Orilia: “I cavalli di ritorno mai bene accetti”

Quell’entusiasmo straripante che tutti (o pochi?) si aspettavano all’annuncio della Salernitana dii Fabrizio Castori come nuovo tecnico granata per la prossima stagione calcistica è miseramente naufragato di fronte ad una tifoseria fredda, perplessa che, certamente, non ha fatto salti di gioia all’annuncio dell’ingaggio del tecnico marchigiano. Tutto ciò è accaduto il giorno successivo alla contestazione programmata ed attuata dagli ultras granata che in Piazza Casalbore, di fronte allo storico stadio Donato Vestuti hanno ribadito, ancora una volta, che la società di Lotito e Mezzaroma debba finalmente uscire allo scoperto prospettando un discorso per un futuro diverso alla città, alle istituzioni, agli sportivi tutti che, finalmente, possa proiettarci verso traguardi ambiziosi e non rimanere nel limbo di una serie B che da cinque anni, tra alti e bassi, si sta disputando senza traguardi precisi da raggiungere. Ma il nocciolo della questione ora è tutta incentrata sul nuovo allenatore che ha preso il posto di Ventura visto che l’allenatore genovese non ha rinnovato il contratto con la società all’indomani della clamorosa uscita della Salernitana dalla zona play off dopo la sconfitta interna contro lo Spezia. Dunque torniamo al nome del nuovo tecnico, di Fabrizio Castori, che era tra i papabili per la panchina insieme ad altri tecnici. Ed alla fine l’allenatore marchigiano ha avuto la meglio sugli altri colleghi e dopo ben 11 anni torna ad occupare quella panchina con una società, quella di quegli anni, con Lombardi presidente e Fabiani direttore sportivo. Ed è una panchina appetibile quella granata con una tifoseria che, come lui stesso sa bene, ha fame di grande calcio e che vuole ambire a campionati più prestigiosi come è nelle regole del gioco. Tifoseria praticamente divisa in due su questo arrivo di Castori. E sui social la scelta del tecnico è oggetto di critica perchè ci si aspettava, magari, l’arrivo di un altro allenatore, giovane che potesse lanciare le basi per un grande campionato, il prossimo, che dovrà essere, si spera anche se lo stiamo dicendo da cinque ann,i quello del definitivo rilancio. Sottolineando, nel frattempo anche la disaffezionando di una tifoseria stanca e delusa dalle scelte della società romana. Salvatore Orilia, tifoso storico granata, nonché presidente del Salerno club 2010 vede questa nuova situazione in modo diverso. <Si, perchè non si può iniziare a criticare le scelte già fatte, a prescindere, non conoscendo le reali intenzioni di questa società ed anche i calciatori che dovranno far parte della nuova rosa. E’ vero però che anche noi del Salerno club 2010 siamo rimasti sorpresi dalla scelta caduta su Castori visto che i <cavalli di ritorno> come si dice da noi non sono stati mai bene accetti. Osserviamo anche che se si voleva puntare su qualche giovane tecnico emergente perchè non è stata seguita quella strada? E’ un interrogativo che ci siamo posti tutti noi prima che arrivasse l’ufficialità nella serata di ieri del nome di Castori con le valutazioni fatte in sede romana sono state ben diverse. Dunque la società, presumo, con questa scelta che poteva anche prevedere inopportuna proprio perchè noi tifosi ci aspettavamo qualche altro allenatore ha dato un altro segnale riportando a Salerno un tecnico che, si spera, possa dare continuità al progetto iniziato con Ventura, bloccato in questa stagione proprio alla soglia dei play off> Ci sono, Orilia, anche tante critiche sull’operato del direttore Fabiani che qualcuno vede come il maggiore responsabile di questi continui fallimenti in 5 anni?. “Non voglio entrare nel merito, sono solo tifoso, presidente di un club e non debbo entrare nelle vicende societarie visto che Fabiani è un dipendente della Salernitana e le valutazioni le fanno i due proprietari. Aggiungo solo che il direttore è parte integrante della società e alcune valutazioni, forse, non sono state prese bene. E mi riferisco a calciatori che sono arrivati a Salerno nel campionato appena conclusosi, che dovevano essere importantissimi per la rosa , invece, non hanno dimostrato assolutamente niente. Ed erano scelte sbagliate, avallate dal direttore ma non volute dallo stesso Fabiani anche, credo, per mantenere un certo equilibrio con l’ormai ex allenatore Ventura che aveva chiesto questi elementi. Ma da lui, visto che è un dirigente molto attento a tutte le situazioni, mettendo da parte la stagione appena conclusa ci aspettiamo, invece, che possa allestire con il nuovo l’allenatore una squadra giovane e volenterosa capace di esprimere un bel gioco nella prossima stagione e possa essere una delle protagoniste in serie B. Solo così si metteranno a tacere tante critiche ed anche noi tifosi speriamo di ritrovare e di rivedere in campo nel prossimo campionato una nuova squadra in grado di farci anche sognare per il raggiungimento di un traguardo importante. Aggiungo che se la società non vuole, dopo cinque anni di B, programmare qualcosa di importante può tranquillamente passare la mano. A buon intenditor…”.




