Coronavirus, un caso a San Severino

Un altro caso si e’ registrato all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore e, come confermato dal sindaco di Mercato San Severino Antonio Somma, riguarda un cittadino di Mercato San Severino. Il paziente attualmente e’ “ricoverato nel reparto di terapia intensiva”. “E’ stato immediatamente attivato il protocollo per risalire ed identificare tutti i contatti recenti del nostro concittadino e far scattare le misure di accertamento del contagio e l’eventuale isolamento previsto in questi casi. Rinnovo, ora piu’ che mai, l’invito a restare in casa, ad evitare contatti, ad essere responsabili e a seguire con la dovuta osservanza tutte le disposizioni emanate negli ultimi giorni”.




Scoperte piazze spaccio nel Salernitano, 14 arresti

VENERDÌ 11 OTTOBRE 2019 12.31.30
Scoperto un ngente giro di approvvigionamento di sostanze stupefacenti nel Salernitano. Dalle prime ore di questa mattina, tra Nocera Inferiore, Pagani, Castel San Giorgio, Mercato San Severino, Nocera Superiore e Nola, i carabinieri del comando provinciale di SALERNO con il supporto del nucleo cinofili di Sarno hanno eseguito, sulla locale Direzione Distrettuale Antimafia, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 14 indagati ritenuti responsabili a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Sono stati anche eseguiti quattro decreti di perquisizione locale nei confronti di altrettante persone coinvolte a vario titolo per gli stessi reati. La complessa indagine condotta dal nucleo investigativo e’ stata avviata nel novembre 2016 approfondendo una precedente attivita’ della compagnia di Mercato San Severino. L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di una fitta rete associativa che coinvolgeva una pluralita’ di persone dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina, crack ed eroina, operativa nell’area nord della provincia salernitana, con cessioni effettuate non esitando di portare al seguito, talvolta, un bambino, figlio di un indagato. Gli indagati erano divisi in due gruppi criminali, uno operante tra Nocera Superiore, Pagani e comuni limitrofi e l’altro a Castel San Giorgio con la frequenti rifornimenti di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti direttamente a Scampia, Castel Volturno e a Pagani da un soggetto pregiudicato vicino agli ambienti del clan camorristico Fezza D’Auria Petrosino. Nel corso dell’indagine, una persona e’ stata arrestata in flagranza, diversi assuntore di droga sono stati segnalati alla Prefettura di SALERNO e sono stati sequestrati 100 grammi di cocaina. Tra gli aspetti piu’ rilevanti vi e’ l’utilizzo di minorenni a protezione dell’attivita’ di spaccio. Secondo il Sostituto procuratore della DDA, Vincenzo Montemurro, titolare dell’indagine: “oltre ad un minore gia’ tratto in arresto, ci sono altri minori utilizzati inconsapevolmente per l’attivita’ di ausilio all’organizzazione criminale, motivo per il quale una serie di atti e di conversazioni telefoniche sono state trasmesse al Tribunale dei Minorenni per le valutazioni in ordine alla tutela dei minori stessi”. Altro aspetto rilevante e’ che una delle piazze principali era il campus universitario di Fisciano ma che grande e’ stata la “collaborazione dei soggetti assuntori, universitari. Forse – ha aggiunto Montemurro – quando si sono resi conto di essere di fronte ad uno scenario di criminalita’ organizzata in divenire, in loro e’ maturata anche una diversa forma di collaborazione con l’autorita’ giudiziaria che e’ stata molto importante”. “Questa collaborazione – ha ribadito anche il comandante provinciale dei Carabinieri Gianluca Trombetti – ci ha consentito di scoperchiare un vaso di pandora all’interno del quale abbiamo individuato parecchi episodi di spaccio. Il campus universitario e’ una delle piazze individuate. L’area geografica di interesse e’ davvero molto ampia”.




