Cava. A Mi manda Raitre, confronto televisivo sugli alloggi popolari con Del Vecchio

Scritto da , 20 Gennaio 2016
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CAVA DE’ TIRRENI. Alloggi popolari a Cava: se ne parla oggi, alle 10, a “Mi manda Rai 3”.
Negli studi di Saxa Rubra a Roma, sede di una delle prime trasmissioni televisive di inchiesta e di denuncia condotta da Elsa Di Gati, tra gli ospiti ci saranno la cavese Antonietta Rispoli, che rivendica l’assegnazione di un nuovo alloggio popolare e l’avvocato Giovanni Del Vecchio, consigliere comunale di maggioranza, in rappresentanza dell’amministrazione comunale.
In particolare, la vicenda riguarda le vicissitudini di una famiglia che, dopo uno sfratto esecutivo avvenuto nel 1992, è costretta a vivere in un prefabbricato in località La Maddalena nella periferia della città.
La signora ha contattato la redazione della trasmissione che ha deciso di invitare in studio il sindaco Servalli che, per impegni, ha demandato il consigliere, nonché avvocato, Giovanni Del Vecchio.
Contattato telefonicamente, il consigliere comunale ha spiegato la storia, fornendo anche dettagli interessanti.
Il nucleo familiare in questione è composto da 5 persone con 3 figli e in cui c’è la presenza anche di un soggetto con disabilità.
Con decreto del 1992, l’Amministrazione comunale dell’epoca, decise per lo sfratto, cosicché la famiglia decise di fare domanda per essere ammessa nella graduatoria per gli alloggi popolari.
L’Iacp (Istituto autonomo case popolari), però, rigettò la domanda per vizi formali, ma inderogabili, dovuti a «errori nel compilare la domanda, forse per problemi di analfabetismo», come afferma il consigliere Del Vecchio.
Per risolvere il problema è stato fatto un bando ad hoc per gli esclusi, in cui la famiglia è risultata 15esima con il punteggio di 7.
Da segnalare anche che la vicenda assume contorni ancora più seri e complicati dal momento che «è necessario prima liberare alcuni alloggi che sono stati occupati illegittimamente da famiglie che non ne avevano diritto», continua Del Vecchio.
Ora la famiglia cavese, che comunque contesta l’esclusione dal primo bando, avrà diritto all’assegnazione di un alloggio nelle case popolari previo, comunque, scalamento della classifica pubblicata dopo il bando.

Giantonio Gigantino

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