I tifosi delusi dalla scelta di Castori: “Si tratta dell’ennesimo ridimensionamento”

Nel silenzio assordante di proprietà e dirigenti, dopo l’ennesimo campionato anonimo dal ritorno in B, la Salernitana riparte da Fabrizio Castori. Un allenatore che, per usare un eufemismo, non rievoca dolci ricordi dopo l’esperienza della stagione 2008-2009 sotto la gestione Lombardi. Tante, all’epoca, le critiche piovute addosso all’ex allenatore del Cesena, sia per il (non) gioco espresso dalla squadra e, soprattutto, per la controversa gestione di Roberto Merino, esploso proprio dopo il suo addio. Un amore mai sbocciato tra Castori e la piazza di Salerno e un astio reciproco dimostrato, tra l’altro, a più riprese nel corso degli anni, ogni qualvolta il trainer marchigiano ha messo piede all’Arechi. Una scelta, con queste premesse, che sa quasi di affronto. L’ennesimo nei confronti della tifoseria, stanca dell’andazzo generale e desiderosa di dare una scossa all’ambiente. Un ambiente ormai completamente in preda alla delusione, alla rabbia, ma soprattutto, cosa ben più grave, caduta nel torpore derivante da cinque campionati da “film già visto”. Difficile infatti, anche per i più ottimisti, immaginare il tanto agognato cambio di rotta con un allenatore reduce da due retrocessioni in altrettante stagioni. «La situazione non è semplice. Lotito ha svuotato completamente quelle che sono le prerogative del tifoso – dice Adolfo Gravagnuolo, che aggiunge – Ha tolto non solo la speranza di una promozione, ma anche quella di una salvezza. Il tifoso non è un esteta del bel gioco, vuole solo tremare per esultare. Quando hai tolto questo, come ha fatto la proprietà, hai tolto tutto. Castori è la continuità non di un disegno, ma del modo di fare che ha questa società. Un po’ come quando il professore batte il pugno sulla cattedra e chiede ai suoi alunni di non dare fastidio. Con la differenza, però, che i tifosi non sono gli alunni di Lotito e possono benissimo decidere di non andare più a “scuola”». Della stessa opinione anche Antonio Di Filippo: «Penso sia inutile attardarsi nell’analisi tecnica di allenatore, calciatori e quant’altro. La scelta di Castori è semplicemente l’ennesimo tassello di un brutto puzzle, di una ridicola farsa . Castori non è altro che l’ennesimo “Yes man” al servizio del padrone. Purtroppo – evidenzia Di Filippo – le scelte tecniche non mi appassionano più. Le disquisizioni tecnico-tattiche si fanno con società normali, che possono vincere e perdere e che possono indovinare e sbagliare la scelta dell’allenatore, del direttore e dei calciatori. Noi non abbiamo né l’opportunità e né tantomeno la possibilità di vincere». Più cauto, invece, il commento di Andrea Criscuolo: «Dopo l’amarezza del mancato raggiungimento dei play-off mi sono preso una pausa di riflessione. Sulla notizia dell’ingaggio di mister Castori preferisco non esprimere ancora alcun giudizio, nel senso che prima di pronunciarmi in modo netto, attendo la campagna acquisti. Come SC2010 abbiamo chiesto una squadra ancora più competitiva dello scorso anno e quindi un campionato da protagonisti. Pertanto, affinché ciò avvenga, è necessario non smantellare l’organico di questa stagione, a partire da Cicerelli e Lombardi, e rafforzarlo con giocatori di prima fascia e di categoria che possano fare la differenza. Uno per ogni reparto. Poi sicuramente anche qualche giovane, non di primo pelo, che abbia già dei campionati di B alle spalle. Insomma, una squadra che onori la maglia ogni domenica e palesi la volontà della proprietà di lottare per la vittoria del campionato». Deluso, invece, dalla scelta di Castori, il tifoso Luca Carignani: «L’unica motivazione che potrei accettare è che la scelta di Castori sia derivata dagli ultimi mesi alla guida del Trapani, in cui stava compiendo un autentico miracolo. Certamente è un allenatore di categoria, ma è chiaro che, dopo aver avuto Ventura, si tratta dell’ennesimo ridimensionamento. Se con Ventura l’obiettivo era ricostruire, valorizzare i giovani ed eventualmente raggiungere i play-off, con Castori che segnale vuole dare la società se non quella di un ridimensionamento? – precisa Carignani, che poi conclude – Se si vuole puntare seriamente alla vittoria, francamente, non si parte con Castori. Sono deluso non solo dalla scelta in sé, ma soprattutto dal fatto che una società economicamente potente non abbia alcuna intenzione di costruire qualcosa di importante. Castori è l’ennesima conferma delle reali volontà della società. La Salernitana viene solo ed esclusivamente utilizzata per far crescere i giovani della Lazio… e nulla più». Rassegnato, in chiusura, anche lo stato d’animo di Alberto D’Aiuto: «Credo che purtroppo, dopo 5 anni di fallimenti e continue prese in giro da parte di questa proprietà indegna, sia diventato inutile parlare di calcio giocato. Quella che va in scena a Salerno da 5 anni a questa parte è una farsa, un inganno meschino. Quindi, che si tratti di Castori o di Guardiola o di Klopp, il destino della Salernitana, con questa proprietà, è segnato. Se proprio vogliamo addentrarci nelle dinamiche puramente sportive, con il ritorno di Castori si va in una direzione diametralmente opposta rispetto a quella intrapresa con Ventura. Il suo è un calcio basato sul catenaccio e sul contropiede, a differenza del possesso palla tanto caro all’ex CT. Ed ecco che, quindi, va a farsi benedire il tanto decantato progetto. Castori, dal canto suo, ha comunque un curriculum di tutto rispetto, e credo che alla fine possa portare la squadra alla salvezza. L’unico, reale obiettivo della dirigenza».