Castello di Mercato San Severino, Conte scrive al Ministro

Il deputato Conte scrive al Ministro per i beni e le attività culturali sul castello di Mercato San Severino. “A Mercato San Severino, in provincia di Salerno, c’è un castello medievale con una importante cinta muraria, bene storico di straordinaria rilevanza, sottoposto a vincolo con decreto ministeriale 8 novembre 1973 e oggetto di un’apposita legge regionale campana (n. 8 del 2004) che istituisce il parco naturale archeologico regionale del Castello del Sanseverino. Tale castello ha subito nelle settimane scorse il crollo di una parte della torre nord della piazza d’armi. Non è la prima volta che si registrano crolli in quel sito: circa venti anni fa ci fu il cedimento di un lungo tratto della cinta muraria. Più volte, in passato, sono state segnalate violazioni dell’importante sito culturale: una parte è stata usata come pascolo, si sono registrate gare di moto tra le mura, si è verificata la vandalizzazione di alcune parti del castello – scrive Conte nell’interrogazione a Bonisoli – L’associazione Italia Nostra, con la sezione locale, da tempo sollecita misure di tutela e protezione e, per ultimo, in seguito al crollo della parte di torre nord, ha inviato un telegramma alla Soprintendenza archeologica di Salerno, sollecitando «un immediato sopralluogo e la messa in sicurezza dell’area nonché una verifica statica del complesso castrense, tutelato dal codice dei beni culturali»; Successivamente, la stessa sezione locale dell’associazione Italia Nostra, ha indirizzato alla Soprintendenza archeologica di Salerno e alla direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del Ministero per i beni e le attività culturali, una missiva per conoscere le iniziative adottate per la tutela e la conservazione della torre nord della Piazza d’armi del Castello di cui sopra, nonché le cause del crollo; al momento, non risultano all’interrogante notizie di interventi compiuti sul posto”. Sul caso quindi Conte chiede al Ministro “se sia a conoscenza di quanto sopra esposto, quali iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda adottare per individuare le cause che hanno determinato il crollo di cui in premessa, per tutelare e conservare le strutture danneggiate dal crollo e per prevenire nuove possibili situazioni di rischio in altre parti del castello; se ci siano stati in passato interventi conservativi sul castello e se non ritenga opportuno avviare una verifica statica sull’intera struttura” conclude.




“A San Severino una speculazione edilizia: palazzone al posto del Palazzetto”

“Si sta realizzando una imponente speculazione edilizia a vantaggio di un privato i cui effetti devastanti di natura ambientale, estetica e finanziaria saranno pagati dalla nostra Comunità”. Questa è la denuncia del Movimento Civico Sanseverinese fondato da Giovanni Romano e portata all’attenzione dei cittadini attraverso un manifesto pubblico. “Mercoledì 27 febbraio il Consiglio Comunale ha approvato – dichiara il Consigliere Eduardo Caliano – con i voti della maggioranza che sostiene l’Amministrazione, un progetto presentato da una impresa privata(non sanseverinese) che ha proposto di realizzare un nuovo Palazzetto dello Sport ricevendo in cambio la gestione per circa 40annidella struttura e la concessione edilizia per costruire, in Via Aldo Moro, un “palazzone” di oltre 25 metri con numerosi appartamenti da vendere. Prendendo a pretesto la “provvidenziale” chiusura del Palazzetto dello Sport (che ha privato i nostri giovani di un servizio e sulla quale andrà fatta chiarezza!) l’Amministrazione Comunale intende consentire in tal modo una gigantesca speculazione edilizia il cui impatto ambientale sarà enorme”. “E’ sorprendente – aggiunge Giovanni Romano – che l’Amministrazione abbia fortemente voluto avviare questa procedura prima di attendere l’esito del contenzioso ancora in corso con il precedente appaltatore dell’opera, selezionato con una regolare gara di evidenza europea e che, in modo ancora più sorprendete e strano, non abbia fatto nulla per concluderlo con una transazione non onerosa per il Comune. Alle precise richieste del Consigliere Caliano di spiegazioni in merito, è stato presentato un laconico e insoddisfacente parere dell’attuale legale dell’Ente che, con una semplice mail, ha comunicato di ritenere di poter procedere in presenza della volontà dell’appaltatore di recedere dal contratto”. “L’ostinazione dell’Amministrazione è ancora più strana – aggiunge il Consigliere Caliano – se si tiene conto dei gravi motivi, da noi evidenziati, che rendono improcedibile la procedura approvata dal Consiglio Comunale. Infatti l’opera non è “nuova”, ma già classificata dal Piano Urbanistico Comunale (PUC) come “opera in corso”, addirittura oggetto di una procedura attuativa e presente della Programmazione Triennale e Annuale delle opere pubbliche degli anni scorsi”. Senza contare che il progetto del “palazzone” viola numerose norme del Regolamento Edilizio Comunale e diverse leggi nazionali in materia edilizia e sanitaria”. “Di fronte a tanta superficialità e ostinazione – conclude Giuseppe Vitale Coordinatore del Movimento Civico – e all’assoluta mancanza di risposte ai quesiti sollevati dal Consigliere Caliano, le  perplessità si trasformano in preoccupazione. Abbiamo l’impressione che ci siano “pressioni” per voler realizzare il “palazzone” a tutti i costi senza alcuna considerazione per i danni ambientali, estetici e finanziari che ne deriverebbero e che la nostra Comunità sarebbe chiamata a pagare. Per tale motivo stiamo predisponendo un dossier che invieremo all’Autorità Giudiziaria e alla Corte dei Conti chiedendo di acquisire tutti gli atti della procedura e di valutarli”.




