Cava de’ Tirreni. Il “ragno” abbandonato a Pregiato

Scritto da , 23 dicembre 2015

CAVA DE’ TIRRENI. Chi passando per Pregiato non ha mai alzato lo sguardo per vedere quella cupola abbandonata, orfana in mezzo al verde. Ebbene questa struttura non è una fattoria ma il palazzetto dello sport cavese che oggi sembrerebbe riaver avuto nuova vita, o almeno così dicono.
I lavori cominciarono decenni fa, anni dei soldi allegri che preparavano il dissesto attuale dell’Italia, per costruire un palasport da 5.000 posti. Qualcuno fece presente che le strade erano strette e che non ci fossero posti auto, ma la risposta fu quasi sempre la stessa “Ci penseremo domani”. Nel 2015, la situazione è peggiorata. L’amministrazione originaria costruì le strutture portanti: 8 costoloni a disegnare una sagoma ottagonale, il campo e gli spalti, però c’era un piccolo errore progettuale: le gradinate erano troppo vicine all’area di gioco. L’amministrazione guidata da Raffaele Fiorillo dovette erigere la copertura in legno lamellare per alleggerirne il peso. I nodi però vennero al pettine con la classica spirale, denaro insufficiente, ritardi di costruzione e norme che mutano. Intorno, intanto crescevano arbusti e microdiscariche e nel 2007, epoca di Luigi Gravagnuolo il Comune riprese il progetto abbassando la capienza a 1.500 posti e definendo la struttura palaeventi, quindi polifunzionale utile per attività varie: teatro, convegni, palestre pub e ristoranti. Per problemi progettuali però si prevedeva la ricostruzione delle scalinate, la diversa disposizione delle sedute e dell’area centrale; in poche parole da abbattere. L’aggiornamento del progetto per un valore di 8 milioni venne trasmesso al parco regionale progetti che per i lavori pubblici è come vincere il superenalotto, infatti nn ci fu risposta.
Poi c’è stata la richiesta di Marco Galdi di 5,7 milioni di euro che però, non essendo andata a buon fine propose di dare la struttura a dei privati per poterlo convertire in sbadierometro con tempi indefiniti, anche perché c’è una piccola complicazione: col tempo il manufatto, annota Marco Galdi, ricade in zona rossa, forse questa classificazione è esagerata, anche se c’è un vallone accanto da tenere sotto controllo e son o stati avviati i controlli per capire quali opere possano mitigare qualsiasi rischio. Oggi ci riprova il sindaco Vincenzo Servalli vendendosi approvata dalla “Cabina di Regia” della Regione Campania, la riprogrammazione dei fondi PIU Europa.
La proposta comprende, tra l’altro, il finanziamento di due nuovi interventi: la riqualificazione dell’intera area antistante il complesso di San Giovanni con l’abbattimento della palestra Parisi di via Nigro e la riqualificazione dell’area esterna del Palaeventi “cosiddetto palazzetto dello sport”. Dei 26 milioni di euro di finanziamenti PIU Europa 2007/2013, al netto delle economie, di cui 15 milioni spesi entro il termine del 31 dicembre 2015. l’Assessore Adolfo Salsano ha dichiarato «Altro traguardo importante è la candidatura ai fondi Jessica dell’intervento di completamento del Palaeventi».

Carmine Benincasa

 

DSC03198 DSC03200 DSC03201 DSC03203 DSC03205 DSC03207 DSC03208 DSC03211 DSC03214 DSC03216 DSC03217 DSC03219 DSC03221 DSC03222 DSC03223 DSC03225

Consiglia