Ufficiale: arriva mister retrocessione

Salernitana-Castori, è fatta. Fumata bianca arrivata ieri sera poco dopo le 20 per il ritorno del tecnico di San Severino Marche all’ombra dell’Arechi. L’incontro tenutosi ieri a Villa San Sebastiano tra Claudio Lotito, Marco Mezzaroma ed Angelo Fabiani ha partorito il ritorno dell’allenatore, reduce da due retrocessioni consecutive dalla B alla C (con Carpi prima e Trapani poi), alla Salernitana dodici anni dopo il suo approdo in granata. Il trainer marchigiano ha sottoscritto un contratto annuale con opzione di rinnovo ad obiettivi. Farà parte dello staff tecnico l’allenatore in seconda Riccardo Bocchini, il preparatore atletico Carlo Pescosolido e il match analyst Marco Castori. Queste le prime parole di mister Castori da nuovo allenatore della Salernitana: “Sono molto contento di aver raggiunto l’accordo con la Società granata. Ringrazio i Presidenti Lotito e Mezzaroma per avermi dato la grande opportunità di tornare in una piazza importante di cui conosco già la passione e l’incredibile entusiasmo”. Si concretizza dunque il Castori bis. A lui furono affidate le redini della Salernitana all’inizio della stagione 2008/2009, quella del primo anno di serie B dell’era Lombardi con Angelo Fabiani nel ruolo di direttore sportivo. Dopo un inizio incoraggiante, la Salernitana calò drasticamente già a metà girone d’andata tanto che Castori fu esonerato a dicembre (lo sostituì Bortolo Mutti), per poi essere richiamato a fine gennaio e nuovamente sollevato dall’incarico ad aprile (lo rimpiazzò Fabio Brini che aveva portato la squadra in B l’anno prima e che la salvò con una strepitosa rimonta finale). Dopo quell’annata negativa ne è passata di acqua sotto i ponti, con Castori che ha collezionato tanti esoneri, a Piacenza, ad Ascoli, a Varese ed a Reggio Calabria ma che poi è riuscito, nel 2014/15, nell’impresa di condurre in massima serie la matricola Carpi. Dopo le esperienze a Cesena, ancora a Carpi ed a Trapani, queste ultime due conclusesi entrambe con la retrocessione in serie C, riecco la possibilità di approdare alla Salernitana. Castori torna in un ambiente tutt’altro che sereno. I tifosi sono in subbuglio, hanno già fatto sapere di voler contestare la società e disertare lo stadio e la scelta di riprendere Castori, contestatissimo all’epoca della sua prima esperienza e che spesso è stato beccato al suo ritorno da avversario all’Arechi, non contribuirà di certo a rasserenare gli animi. L’umore della piazza, dopo cinque anni di enormi delusioni, non si sarebbe risollevato, probabilmente, nemmeno se la Salernitana avesse ingaggiato Guardiola o Zidane, ma affidare la panchina ad un allenatore che in granata ha già fallito, che in carriera ha avuto