Amministrative Cava de’ Tirreni, Servalli verso la riconferma a mani basse

A Cava de’ Tirreni il ballottaggio potrebbe diventare una chimera. Il sindaco uscente Servalli, sulla scia del successo regionale di Vincenzo De Luca starebbe facendo il vuoto su quello che sarebbe il suo diretto avversario. L’avvocato Murolo a capo della coalizione di centrodestra che, tra l’altro, si troverebbe a sgomitare con la vera e propria sorpresa di queste Amministrative Metelliane: Luigi Petrone. Addirittura il popolare Fra Gigino, starebbe in vantaggio su Murolo. Ma entrambi distanziati, con Servalli che ha già da subito abbattuto il muro del 50% di gradimento, viaggiando fra il 55 e il 58% dei consensi. Se dovesse terminare così, Servalli si ritroverebbe a capo dell’opposizione di Palazzo di Città proprio Fra Gigino per quello che si annuncia già un rovente Consiglio.




I socialisti al fianco del sindaco Servalli

Ancora due settimane di una campagna elettorale che non stenta a rallentare, ed i messaggi, sia via social che con incontri sempre più “raccolti”, stante il divieto di assembramenti ( il solo comizio di Salvini ha avuto il conforto della piazza, in un senso e nell’altro), sono a tempestare la tranquilla vita metelliana. Anche i socialisti, che ci tengono a comunicare il distinguo tra ciò che è stato nel passato e la veste odierna, sono presenti nella competizione comunale, ma anche in quella regionale: “ Il manifesto con cui ci siamo inseriti nel lotto delle diciotto liste, rappresenta il simbolo storico del “garofano rosso”, con la scritta ben in evidenza, non temendo alcun confronto con le offese che hanno rivolto a questo partito nel corso dei decenni – precisa il segretario cittadino, Enrico Alfano – ed è la conferma che non siamo infetti da contaminazioni, ed in questo periodo, simil parola è bandita!” La presentazione dei candidati è avvenuta, con un discreto seguito, nei giorni scorsi, con la presenza del segretario nazionale, Maraio, non scevro da entusiastici commenti indirizzati al lavoro svolto nel centro metelliano, che…” non potrà che confermare, con il beneplacito degli elettori, la prosecuzione del lavoro intrapreso negli ultimi anni al fianco di Servalli, giustamente ricandidatosi, per esprimere nel secondo mandato ciò che non è riuscito a concretizzare nel primo quinquennio.” E quali sono le ambizioni del partito su Cava? “Ho lavorato alacremente nel periodo del covid, nonostante le difficoltà,- continua Alfano – per organizzare una lista che non avesse, e di fatto non ha, candidati di punta, bensì un gruppo che rappresentasse un equilibrio tra professionisti, forze imprenditoriali, cittadini che hanno nel lavoro il loro principio di vita.” E gli eventuali eletti, quale compito avranno ? “ Mi auguro che ottengano, innanzi tutto, un risultato personale incoraggiante, e dovranno incidere sul territorio, perché, preferisco evidenziarlo prima e non dopo, la disomogeneità delle liste potrebbe essere un vantaggio, per la diversità di idee, ma anche un pericoloso autogol, se dovessero prevalere interessi di singoli; Il discorso delle liste civiche è sempre stato un ostacolo alla chiarezza del comportamento, in quanto orfane di una linea politica, cui, invece, un partito strutturato non può sottrarsi. Il punto in comune è il Sindaco, e spetterà a lui, l’arduo compito di amalgamare delle forze che, sulla scheda, sembrano non distanti ma non perfettamente convergenti.” Gli obiettivi ? Perseguire l’obiettivo, che in sede di Organizzazione delle Nazioni Unite, va sotto il nome di “GOAL”, o meglio Sustainable Development Goals, cioè 17 obiettivi che partono dal principale, lo sradicare la povertà in tutte le sue forme al garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età; un sogno? Importante è crederci e lavorare in questa direzione”.




