Caturano: “L’influenza in arrivo è più aggressiva”

Scritto da , 15 Ottobre 2020
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L’anarchia mediatica degli ultimi tempi non ha fatto altro che creare ulteriore confusione tra i cittadini. Non c’è verso di mettere d’accordo le garanzie di parola con la tangibile quotidianità. Secondo i pessimisti lo stato attuale del Coronavirus è una realtà a cui ci si deve abituare, per gli indifferenti basta avere fiducia nelle istituzioni che gradualmente risolveranno gli enigmi della pandemia. Ci sono altri a cui l’esperienza ha insegnato ad agire per il bene comune, che vivono personalmente l’angoscia del sistema sanitario che in casi come questi non può autogestirsi. L’assistenza medica ha bisogno di maggiori informazioni e di una tutela adeguata delle proprie strutture. Il dott. Giuseppe Caturano, medico generico del salernitano, in studio con il dott. Giancarlo la Padula, fa oggi appello alle autorità competenti, andando contro il menefreghismo ormai ‘eletto’ come un comportamento collettivo. Si fa presto a parlare di vaccino in tv, ma come si può concretizzare negli studi medici? “Inizio col dire che la classe medica ancora non è stata informata – afferma Caturano – rispetto ai tempi, il come e il quando. Non si gioca con la salute e il tempo delle famiglie in questo modo. In televisione si sente spesso parlare di grandi cifre che non si materializzano nelle strutture sanitare, oramai messe a dura prova. Si è continuato a farneticare sullo stato dei vaccini per 8 mesi ma non ne abbiamo ancora traccia. Nel periodo pre-Covid facemmo richiesta degli immunizzanti antinfluenzali e venimmo riforniti di 270 vaccini da somministrare ai pazienti. I dati osservati recentemente ci portano ad avere fiducia nella prassi vaccinatoria, che ha dimostrato una buona interazione tra influenza e Covid-19. Non a caso tutti coloro che sono stati immunizzati nel 2019 non hanno riscontrato problemi con l’arrivo della nuova influenza, sebbene questa sia più aggressiva.” Come viene vissuta davvero la sanità? “Il castello che volevano costruire, nel giro di pochi mesi è crollato e anche noi con lui. La cronologia parte dalle promesse fatte durante lo stato emergenziale, quando fu precisato che il vaccino andava somministrato a tutta la popolazione. Oggi, noi esperti nel settore abbiamo smesso di credere nelle favole che raccontano i media, la realtà quotidiana è ben altro e siamo disposti ad acquistare i vaccini se solo ci fosse la possibilità. È il 15 ottobre e in farmacia ancora non si trovano vaccini e sembra che la situazione possa solo peggiorare dal momento che le istituzioni non rispondono al collasso sanitario in corso. Inoltre,ringraziamo per le mascherine e i guanti che ci ha mandato la Regione, ma non sono sufficienti. Vorrà dire che come noi, altri studi medici dovranno attrezzarsi autonomamente, comprare igienizzanti con sensore ad infrarossi, termoscanner e distanziatori, tutti dispositivi essenziali per la sicurezza del cittadino.” Quali sono le ultime novità sui tamponi? “Il tampone è tutta un’altra storia e per come stanno le cose sarà più difficile ottenerli. Senza entrare in tecnicismi, dipende anche da quali tamponi verranno selezionati. Ribadiamo, soprattutto per le famiglie in uno stato di confusione, che spesso noi medici siamo gli ultimi a sapere come andranno le cose. Per questi motivi, facciamo appello ai piani ‘alti’, nel tentativo di creare informazioni più chiare che non ci tengano allo scuro di tutto.” Andrea Orza

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