Cava. Alloggi assegnati a Pregiato «Non ci furono anomalie…». Intanto sfrattata una donna di 70 anni

Scritto da , 28 Gennaio 2016
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CAVA DE’ TIRRENI. Non ci furono anomalie nell’assegnazione degli alloggi a Pregiato. Il Gup del Tribunale di Salerno, Piero Indinnimeo, ha archiviato il procedimento per abuso d’ufficio a carico dell’ex sindaco di Cava de’ Tirreni, Marco Galdi,  e dei componenti della Giunta comunale.  L’inchiesta era partita da una denuncia presentata dall’ex primo cittadino Luigi Gravagnuolo.   Ieri mattina Marco Galdi, accompagnato dall’avvocato Marco Salerno, si è presentato davanti giudice per l’udienza preliminare ed ha depositato una memoria scritta con 25 allegati attraverso i quali è stata ricostruita l’intera vicenda. Gli elementi presentati dalla difesa a discarico delle accuse mosse nei confronti dell’ex sindaco sono stati ritenuti esaustivi dal Gup che ha disposto l’archiviazione del procedimento ed il non luogo a procedere.  Da rimarcare che già il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, aveva chiesto l’archiviazione del procedimento per la quale è stata presentata opposizione successivamente accolta dal Gip del Tribunale di Salerno. Tra gli indagati c’era anche Mario Pannullo, deceduto alcuni mesi fa (ma i legali hanno smentito un collegamento tra il tragico gesto e questa vicenda giudiziaria che comunque aveva creato non pochi fastidi all’ex assessore alle attività produttive). Nel registro degli indagati figuravano anche  Luigi Napoli, Carmine Salsano, Vincenzo Lamberti, Vincenzo Passa, Alfonso Carlea, Carmine Adinolfi, Alfonso Laudato oltre l’ex primo cittadino  Marco Galdi. Tutto nasce da una denuncia presentata dall’opposizione ed in particolare da Luigi Gravagnuolo e sostenuta dall’attuale sindaco Vincenzo Servalli, da Enrico Polichetti, da Sabato Sorrentino, Nunzio Senatore e Pasquale Scarlino.  Secondo gli esponenti della minoranza non è stato rispettato il piano di mobilitá secondo cui i primi 72 alloggi di Pregiato avrebbero dovuto essere assegnati ai terremotati occupanti le baracche del lato a e del lato b di Pregiato, al fine di liberare l’area e consentire l’ apertura di un altro cantiere nell’area di sedime. n Così non è stato: una direttiva sindacale ha stravolto il precedente regolamento attribuendo solo in parte i nuovi alloggi ai terremotati di Pregiato e un’altra quota ai terremotati storici. L’amministrazione – secondo la denuncia presentata da Gravagnuolo – diede mandato ai funzionari di procedere allo sgombero del lato a e nello stesso tempo assegnare gli altri alloggi secondo il criterio della storicitá.. un  criterio di assegnazione non consente la liberazione in toto dell’area di sedime per poter avviare la costruzione di altri 100 alloggi. Inoltre l’opposizione lamentava che molti dei nuclei familiari attualmente assegnatari e occupanti i nuovi alloggi in base al solo criterio della storicitá, si trovano in coda alla graduatoria provinciale o addirittura ne risultano esclusi. La decisione del Gup Indinnimeo ha definitivamente chiuso la vicenda.
di Alex Zattarin

 

Lo sgombero contestato

CAVA DE’ TIRRENI. La sfrattano a 70 anni dalla sua abitazione popolare di Pregiato nonostante fosse stato presentato ricorso al Tar e al Tribunale di Nocera Inferiore. Ieri mattina, la polizia locale e quella di Stato hanno eseguito lo sfratto di una pensionata che abita in via Luigi Ferrara n.57. La donna, per il Comune, non abitava più lì e quindi doveva restituire l’abitazione all’Ente. L’anziana, divorziata e madre di due figli, con una pensione di soli 500 euro al mese, regolarmente assegnataria dell’immobile, non era stata trovata a casa dai vigili urbani in alcuni sopralluoghi ed era scattato lo sgombero. L’inquilina si era rivolta all’avvocato Gaetano Falciani che aveva presentato ricorso al Tar e al Tribunale di Nocera Inferiore sostenendo che la sua assistita non potesse essere sgomberata con un provvedimento amministrativo ma del giudice ordinario e contestando anche il fatto che l’abitazione fosse non occupata più dalla donna. Pare, infatti, che l’inquilina fosse andata a trovare una figlia che non era in buone condizioni di salute al nord Italia e si fosse trattenuta qualche settimana lì. Poco è valso che all’interno dell’abitazione ci fossero i mobili e egli effetti personali della settantenne cavese. Nemmeno le rimostranze dell’avvocato sono servite, ieri mattina, a bloccare l’esecuzione dello sgombero che non teneva conto che erano in atto ben due ricorsi alla giustizia: la donna è stata sfrattata, lasciandola sola e senza riparo. Già sono preannunciate dalla difesa della settantenne ulteriori azioni giudiziarie nei confronti del Comune di Cava de’ Tirreni.
Mario Martiniello

 

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