Cimitero, “accelerare i lavori della chiesa”

Da oltre un anno la chiesa del Civico Cimitero di Cava de’ Tirreni è inagibile a causa del crollo di parte del soffitto e della volta. La tragedia evitata solo perché il cedimento è avvenuto di notte. Il candidato sindaco Enrico Bastolla, sostenuto dal Movimento civico “Liberi di…” e dalla lista civica “Cava per Cava”, lancia l’appello affinché siano realizzati al più presto i lavori di riparazione del sacro edificio: «Un intervento improcrastinabile per venire incontro alle esigenze dei fedeli ed alle legittime richieste del clero» Nell’aprile dello scorso anno solo una benedizione celeste ha evitato una tragedia all’interno della chiesa del Civico Cimitero di Cava de’ Tirreni a causa del crollo di parte del soffitto e della volta Poteva essere una strage, essendo precipitati alcuni metri cubi di materiale edilizio. Una caduta da circa otto metri che ha sfasciato banchi e pavimento. La buona sorte ha voluto che al momento del cedimento, avvenuto durante la notte, l’edificio sacro fosse vuoto. Altrimenti davvero si sarebbero registrate conseguenze ben più gravi.Trascorso oltre un anno, tra inefficienze amministrative e scarsa volontà politica, l’edificio sacro è ancora inaccessibile ed i continui SOS lanciati dal clero e dai fedeli si sono perduti dietro “facili” promesse. Il candidato sindaco Enrico Bastolla, sostenuto dal Movimento civico “Liberi di…” e dalla lista civica “Cava per Cava”, lancia l’appello affinché vengano realizzati al più presto i lavori di riparazione della chiesa. «Al di là delle condizioni di incuria e degrado in cui versa il Civico Cimitero – afferma il candidato sindaco Enrico Bastolla – e tralasciando anche il discorso relativo alle importanti criticità strutturali che da anni presentava la chiesa a causa di profonde infiltrazioni d’acqua, il che avrebbe dovuto far presagire quanto poi realmente accaduto, ribadiamo l’urgenza e l’indifferibilità dei lavori volti al ripristino della chiesa ed al conseguente recupero della sua agibilità». Un intervento “dovuto” e non più procrastinabile per venire incontro alle esigenze dei fedeli ed alle legittime richieste del clero e dell’Arcidiocesi, che tra l’altro in questo drammatico periodo legato alla diffusione del Covid-19 si sono impegnati al massino per rendere quanto più agevole possibile il cammino di tante famiglie bisognose di aiuti economici e psicologici. «Ci facciamo promotori di questo appello – chiosa il candidato sindaco Enrico Bastolla – ed auspichiamo una sempre maggiore collaborazione tra il clero e l’Amministrazione comunale, qualunque essa sia. Da parte nostra cercheremo di sensibilizzare ogni espressione politica affinché siano sempre soddisfatte le esigenze spirituali, e non solo, della cittadinanza cavese».




Galdi: “Sono fuori dalla mischia elettorale: né favorito né sponsorizzato alcuno”

