indirizzo dell’Amministrazione per la Trasformazione della Società Partecipata “Ausino spa”, in Azienda Speciale Consortile di diritto pubblico…. Mi risulta veramente difficile pensare quale fosse il motivo ostativo o di opportunità nel votare tale delibera. Anzi, invito chiunque, se dovesse ravvisare estremi di illegittimità a fare denuncia alle autorità competenti. La partecipazione alle prove del concorso è stata di estrema correttezza e lealtà, a meno che i consiglieri comunali sottoscrittori di questa penosa missiva, vogliano ritenere dei lestofanti, corrotti e concussi gli esaminatori o, peggio ancora, che siano stati falsificati gli atti. A sgombrare il campo da ogni altra squallida e fantasiose supposizione il fatto che non sono risultato vincitore del concorso che prevedeva un solo posto disponibile, ma solo terzo in graduatoria, quindi, di che stiamo parlando? Ma la cosa che veramente mi deprime è l’atteggiamento di chi ritiene, chissà perché, che in politica tutto sia marcio, che il solo fatto di svolgere attività politica e di aver avuto il più grande consenso elettorale in città alle ultime elezioni, debba precludermi ogni possibilità di avere prospettive personali di via, professionali, che nulla possono e debbono avere con la passione politica e di servizio alla mia città».Una vicenda che di certo non finirà qui ed alimenterà il dibattito politico nella cittadina metelliana nei prossimi giorni.  La minoranza consiliare resta sulle proprio posizioni ed invoca con forza l’intervento del primo cittadino metelliano Vincenzo Servalli.
g.p.

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