Un palazzone per un palazzetto

“Si sta realizzando una imponente speculazione edilizia a vantaggio di un privato i cui effetti devastanti di natura ambientale, estetica e finanziaria saranno pagati dalla nostra Comunità”. Questa è la denuncia del Movimento Civico Sanseverinese fondato da Giovanni Romano e portata all’attenzione dei cittadini attraverso un manifesto pubblico. “Mercoledì 27 febbraio il Consiglio Comunale ha approvato – dichiara il Consigliere Eduardo Caliano – con i voti della maggioranza che sostiene l’Amministrazione, un progetto presentato da una impresa privata (non sanseverinese) che ha proposto di realizzare un nuovo Palazzetto dello Sport ricevendo in cambio la gestione per circa 40 anni della struttura e la concessione edilizia per costruire, in Via Aldo Moro, un “palazzone” di oltre 25 metri con numerosi appartamenti da vendere. Prendendo a pretesto la “provvidenziale” chiusura del Palazzetto dello Sport (che ha privato i nostri giovani di un servizio e sulla quale andrà fatta chiarezza!) l’Amministrazione Comunale intende consentire in tal modo una gigantesca speculazione edilizia il cui impatto ambientale sarà enorme”. “E’ sorprendente – aggiunge Giovanni Romano – che l’Amministrazione abbia fortemente voluto avviare questa procedura prima di attendere l’esito del contenzioso ancora in corso con il precedente appaltatore dell’opera, selezionato con una regolare gara di evidenza europea e che, in modo ancora più sorprendete e strano, non abbia fatto nulla per concluderlo con una transazione non onerosa per il Comune. Alle precise richieste del Consigliere Caliano di spiegazioni in merito, è stato presentato un laconico e insoddisfacente parere dell’attuale legale dell’Ente che, con una semplice mail, ha comunicato di ritenere di poter procedere in presenza della volontà dell’appaltatore di recedere dal contratto”. “L’ostinazione dell’Amministrazione è ancora più strana – aggiunge il Consigliere Caliano – se si tiene conto dei gravi motivi, da noi evidenziati, che rendono improcedibile la procedura approvata dal Consiglio Comunale. Infatti l’opera non è “nuova”, ma già classificata dal Piano Urbanistico Comunale (PUC) come “opera in corso”, addirittura oggetto di una procedura attuativa e presente della Programmazione Triennale e Annuale delle opere pubbliche degli anni scorsi”. Senza contare che il progetto del “palazzone” viola numerose norme del Regolamento Edilizio Comunale e diverse leggi nazionali in materia edilizia e sanitaria”. “Di fronte a tanta superficialità e ostinazione – conclude Giuseppe Vitale Coordinatore del Movimento Civico – e all’assoluta mancanza di risposte ai quesiti sollevati dal Consigliere Caliano, le perplessità si trasformano in preoccupazione. Abbiamo l’impressione che ci siano “pressioni” per voler realizzare il “palazzone” a tutti i costi senza alcuna considerazione per i danni ambientali, estetici e finanziari che ne deriverebbero e che la nostra Comunità sarebbe chiamata a pagare. Per tale motivo stiamo predisponendo un dossier che invieremo all’Autorità Giudiziaria e alla Corte dei Conti chiedendo di acquisire tutti gli atti della procedura e di valutarli”.




