Cava. Accusa i genitori di violenza sessuale: era una bugia

Scritto da , 1 ottobre 2015

CAVA DE’ TIRRENI. Accusò i genitori di violenza sessuale per rimanere con la coppia che la teneva in affidamento: ma era tutta una bugia. Una bambina cavese di dieci anni è la protagonista di una triste storia di disagio, di accuse gravissime, di indagini, perizie mediche, incidenti probatori, conclusasi con la richiesta di archiviazione da parte del sostituto procuratore che indaga.

Alla procura nocerina nei mesi scorsi è arrivata la segnalazione di una bambina che aveva accusato il padre e la madre di averla fatta assistere alla visione di film pornografici e di averla poi costretta a pratiche erotiche, fornendo anche particolari che, una minorenne di quell’età, non dovrebbe nemmeno sapere.

Nonostante questa descrizione, la procura è andata alla ricerca di riscontri, anche perché dal racconto della bambina c’era qualcosa che non quadrava. Intanto, è intervenuta anche la procura per i minorenni di Salerno per accertare cosa stesse accadendo.

La piccola aveva raccontato questi episodi mentre era già stata affidata ad un’altra coppia di cavesi.

Disposto una perizia da parte di uno psicologo la bimba non è stata creduta e i dubbi si sono rafforzati quando c’è stato un incidente probatorio nella quale l’accusatrice ha confermato quanto da lei raccontato. Un team di investigatori e di esperti ha concluso per la falsità delle dichiarazioni della bimba.

La piccola era stata data in affidamento perché viveva in una situazione di disagio a una coppia affidataria. Probabilmente, visto come era trattata dagli affidatari, la bimba non voleva ritornare nella situazione disagiata da quale proveniva alla fine del periodo di affidamento e avrebbe inventato le accuse mosse ai genitori naturali. Alcuni elementi emersi dal suo racconto e dalle sue dichiarazioni hanno fatto propendere il sostituto procuratore Giuseppe Cacciapuoti per archiviazione delle gravi accuse, evitando un nuovo caso di ingiustizia come lo fu quello storico del fotografo Gino Girolimoni a Roma, che ha ispirato anche un film.

Rimane in piedi l’indagine della procura per i minorenni che dovrà soffermarsi sulla situazione di disagio dalla quale proveniva la bambina.

Purtroppo, troppo spesso ci sono casi in cui minori raccontano falsità, a volte subornate da uno dei genitori (come accade in tanti casi di separazione e divorzi) altri per assicurarsi piccoli agi. E non è sempre facile distinguere tra verità e bugia.

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