un solo guizzo in mezzo a tanta mediocrità è, da parte SALERNO – Gunther Mair, ex portiere della Salernitana 1985/86, è morto a 61 anni ieri mattina all’Ospedale “Santa Chiara” di Trento. L’ex portiere vi era stato ricoverato qualche giorno fa a causa dello shock anafilattico provocato da una puntura di vespa. Si trovava nel reparto di rianimazione: lì le sue condizioni si sono aggravate nelle ultime ore, rendendo vano ogni tentativo di salvargli la vita. Il decesso dell’ex calciatore, che lascia moglie (Aurora) e figli (Mirko e Michael), ha scosso la comunità tridentina. Il Levico Terme, club di Eccellenza dove Mair era l’allenatore delle giovanili ha dato la triste notizia, esprimendo dolore e cordoglio per quanto accaduto. “Una notizia tragica che non avremo mai voluto dare – si legge nel messaggio pubblicato sulla pagina Facebook della società -. Questa mattina se ne è andato un pezzo di storia calcistica trentina e un gentiluomo nella vita. Il nostro portierone Gunther Mair non ce l’ha fatta. La società e tutto il mondo gialloblù abbracciano increduli e commossi la moglie Aurora, i figli Mirko e Michael, certi che dall’alto il nostro Gunterone continuerà a seguire con occhio attento la sua famiglia e i tanti portieri che con tanto amore ha cresciuto in questi anni. Ciao Gunther”. L’incidente fatale è avvenuto sabato scorso. Mair si trovava nei boschi dell’altipiano di Pinè assieme ad alcuni familiari in cerca di funghi. Punto dalla vespa, ha avuto subito un malore. La moglie e la cognata che erano con lui hanno subito chiamato i soccorsi che sono riusciti a tenere in vita l’uomo finito in arresto cardiaco. Con la Salernitana, nella stagione 1985/86 in serie C1, Mair collezionò 9 presenze in campionato, 5 nella Coppa Italia di A e B, giocando il derby contro il Napoli di Maradona e 2 in quella di serie C incassando in totale 23 reti. Oltre alla squadra granata Mair ha giocato anche con Trento, Martina, Teramo, Rovereto e Arco Calcio negli Anni ottanta e novanta. Appesi i guantoni al chiodo, è rimasto nel mondo del calcio occupandosi del settore giovanile. della dirigenza granata, masochismo allo stato puro. Ci sarebbe voluta una ventata d’aria fresca, con un giovane dalle idee innovative pronto a sciorinare un calcio moderno e propositivo come quello che Salerno era abituata ad ospitare fino a qualche anno fa. Ed invece riecco un allenatore vecchia scuola, fautore del 3-5- 2 e di un calcio speculativo, già abituato agli esoneri e che non porterà di certo nulla di nuovo alla Salernitana. L’auspicio, s’intende, è che Castori e la Salernitana smentiscano le prime impressioni negative di tifosi ed addetti ai lavori sul campo. La sensazione, invece, è quella di un film già visto…




