Cava, il tempo stringe e i problemi aumentano

Scritto da , 20 Aprile 2013
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Il tatticismo politico vale fino ad un cento punto. Poi le strade sono due: consentire che si governi o mandare tutti a casa. Il resto è solo caos a dispetto della città. A Cava de’ Tirreni, Galdi sostanzialmente si gioca la sua ultima carta politica. Ed i Fratelli d’Italia, suoi alleati, oggi all’opposizione, tentano la spallata, seguendo in qualche senso le direttive provinciali. Guai a sfidare Cirielli nella propria terra. Tant’è che la terra inizia a cedere anche intorno al nuovo esecutivo di Marco Galdi. L’ultima adesione (Giovanni Senatore) pone un nuovo consigliere (tradotto un nuovo voto) ai Fratelli d’Italia, risicando ancor di più la maggioranza. Ma il vero colpo di grazia potrebbe giungere con l’eventuale adesione al progetto di Cirielli di Massimiliano Di Matteo (il marito della campionessa Antonietta Di Martino per intenderci) che ora subentrerà in consiglio comunale dopo la nomina a vicesindaco di Giovanni Del Vecchio (che da statuto ha dovuto rinunciare allo scranno consiliare). Se confermato con Di Matteo si raggiungerebbe – sindaco escluso – la perfetta parità, ponendo così l’amministrazione comunale in fuori gioco.
Ma la tattica, seppur legittima in politica, distacca molto dalla realtà. Cava de’ Tirreni è una città che dopo l’ultima inchiesta della Dda non si è mai più ripresa. Praticamente ingessata con una azione amministrativa senza più consistenza. Tutto fermo, con un territorio che paga anche l’assenza di manutenzione, di strade rotte, di vicende (come i prefabbricati, per citarne una) che vanno affrontate e risolte. Senza considerare le opere pubbliche da completare e quelle da programmare. Insomma, la giustizia prima ed ora la politica, sembra che abbiano chiuso sindaco e giunta all’interno del loro Palazzo di Città e che questi ora non abbiano quasi la forza per mettere il naso fuori dal cancello.
A pagarne è la città, quindi i cittadini, sempre più distaccati dalla realtà amministrativa e politica. Appaiono quasi due mondi separati: la politica con i suoi tempi e le sue tattiche e la città con le sue persone.
In mezzo dovrebbe ora esserci il buon senso o lo scatto d’orgoglio, o almeno, se tutto manca, una decisione chiara: gettare nuovamente Cava de’ Tirreni tra le braccia di un commissariamento prefettizio (è già il terzo in pochi anni) anticipando, così le elezioni al prossimo anno, o proseguire semmai con una azione politica ed amministrazione quanto più ampia e possibile, almeno per cercare di risolvere anche gravi problematiche. In sintesi delle due l’una, considerando, però, che il tempo stringe e i problemi aumentano.

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