Lontano dalla competizione elettorale che sta infiammando, e non poco, la cittadina metelliana, inondata di manifesti, volantini, gazebo, visite di leader, l’ex primo cittadino, Marco Galdi, sconfitto proprio dall’uscente Servalli, cinque anni addietro, interviene in questa battaglia, di fioretto, da osservatore. “Sono fuori dalla mischia, ed ho chiarito in più di una circostanza, di non aver né favorito, né sponsorizzato alcuno, contando amici in quasi tutti gli schieramenti: non è la prima volta che le elezioni amministrative mi vedono spettatore, anche dopo la prima esperienza, quale consigliere comunale, all’età di venti anni, mi lasciai alle spalle quel percorso, vuoi per lavoro, vuoi per vivere fasi diverse, anche al di là dei confini nazionali, il tutto per intendere che la politica non è un impegno per l’intero arco della vita, almeno per me”. Il “fuori dalla mischia” le consente di valutare anche i numeri di questa gara, che nell’ultima tornata, quella del 2015, contò a livello amministrativo, ben dieci candidati a sindaco. “Non è certo un segnale di limitazione delle ambizioni, ma ho la sensazione, esaminato il numero delle liste, che alcune candidature siano velleitarie, che non siano nate da un percorso condiviso da gruppi strutturati, ma che abbiano il solo scopo di accedere ad uno scranno in Consiglio comunale: è lo sconcio della legge elettorale, che determina questa deviazione quantitativa, e contrasta con cittadini consapevoli che il proprio voto possa essere garanzia di stabilità e non di approssimazione”. Lei che ha una discreta conoscenza dei risvolti che si presentano in queste circostanza, cosa pensa del voto disgiunto? “E’ una possibilità concreta che troverà riscontro, mai come altre volte, in questa circostanza, vuoi per la presenza di esponenti che fino alla mia gestione, ed oltre, appartenevano ad uno schieramento, ed oggi sono da latra parte, vuoi perché c’è il parente o amico in una lista di cui non si condivide l’aspirante alla poltrona di primo cittadino”. Argomento dolente, almeno per Servalli, la presentazione della lista che lo sostiene, alla quale alcuni hanno apposto il nome provocatorio di “Cavallo di Troia”, la definisce una trappola oppure semplice e puro arrivismo? “Mi corre l’obbligo, nel ricordare la storia, che una volta entrati ed espugnata la città di Troia, alla lunga, i greci, con Ulisse che capeggiava l’invasione, finirono con l’abbandonare la terra, Ulisse, costretto a peregrinare, e gli altri puniti dagli dei, questo per sottolineare che non sempre chi si adopera con furbizia, soprattutto coloro che sono politicamente strutturati elettoralmente, sarà certamente eletto, ma potrebbe, ed uso non a caso il condizionale, destabilizzare il percorso amministrativo”. Lei è schierato, questo è possibile affermarlo, per il “no” al referendum “ E’ una battaglia impari, in quanto molti si lasciano impressionare dal discorso che riguarda il risparmio economico dipendente dalla riduzione del numero dei parlamentari, ma ben pochi hanno appurato che l’eliminazione dei vitalizi non ha sortito l’effetto sperato, il tentativo del referendum di Renzi è fallito perché non aboliva il Senato, ma lo manteneva in vita, mentre sarebbe stato semplice e costruttivo, inserendo in Costituzione, tramite consultazione referendaria, sia il secondo ramo del Parlamento ( il bicameralismo è una prerogativa solo italiana, nel mondo…), che le pensioni d’oro, e non ci sarebbe stato il quorum, ma una stratosferica partecipazione”. Cosa non La convince del “si”? “Esisterà, per effetto della legge elettorale del 2017, il rapporto tra i leader di partito ed il candidato, eliminando del tutto quello con l’elettore, determinando il taglio definitivo dei diritti delle minoranze, lasciando aperti i margini della extra parlamentarietà, in quanto, come è successo in passato, chi non ha avuto voce in capitolo, ha battuto altre strade, non lecite e pericolose”. Nel periodo in cui è stato sindaco di Cava, ha avuto rapporti con il borgomastro di Schwerte, l’omologo del numero uno nel Comune in Italia, il Comune gemellato con la cittadina metelliana “Ricordo che esercitava questa carica da oltre dieci anni, non essendo, come da noi, collegato ai consiglieri, ma espressione diretta del voto popolare, e nel suo lungo mandato era già cambiato tre volte il nostro sindaco, e quindi lo avvisai, conoscendo bene il tedesco, avendo trascorso diversi anni in quella nazione, che non potevo assicurare che mi avrebbe trovato, in quella posizione, al ricambio della visita”.




Sarà lo studio Medaarch a realizzare il nuovo waterfront di Cattolica

Assegnato all’azienda Medaarch, studio di progettazione di Cava de’ Tirreni, il notevole compito di ridare un nuovo volto al lungomare della città di Cattolica. È notizia dello scorso venerdì, giorno in cui a Palazzo del Turismo di Cattolica è stata svelata l’idea vincente per il restyling del waterfront della città romagnola. L’azienda cavese aveva partecipato alla gara insieme ad oltre 50 progetti presentati provenienti da studi di tutta Italia. Dopo una prima selezione in cui la commissione del concorso, presieduta dalla stilista Alberta Ferretti, aveva annoverato Medaarch tra i tre progetti finalisti, venerdì scorso la proclamazione del progetto vincitore “in quanto capace di proporre un’architettura riconoscibile e uno sviluppo funzionale coerente con le richieste del Bando di Concorso…attraverso una soluzione capace di dare efficaci risposte, valorizzando gli spazi esterni e creando nuovi ambiti funzionali.”. Presente alla premiazione anche l’ingegnere Gianpiero Picerno Ceraso, amministratore della Medaarch, e l’architetto Giuseppe Luciano. Ottocento metri di lungomare con larghezza complessiva di oltre 20 metri e con un effetto visivo che non si interrompe ma che restituisce la visibilità verso l’orizzonte, grazie a soluzioni che sostituiscono l’attuale piattaforma stradale (pedonale, carrabile e ciclabile) di per sé discontinua, sia in termini di materiali che di quote, con un’unica piattaforma dalle caratteristiche uniformi. Biodiversità, mobilita dolce, mobilità elettrica, assenza di barriere architettoniche. Queste alcune caratteristiche del nuovo waterfront di Cattolica, che sarà dotato di spazi verdi, piste ciclabili, aree relax, una wellness arena, piazze sia riqualificate e nuovi spazi di socializzazione, per ospitare eventi, favorire incontri ed esperienze tra natura e città. “Abbiamo lavorato al progetto cercando di rendere la passeggiata del lungomare non solo ricca di scorci nuovi e di eventi architettonici caratteristici, ma anche che fosse in grado di donare alla città opportunità ed esperienze da vivere tutto l’anno. – racconta l’ingegnere Gianpiero Picerno Ceraso – Il lavoro mirava a tre obiettivi principali: valorizzare gli elementi storico-territoriali del contesto urbano e degli elementi identitari del Paesaggio; generare occasioni aggregative sociali e sportive durante tutto l’anno, sviluppare una progettazione del verde finalizzata sia alla rinaturalizzazione dell’area, sia per aumentarne la resilienza e restituire un maggiore grado di naturalità al waterfront. Siamo molto contenti di questo traguardo raggiunto grazie ad un lavoro di squadra straordinario.”. Il team interno di progettazione è stato composto da: Gianpiero Picerno Ceraso, Amleto Picerno Ceraso, Giuseppe Luciano, Roberta Truono, Laura Marsillo, GraziaMaria Cozzolino, Stefano Bucci, Francesca Luciano, Luisa Abatemarco. Tra le imprese compartecipanti la Saf&P Engineering srl e la Bea Barbaro Engineers & Architects associates. Video-rendering realizzato da Luca Grafner. Brand desgner, Max Gaeta. Da oggi si lavora al progetto esecutivo per i lavori, che molto probabilmente inizieranno nel settembre 2021.