Castori, l’ultimo affronto di Lotito ai tifosi

Fece disperare anche un democristiano come Antonio Lombardi. L’ex Presidente della Salernitana le provò tutte, anche a metterlo a dieta. Ricordo ancora quel titolo in prima con tanto di fotomontaggio: Sette chili in sette giorni, da un film di Verdone. I tifosi granata ricordano benissimo Castori e i suoi amletici dubbi su Merino, giocatore estroso con buone qualità ma non sempre costante nel rendimento. Ma uno dei pochi, quando in giornata, ad accendere il motore granata. Per onestà intellettuale devo dire che l’intuizione di Lombardi, sulla carta non era sbagliata. Castori prometteva bene e il suo Cesena fece buonissime cose. Ma fallì il salto di qualità e dopo il miracolo Carpi, un ritorno all’anonimato, fino a diventare mister retrocessione, come dimostrano le ultime due stagioni. Prendendo l’anonimo tecnico e giusto per non farci mancare niente, ci siamo presi anche il figlio Marco come match analyst. Naturalmente se Castori è scarso non è colpa sua se viene a Salerno. E’ lo schiaffo, l’ennesimo, che Lotito, il proprietario della Salernitana, rifila in pieno volto ai tifosi della Salernitana. I pannicelli caldi dell’ambiente salernitano, di peggio ci sono solo le Sardine, gli ha permesso di gestire a suo piacimento il giocattolo Salernitana negli ultimi anni. Gli abbonamenti li ha fatti, gli incassi pure, le plusvalenze soprattutto. Alla faccia della tifoseria salernitana, capace di farsi fregare anche da una lettera o da un incontro romano. Lotito come il Marchese del Grillo ma non c’era bisogno di aspettare l’arrivo di Castori per capire l’aria che tira anche per l’anno prossimo. “Io sono io e voi non siete un cazzo (dixit e sono scusato)”: a meno di 24 ore dall’adunanza degli ultras la risposta del proprietario non si è fatta attendere. Qualche tifoso ha invocato l’intervento di De Luca perchè all’epoca consegnò la Salernitana a Lotito e Mezzaroma. A parte che nella scelta ci fu una condivisione con i tifosi, bisogna pur dire che l’idea si è rivelata giusta. La Salernitana è risalita imemdiatamente nei piani alti del calcio. Il guaio, e lo si sapeva, è arrivato con la serie B. I casi erano due: o la Salernitana andava in A e Lotito la vendeva oppure, come è successo, si galleggia in serie B tra alti (pochi) e bassi (moltissimi). Chi timidamente si è avvicinato a Lotito per acquistare la società è scappato per le esose richieste del patron che evidentemente non ha nessuna intenzione di lasciare la gallina dalle uova d’oro. Molti tifosi hanno fatto finta di non capire, si sono illusi, sopportando per anni offese su offese sia verbali che calcistiche e alla fine ci si ritrova con un pugno di mosche invano. Vorrei sapere quale tifoseria, in occasione del centenario della propria squadra, avrebbe sopportato sia quello che è successo sul campo, sia l’assoluta indifferenza della società nell’organizzare iniziative degne del cavalluccio. Il massimo sforzo è stato un triangolare all’Arechi, indegno anche per una squadra di terza categoria. Ora la palla passa ai tifosi. Con educazione, con passione, con fermezza: è il tempo delle decisioni irrevocabili. Altrimenti la storia finisce qui, il 10 agosto, dove la stella granata si chiama Castori. Ma fatemi il piacere




Castori nuovo allenatore della Salernitana: ufficiale. I tifosi che dicono?

Salernitana-Castori, è fatta. Fumata bianca arrivata ieri sera poco dopo le 20 per il ritorno del tecnico di San Severino Marche all’ombra dell’Arechi. L’incontro tenutosi ieri a Villa San Sebastiano tra Claudio Lotito, Marco Mezzaroma ed Angelo Fabiani ha partorito il ritorno dell’allenatore, reduce da due retrocessioni consecutive dalla B alla C (con Carpi prima e Trapani poi), alla Salernitana dodici anni dopo il suo approdo in granata. Il trainer marchigiano ha sottoscritto un contratto annuale con opzione di rinnovo ad obiettivi