Donato isolato, Capuano in pole

Si riduce sempre più la platea di fedelissimi di Andrea Donato. Dopo il cambio alla guida del Partito Democratico sangiorgese, tra Mattia Faiella e Assunta Manzo, cambio che sembra non piaccia molto al giovane Faiella nonostante la candidatura alle primarie, il leader dell’opposizione si ritrova solo con i parenti a prendere le decisioni che contano. L’isolamento dei leader dirà qualcuno, ma generalmente sono i leader perdenti a ritrovarsi sempre da soli. Così tra mercoledì e giovedì sera, il leader dell’opposizione si è riunito nella sede di una azienda di recapito postale a Castel san Giorgio insieme al cugino omonimo (questa volta si tratterebbe del noto rappresentante di vini) e Raffaele Gambardella, candidato trombato alle ultime elezioni amministrative, quando proprio il cugino, candidato sindaco, preferì far convergere su Vincenzo Lamberti il proprio aiuto più che sul parente proveniente dalla stessa frazione. Di cosa si sia parlato e cosa sia stato detto in questa riunione resta top secret, ma sembra che a tradire i tre siano state le auto parcheggiate nei pressi. Suona strano, però, che alla riunione non erano presenti gli altri consiglieri dell’opposizione. Non era presente Vincenzo Di Leo, né Vincenzo Lamberti e neanche Aniello Capuano. Ma più di tutto fa pensare che non era presente Antonino Coppola, l’unico consigliere comunale di opposizione ad aver già pensato a costruire una linea futura e a non riservarsi vie d’uscita facili contando sugli appoggi esterni del Pd che potrebbe intervenire pesantemente ordinando la riunificazione delle due aree in cui sono divisi i Dem sangiorgesi. Nel frattempo nonostante le riunioni tra parenti, Antonino Coppola continua ad essere il vero sponsor di Manuel Capuano candidato a sindaco e sembra stia convincendo su questa linea anche il coordinatore locale di FdI, Michele Salvati. Capuano a sua volta smentisce qualsiasi ipotesi di candidatura, ma non è un caso che proprio quando esce allo scoperto il suo nome da un lato Donato sembra accettare l’idea, ma dall’altra spunta l’ipotesi di una riunificazione del Pd locale. Insomma torna la politica del doppio forno o dei due tavoli. Il problema vero è che Donato è sempre più un generale con truppe sempre più esigue, stanche e con ufficiali in rotta, attirati dalle sirene di Leu da un lato, dal richiamo della Lanzara dall’altro e da un’opposizione senza giochini dall’altra. Al punto che nelle scorse settimane, per provare a smuovere le acque, Donato, ad arte, aveva fatto circolare la voce di sentirsi tradito da Vincenzo Lamberti, il suo uomo più fidato. Ovviamente a Castel San Giorgio nessuno ci ha creduto. Primo perché i personaggi sono fin troppo noti, e secondo perché le strategie sono sempre le stesse incapaci a rinnovarsi nonostante circa venti anni di politica locale che oramai ha assistito sempre alle stesse manovre. Si riduce sempre più la platea di fedelissimi di Andrea Donato.

red.cro.




“La Biblioteca sono io …. Il Libro un tesoro da custodire”: l’iniziativa

Il progetto Comunale della dr.ssa Clementina Leone, istruttore amministrativo in servizio presso la “Biblioteca Michele Prisco” ad Acigliano intitolato: “La Biblioteca sono io …. Il Libro un tesoro da custodire”, iniziato lo scorso 22 ottobre 2018, che ha coinvolto nella prima parte le classi IVᵉe Vᵉdel I˚ e II˚ Circolo Didattico di Mercato San Severino diretti dalle dr.ssa Laura Teodosio e Anna Buonoconto, e le Iᵉe IIᵉdella Scuola Secondaria di I˚ grado San Tommaso e succursale diretta dalla dr.ssa Renata Florimonte, finito anche sul sito web di Rai Scuola e su Libriamoci, ha visto anche la partecipazione grazie a Skipe di una scuola di “Catellòn De la Plana Spagna”. La seconda parte del progetto iniziata lo scorso gennaio solo con gli studenti delle IIIᵉdella scuola San Tommaso e della succursale invece, terminerà il prossimo mese di maggio. Ma continuando, sempre il progetto in oggetto, ha ricevuto anche dalla GIUNTA REGIONALE DELLA CAMPANIA Direzione generale per le Politiche culturali e il turismo Unità operativa dirigenziale “Promozione e valorizzazione dei musei e delle biblioteche” con nota prot.0736163 del 2111-2018, i complimenti in modo particolare per l’articolazione e l’impostazione metodologica dello stesso attenta alle caratteristiche peculiari dell’utenza e del territorio. Il Sindaco di Mercato San Severino Antonio Somma, l’Assessore alle Politiche Culturali Vincenza Cavaliere e il Segretario Vittorio Martino responsabile della Iª Area della quale fa parte anche la biblioteca comunale “Michele Prisco”, da sempre amanti della cultura in tutte le sue forme, che oltre alla ” biblioteca sono io … il libro un tesoro da custodire”, hanno organizzato e stanno continuando a dar vita a tantissime altre attività ed eventi culturali, hanno subito creduto in questo progetto, perché ha permesso ai bambini ed ai ragazzi , grazie al grandissimo patrimonio librario custodito all’interno della biblioteca del Comune di Mercato San Severino di poter scoprire tantissime cose inerenti alla storia della città di Mercato San Severino e non solo. Inoltre, grazie all’utilizzo di nuove modalità di apprendimento proposte dal progetto la “Biblioteca sono io”, incentrato sulla lettura, la scrittura creativa e laboratori didattici, i ragazzi hanno avuto modo non solo di potersi avvicinare al libro in maniera originale ma anche di stabilire un contatto sensoriale con i volumi nella convinzione che questo rappresenti un primo e importante passo verso la sua fruizione. Ma tornando sempre alla seconda parte dello stesso, il prossimo incontro didattico nell’aula Consiliare del Comune di Mercato San Severino l’ 8 marzo, sarà dedicato alla giornata internazionale della donna per ricordare le conquiste politiche, sociali ed economiche della stessa e le violenze che ha subito nella storia.

