Cava. «I manager ragionieri non devono bloccare la sanità salernitana»

Scritto da , 22 Gennaio 2016
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CAVA DE’ TIRRENI. «Sanità cavese: come tutta quella della provincia non sia vittima della riorganizzazione dei manager ragionieri». A chiedere un intervento straordinario al governatore della Campania Vincenzo De Luca è l’avvocato Francesco Avagliano, amministrativista specializzato in amministrazione locale e presidente provinciale di Assoutenti.
Avvocato, nella sanità siamo tornati all’anno zero?
«La situazione ha una sua gravità e complessità. Iniziamo con il dire che i problemi vengono da lontano…»
Sarebbe a dire ? può essere più esplicito «De Luca non deluda i campani i salernitani e anche i cavesi miei concittadini nei cui confronti in particolare in pubblica piazza ha preso dei precisi impegni morali e politici. De Luca deve battersi con maggiore coraggio per il rilancio della sanità campana e deve ripartire da quelli che sono stati i suoi errori che sono anche la genesi di questa situazione di caos totale nel salernitano e non solo. Facciamo chiarezza. L’articolo 14, comma 1 della legge 161/14, abroga due precedenti norme italiane, derogatorie dalla direttiva comunitaria in tema di orari e riposi del personale sanitario dipendente, medici e non medici. Vengono quindi chiusi in conseguenza di ciò vari reparti sia a Cava che a Mercato San Severino e altri ne sono seriamente a rischio in tutta la provincia di Salerno e la Campania. Tutto ciò anche e soprattutto in virtù della circostanza che questi reparti da una decina di anni hanno visto diminuire il loro personale a causa dei vari pensionamenti e al blocco prolungato del turn over che ha afflitto la Regione, commissariata prima con governatore Bassolino e poi con Caldoro, a causa di un deficit strutturale pregresso, con una situazione debitoria molto pesante, che solo negli ultimi anni Caldoro è riuscito a diminuire in modo consistente. Si deve quindi lottare con il Governo nazionale e De Luca deve essere il nostro capitano in pectore per ottenere quello che fino ad oggi lo stesso De Luca non è riuscito ad ottenere, pur battendosi con onore e tenacia. Lo sblocco del turn over è un diritto dei cittadini campani che il Governo Renzi non ci può scippare così come ha fatto fino ad oggi. E necessario quindi ottenere lo sblocco del turn over già ottenuto da Caldoro in precedenza e ove praticabile una deroga alla legge 161 del 2014 in quanto ne sono venuti meno i presupposti per una sua applicazione sic et simpliciter».
Cosa ne pensa Avvocato delle fughe in avanti attuate dai vari direttori generali tra cui Viggiani?
«La provincia di Salerno è la seconda provincia italiana per estensione territoriale e quindi la sanità sul territorio deve essere affrontata e programmata tenendo ben presente questo aspetto molto importante che gioca a sfavore della vita dei salernitani. Ritengo quindi che non si possono mortificare i territori e i loro cittadini e i rappresentanti istituzionali e sindacali che andavano coinvolti in via preventiva in questa riorganizzazione dei servizi sanitari su base provinciale.Rivolgo quindi un sentito appello al Governatore De Luca affinché le scelte, anche se molto sofferte e dettate da aride norme nazionali ed europee, non siano imposte ai territori e alle loro comunità ex post, ma siano il frutto di una seria programmazione e condivisione delle reali esigenze dei territori, con una concertazione preventiva con tutti i soggetti a vario titolo coinvolti sia a livello istituzionale che sociale. Trovo totalmente sbagliato aver demandato tutta la programmazione sanitaria regionale e la sua riorganizzazione e gestione ai manager che hanno effettuato un riordino meramente da ragionieri e contabili della sanità campana e che nel caso di Salerno e provincia ha portato solo a confusione e gravi disservizi, frutto degli accorpamenti dei reparti imposti, senza una preventiva consultazione con i territori coinvolti dai tagli e dagli accorpamenti».
Cosa deve fare in primis De Luca?
«Il Governatore e l’intero consiglio regionale devono rivendicare con forza il ruolo di programmazione e di indirizzo che compete alla Regione e che non si può delegare ai manager e ai commissari straordinari nominati per giunta per mera appartenenza e meno per il merito».

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