Rocco Oliviero, 80 anni di passione granata

Oggi il mio amico Rocco Olivieri festeggia i suoi 80 anni, a Santa Teresa, uno dei posti a lui più cari insieme al campetto del Rione De Gasperi, il Vestuti e naturalmente l’Arechi. Si perché lui è un tifosissimo vecchio stampo, con la grande passione del calcio e dei granata. Rocco fa parte di quella generazione di allenatori delle squadre dilettanti che si sfidavano sui campi polverosi del Settembrino di Fratte, e qui mi piace ricordare il vecchio custode Mario e il campo Volpe gestito da don Raffaele Guadagno, papà di quel Tonino che era un signor giocatore. Era la generazione del mitico Toti, che allenava tra una corsa di autobus e l’altra, di Ciro Botta e la sua Frattese, mister Ciacione e tanti altri. Mi scuso per le immancabili dimenticanze. Poi dai grandi passò ai ragazzi con la sua Nuova Salerno e-siamo negli anni 80- compie un piccolo capolavoro, iniziato dal presidentissimo della Libertas Viscido. La zona orientale era priva di spazi sportivi, c’era questo terreno su cui proprio i ragazzi del Presidentissimo, si allenavano e giocavano tra nuvole di terra ed erbacce. Ma a quei tempi quello che contava ero lo spirito, la voglia di trasformare ogni spazio in un campetto di calcio. E così a Santa Margherita, grazie al bar London, d’estate si organizzava un tiratissimo torneo dei Bar, alla Ciampa di Cavallo prima del terremoto si disputavano partite su partite. A Mariconda chi non ricorda liberato e la sua Stella Marys, quel terreno della chiesa trasformato in campetto dove si allenava anche la Lampara di peppe ‘a Seccia. Il De Gasperi proprio grazie a Rocco Olivieri, dipendente comunale a tempo perso, piano piano e con l’aiuto di Mario “pupacchiella”, fu trasformato in un vero e proprio campo per le giovanili. E da lì, custode per acclamazione, riuscì anche a costruire la sua bella squadretta di calcio, e qui mi tocca ricordare Michele a’ zeppola, con cui collaborava e litigava sempre. Tempi belli dove i ragazzi volevano giocare a calcio, non pensavano ai telefonini e ai computer, ma solo a divertirsi. La domenica, però era sacra, c’era la Salernitana che lui seguiva durante la settimana con il suo club granata Somma, e quando giocavano i granata era in prima linea. Sempre sul terreno di gioco, all’ingresso degli spogliatoi a seguire le partite, presente nell’ affollata e disordinata sala stampa del Vestuti dietro l’immancabile telecamera. E naturalmente qualche trasferta l’abbiamo fatta insieme. Come quella drammatica (campionato 1988-89) di Pesaro dove la Salernitana di Peppino Soglia e di Ago rischiava grosso. Da Soldo a Pasinato per finire a Leonardi. Con Rocco al mio fianco sugli spalti per l’immancabile radiocronaca, i guai per i granata iniziarono subito con i padroni di casa che passarono subito in vantaggio. Poi Zennaro mise le cose a posto ma la posta in palio era altissima e la tensione era alta. Fino a quando a 4 minuti dalla fine un grande gol di Di Battista lancia la Salernitana alla vittoria e nel porto tranquillo della classifica. Il manipolo di tifosi granata al mio fianco fece festa grande. E il buon Rocco? Disteso per terra sui gradoni dello stadio. L’emozione era stata troppo forte. Fu trasportato negli spogliatoi granata e soccorso da Bruno Carmando e dal medico sociale, con Peppino Soglia preoccupatissimo. Rocco si riprese, festeggiò con la squadra la vittoria e non volle andare in ospedale. La paura fu grande ma tutto andò bene. Gli aneddoti sono tanti, ma ora è giusto festeggiarlo e ringraziare il Centro di coordinamento che ha organizzato la manifestazione.