red.cro.




«Non contrari al sito di compostaggio ma alla sua localizzazione»

di adr.res.

MERCATO SAN SEVERINO. L’avvcocato Vincenzo Scarano fa il punto della situazione dopo che il tribunale amministrativo regionale ha voluto approfondire la vicenda, e non ancora discutere, dell’impianto di compostaggio di Soccorso. Il legale che difende nel procedimento i comuni di Mercato San Severino e Montoro:«Se la regione Campania avesse presentato la corretta documentazione, non c’era bisogno di approfondire l’iter burocratico della vicenda e probabilmente avremmo iniziato a discutere della causa in aula». Nonostante l’area selezionata per l’impianto di compostaggio non sia ancora cantierabile, numerose perplessità sono state sollevate, infatti come dice l’avvocato: «L’area indicata dal comune di Fisciano all’interno della sua frazione di Soccorso, è a ridosso delle prime case sparse di Montoro e Mercato San Severino, per Fisciano è una zona idonea, per i Comuni confinanti, no. La zona non è idonea». «Accogliamo di buon grando la posizione del tribunale amministrativo, visto che la progettazione iniziale dell’area è stata stravolta, e i due sindaci già da tempo, da febbraio, si sono opposti, in quanto lo studio preliminare ambientale non ha tenuto conto dei territori dei due Comuni che assisto che presentano gli stessi problemi legati alla zona indacata per il sito, che non è bocciato di per se in quanto intenzione, è bocciata la sua localizzazione a ridosso di scuole e abitazioni».
Una vicenda dunque che tiene banco da diverso tempo e già ha creato numerossime divisioni anche a livello politico, con associazioni di settore scese in campo e cittadini residenti sul piede di guerra che non vorrebbero ritrovarsi un sito di compostaggio sotto il balcone di casa.




Colpo allo spaccio di droga, in manette due pusher

di Giovambattista Rescigno

MERCATO SAN SEVERINO. Altro colpo al narcotraffico messo a segno dagli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia Carabinieri. Questa volta a cadere nella rete degli uomini diretti dal tenente Massimo Avallone, ed al comando del maggiore Cisternino, sono due pusher giovani della valle dell’ Irno, nella tarda serata di martedì 27 Novembre napoletani, gli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile, stavano effettuando servizio di controllo del territorio allo svincolo autostradale di Mercato San Severino, quando notavano a bordo di un autovettura, che alla loro vista, iniziavano a dare segni di insofferenza, lanciando dal finestrino dell’autovettura tre involucri. Gli operanti, provvedevano a bloccare i due giovani ed a recuperare quanto lanciato dai fermati dal finestrino dell’autovettura. I due giovani, già noti alle forze dell’ordine, in quanto già gravati da piccoli precedenti penali, uno per reati contro la persona ed il patrimonio e l’altro collegato a resti specifici nel campo dello spaccio di sostanze stupefacenti. I fermati, venivano accompagnati in caserma, per gli adempimenti di rito, durante i quali i militari accertavano che i due giovani erano in possesso di tre involucri, nei quali erano state sistemati quarantacinque grammi di eroina, già preparata in dosi e pronta per essere immessa sul mercato degli stupefacenti nella Valle dell’Irno, che già da tempo, si va infittendo. I giovani dopo le formalità di rito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, venivano sottoposti al regime degli arresti domiciliari, in attesa della celebrazione del rito direttissimo tenutosi ieri presso il Tribunale di Nocera Inferiore. A distanza di circa una settimana dagli ultimi arresti messi a segno dal Nucleo Operativo della compagnia di Mercato San Severino, i controlli del territorio che si sono infittiti e divenuti capillari, così come preannunciato dal Maggiore Cisternino e dal suo collaboratore Tenente Avallone per la salvaguardia del territorio a loro affidato, affinché la legalità, ritornasse ad albergare, continuano a produrre i loro frutti. Tali attività di controllo, disposte a macchia di leopardo su tutto il territorio della compagnia, con l’ausilio ed impiego degli uomini dei comandi dipendenti, producono senza sosta risultati apprezzabili ed apprezzati dalla stragrande maggioranza delle persone, che si dichiarano apertamente soddisfatti dell’operato dell’Arma sul territorio. A tal proposito è giusto citare nuovamente quanto riferito pochi giorni orsono dal maggiore Cisternino, il quale nel merito così commentava “i risultati diuturnamente conseguiti entrano a far parte del costante e capillare controllo del territorio, l’impiego di uomini e mezzi a tutte le ore del giorno e della notte, subirà ancora maggiori incrementi, nell’ approssimarsi delle festività natalizie, l’ Arma non arretra di un solo passo in favore della sicurezza e assicurerà col massimo impegno possibile, mediante il sacrificio e l’abnegazione dei suoi appartenenti un Natale tranquillo a tutti”. Il Maggiore Cisternino ha sottolineato, che l’obbiettivo da perseguire per la tranquillità della gente non è il solo contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti; controlli saranno operati nei luoghi della movida ed ampi controlli anche al contrasto della produzione e vendita illegale di fuochi d’artificio”.




Sito di compostaggio: il sindaco Somma pronto al ricorso al tar

di Red.Cro.

Ricorso al TAR per annullare il decreto della Regione Campania che ha disposto l’esclusione della procedura di valutazione di impatto ambientale (con la quale si coinvolgono ed interessano nel procedimento i Comuni interessati) dall’iter della costruzione dell’impianto di compostaggio.
Ne parleranno il Sindaco, Antonio Somma, l’avvocato incaricato Vincenzo Scarano, i rappresentanti del comitato di cittadini “Ambiente e futuro”, nel corso della conferenza stampa (che avrà luogo domani, alle ore 12,00, presso la Sala del Gonfalone del Palazzo Vanvitelliano) ed in cui sarà presentata la manifestazione pubblica in programma sabato 24 novembre, alle ore 15,00, in piazza Dante, al Capoluogo
“Il recente decreto dirigenziale regionale” – anticipa il primo cittadino –“ che esclude dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale il progetto di realizzazione di un impianto di compostaggio aerobico da trentaduemila tonnellate per il trattamento delle frazioni organiche provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, proposto dal Comune di Fisciano, mi ha lasciato sorpreso e amareggiato.
Sorpreso perché, a differenza di quanto poi concretizzatosi con il decreto, la Commissione V.I.A., nella seduta del 12 giugno 2018, aveva deciso di assoggettare l’intervento alla procedura di Via. Amareggiato poiché evitare di porre l’impianto a maggiori e più dettagliate verifiche ambientali determina un’ulteriore perdita di credibilità della politica locale ed un conseguente incremento del senso di sfiducia dei cittadini verso le istituzioni”.
“La posizione dell’Amministrazione Comunale” – prosegue – “è la medesima rispetto a quella espressa nella seduta consiliare del 9 marzo 2018, in cui, all’unanimità, si ritenne il sito non idoneo, si richiese la revoca degli atti, e si preavvisò di ricorrere nelle sedi opportune agli ulteriori atti che si sarebbero prodotti. Il Comune di Mercato S. Severino non può e non vuole tollerare scelte, non condivise, che possono potenzialmente avere ricadute negative su di un territorio già martoriato da numerosissime problematiche ambientali”.
“Manifestazioni ed incontri pubblici come quello di sabato, in accordo con i comitati costituitisi sul territorio, a cui è rivolto il mio sentito ringraziamento per l’impegno profuso sino ad oggi, servono a palesare la comune contrarietà a tale impianto così come dimensionato e localizzato”.