Salernitana, Castori balza in pole position

Fabrizio Castori balza clamorosamente in testa nella corsa alla panchina della Salernitana. L’ormai ex tecnico del Trapani sembra aver superato, nelle ultime ore, la concorrenza di Stefano Colantuono, Alessandro Nesta, Paolo Zanetti e Alessio Dionisi. Quest’ultimo, intanto, è stato depennato dalla lista dei papabili dal momento che è virtualmente il nuovo allenatore dell’Empoli. L’accelerata decisiva è stata data dal direttore sportivo Angelo Fabiani che stima molto Castori. Proprio il diesse granata portò il tecnico di San Severino Marche a Salerno nella stagione 2007/2008 in serie B, durante l’era Lombardi. Dopo un inizio incoraggiante, la Salernitana calò drasticamente tanto che Castori fu esonerato a dicembre (lo sostituì Bortolo Mutti), per poi essere richiamato a fine gennaio e nuovamente sollevato dall’incarico ad aprile (lo rimpiazzò Fabio Brini). Dopo quell’annata negativa ne è passata di acqua sotto i ponti, con Castori che riuscì, nel 2014/15, nell’impresa di condurre in massima serie la matricola Carpi. Dopo le esperienze a Cesena, ancora a Carpi ed a Trapani, riecco la possibilità di approdare alla Salernitana. Un altro segnale che avvicina Castori alla Salernitana è dato dalle trattative che il club granata ha imbastito per ingaggiare il regista Taugordeau ed il bomber Pettinari, due elementi valorizzati nella stagione appena conclusa proprio da Castori a Trapani. In granata, tra l’altro, il tecnico ritroverebbe anche Moses Odjer, rientrato alla base dopo la sfortunata ma proficua esperienza in amaranto. Tra oggi e domani dovrebbe arrivare la fumata bianca, anche se non sono da escludere gli immancabili colpi di scena che tanto piacciono a Claudio Lotito. Il copatron potrebbe intrecciare il destino della Salernitana con le questioni di casa Lazio: dopo aver piazzato il colpo David Silva, si ritrova a dover rintuzzare gli assalti della Juve per Simone Inzaghi. Se l’allenatore emiliano dovesse accettare la corte della Vecchia Signora, Lotito potrebbe decidere di dirottare sulla panchina della Capitale Alessandro Nesta, allenatore per cui stravede e che avrebbe voluto a Salerno. Una situazione che ricorderebbe quella vissuta qualche anno fa proprio con Simone Inzaghi come protagonista, quando fu spostato dalla panchina della Salernitana a quella della Lazio dopo il clamoroso dietrofront di Marcelo Bielsa. Intanto restano congelati sia Stefano Colantuono che Paolo Zanetti, le alternative più concrete a Castori ed a Nesta. Tutte le altre candidature, da Stellone a Barone, da Longo a Gallo, sarebbero ormai venute meno. Bisognerà dunque attendere gli sviluppi del consueto summit, spesso e volentieri notturno, che si terrà nelle prossime ore a Villa San Sebastiano. Castori è pronto a riaccomodarsi sulla panchina della Salernitana, proprio mentre gli ultras granata sono pronti a riunirsi, a piazza Casalbore, questa sera alle 19, per lanciare un messaggio forte a Lotito, Mezzaroma e Fabiani…




Rocco Olivieri, 80 anni di passione per la Salernitana: lunedì 10 festa a S. Teresa

Sarà una festa tutta granata, e ovviamente nel rispetto delle norme anti Covid specie sul distanziamento sociale e sul divieto di assembramento. Lunedì 10 agosto, alle ore 20, sulla spiaggia di Santa Teresa, luogo simbolo per lui che è un figlio del centro storico di Salerno, Rocco Olivieri, storico tifoso granata, sarà celebrato con una cerimonia per i suoi 80 anni di vita. Una vita nel segno della Salernitana: la sua squadra del cuore, la sua grande passione. L’iniziativa è del Centro di Coordinamento, presieduto da Riccardo Santoro.




Salernitana, possibile ritorno di Colantuono

Il giorno dopo il caos, ecco i primi sondaggi e i primi allenatori accostati o che si stanno proponendo alla Salernitana. La soluzione però sarebbe stata già trovata dall’entourage granata. In pole position per il post Ventura ci sarebbe Stefano Colantuono. Nonostante il fallimento consumato nella stagione 18/19, nella quale andò via per non meglio precisati motivi personali facendo posto ad Angelo Gregucci, Colantuono sarebbe ad un passo dal ritorno. Ieri ci sarebbe stato il primo proficuo contatto tra le parti ed a breve potrebbe esserci addirittura la fumata bianca. Restano in piedi anche altre piste. Al coopatron non dispiace il nome di Alessandro Nesta, bandiera laziale è attualmente sotto contratto col Frosinone con cui si appresta a disputare i play off. Diversi i nomi sul taccuino del ds Fabiani, da Stellone, esonerato dall’Ascoli a Baroni, reduce da un’infelice quanto breve esperienza alla Cremonese. I tifosi sui social spingono per il ritorno di Roberto Breda, protagonista di una memorabile stagione nel 2010/11 terminata con la finale play off per la promozione in B persa contro il Verona. Era quella un’altra Salernitana pero con un’altra proprietà e soprattutto un altro direttore sportivo. Ipotesi affascinante potrebbe essere quella di Liverani, destinato a lasciare Lecce e che sembra essere stato bruciato da Di Francesco nella corsa per la panchina del Cagliari. Al momento però sarebbe Stefano Colantuono il più serio candidato alla panchina della Salernitana. Qualcosa in più si potrebbe sapere tra oggi e domani quando la proprietà si riunirà per iniziare a vagliare le diverse ipotesi in ballo. Con una pausa estiva breve e la prossima stagione praticamente già alle porte, adesso è fondamentale non perdere troppo tempo. (Fabset)




Salernitana, Lotito s’infuria e Ventura se ne va

Tra la Salernitana e Gian Piero Ventura è finita. Con un effetto domino senza precedenti, una serie di eventi concatenati ha portato al clamoroso addio del tecnico ligure. Una decisione inevitabile, presa da Ventura dopo l’involontario attacco di Lotito, ed avallata dalla stessa società che non ha fatto nulla per trattenerlo. Tutto è cominciato ieri sera, con la sconfitta interna della Salernitana con lo Spezia costata la mancata qualificazione ai play off. Una dichiarazione di Gian Piero Ventura, nella conferenza stampa post partita, ha fatto suonare il primo campanello d’allarme: “Da oggi parlo da esterno, da tifoso della Salernitana, visto che il mio contratto è in scadenza”. Parole che hanno sorpreso, in quel momento, un po’ tutti. Non tanto per la dichiarazione in sé che era abbastanza scontata, visto che l’annuale sottoscritto dal tecnico e prorogato dopo il lockdown fino al termine della stagione, era giunto davvero al termine. A sorprendere sono stati i tempi con cui Ventura ha deciso di spenderle. La chiave di lettura, anche in virtù di quanto dichiarato poco dal tecnico, può essere una sola: “Datemi una Salernitana forte e resto”. Una richiesta caduta subito nel vuoto perché, nella mattinata di ieri, iltempo.it ha fatto deflagrare la bomba pubblicando un video divenuto subito virale nel quale, in maniera inequivocabile, Claudio Lotito si schierava contro Ventura. Nel breve filmato, girato da un avventore presente al ristorante dove il numero uno della Lazio stava cenando, il co-patron ha commentato in maniera colorita la partita al telefono ed in particolare non ha mostrato di non aver affatto apprezzato alcune delle scelte di Gian Piero Ventura: “Sto pezzo di m… è una cosa guarda… questo è matto: ha tolto Akpa a centrocampo… ha rovinato tutto… doveva togliè Maistro… sempre co’ ‘sto Maistro” ha chiosato Lotito. Inevitabile, nel primo pomeriggio, la comunicazione da parte di Gian Piero Ventura, di non essere intenzionato a proseguire il rapporto di lavoro con la Salernitana. Con uno scarno comunicato, il club ha ufficializzato il divorzio non alzando un dito per cercare di convincere l’ex CT a ritornare sui propri passi. Ventura, nelle parole del post partita, ha detto comunque tanto su quello che manca in casa Salernitana. L’aver esaltato il gioco dello Spezia, la mentalità vincente del Pordenone, gli organici super di Empoli, Frosinone e della stessa Cremonese sono il segnale che, al netto dell’espressione serena e delle parole pacate, dentro Ventura avesse il fuoco per l’enorme occasione gettata nella pattumiera. Fiamme divampate da tempo, malcelate a Cittadella, a La Spezia, ad Ascoli ma tenute invidiabilmente nascoste per tutto l’arco della stagione. Ventura avrebbe voluto di più. Era lì, con un manipolo di ragazzi semisconosciuti ed un gruppetto di reduci da una quasi retrocessione, a lottare fino a cinque minuti dalla fine del campionato per un posto ai play off. Se ci fosse riuscito sarebbe partito, verosimilmente, dalla sesta posizione giocando in casa il preliminare e con una spinta emotiva non di poco conto. Ed invece Ventura ha dovuto masticare amaro ed incassare l’attacco di Lotito. E’ vero, anche il trainer ha le sue colpe. In questi mesi Ventura ha avuto diverse defaillance, dalla richiesta di portare a Salerno Cerci, a quella di avallare un mercato di gennaio assolutamente deficitario fino ad alcune scelte tattiche e di formazione a dir poco cervellotiche, incluse quelle di venerdì scorso. “Quest’anno abbiamo seminato –ha aggiunto Ventura- ora bisogna innestare rami forti, non bisogna buttare via tutto”. Ed invece la società ha deciso di prendere altre strade. Azzerare tutto e ripartire. Con quale allenatore, al momento, non è chiaro. C’è il vecchio pallino di Claudio Lotito rappresentato da Alessandro Nesta, ma l’ex capitano della Lazio è ancora impegnato con il Frosinone nei play off e se potrà parlare soltanto tra qualche giorno. Nel frattempo la Salernitana torna al punto di partenza, ovvero quello di dover rifondare tutto il proprio gruppo di lavoro, dall’allenatore ai giocatori. Come ogni anno si costruisce per poi demolire solo un anno più tardi. Intanto il capitolo Ventura si è chiuso nel peggiore dei modi. Ora sotto a chi tocca.