Il parco Diecimare diventerà un polo attrattivo per il turismo

Opportuno allora andare indietro e ripercorrere i cinque anni della gestione Servalli, per cercare di focalizzare su ciò che non è stato mantenuto, ciò che è stato programmato e rispettato, su ciò che gli è stato avverso nel percorso del suo mandato. Uno dei punti cardine nel programma presentato agli elettori, nel 2015, verteva introno alla destinazione del Palaeventi: cosa non farebbe, se potesse andare indietro nel tempo? “Un passo che non compirei, l’aver accorpato i due problemi, insoluti negli anni, quello del completamento dell’opera e l’altro, della gestione, in un’unica gara per consegnare alla città un immobile che da fiore all’occhiello era diventata un’opera incompiuta, sottraendo spazi vitali per la popolazione; motivo per cui la gara è andata deserta, nonostante avessi indirizzato i fondi destinati al parcheggio di piazza S. Francesco, proprio per rendere operativo il palazzetto dello sport, chiamato, dai più, ”Palaeventi” per sottolinearne la molteplicità di utilizzo.” E’ delle ultime ore del suo iter amministrativo, l’aver incaricato un tecnico per la sistemazione della parte impiantistica: “ Proprio così, ed è nelle mie intenzioni, come, spero, anche di chi potrebbe sostituirmi alla guida della città, dare la possibilità di ultimare la realizzazione del manufatto, e per la quale, come già sottolineato, esistono i fondi necessari: checchè si vociferi, e non con cognizione di causa, potrà ospitare concerti, non da stadio, contando circa milleottocento posti a sedere, dando l’opportunità per spettacoli teatrali, garantendo cinquecento posti, e, non disdegnando di offrire agli sport, definiti minori ma che tali non sono, quali scherma, danza, gli spazi per poter esercitare queste discipline.” E per Piazza S. Francesco, fondi off-limits? “Siamo in grado di recuperare dei contributi da altre sovvenzioni, ed il progetto prevede, una volta che sono operative ( altra opera, il cui nastro è stato tagliato, con fascia tricolore, dallo stesso Servalli) le rampe che collegano la S.S. 18 bypassando buona parte del centro cittadino, di realizzare un percorso che girerebbe intorno al santuario di S. Francesco e S. Antonio, eliminando la viabilità, oggi, simbolo di intasamento del traffico, di collegamento tra Via Biblioteca Avallone e la Statale, determinando un’intera zona pedonale antistante la chiesa.” Veniamo alla composizione delle numerose liste che la sostengono, e più di una persona mormora che si è circondato di soggetti provenienti da aree molto lontane dal suo pensiero politico, cosa risponde? “ Alcuni di loro, nonostante fossero seduti sul banchi dell’opposizione, in occasioni di decisioni fondamentali per la crescita della città, non hanno esitato, in disaccordo con quanto imposto dal partito di appartenenza, a votare in favore di delibere proposte dalla maggioranza, segno che hanno dimostrato di condividere non solo quello fatto ma anche ciò che proporremo con la nascente amministrazione; aggiungo che sono persone serie e non mostrerebbero alcun passo indietro per tornare da dove sono venuti.” Alcuni mesi addietro tutti, o quasi, avrebbero scommesso sulla sua rielezione, al primo turno, oggi pare che qualche candidatura abbia rimesso in gioco questa possibilità: “ Pensando che cinque anni addietro i candidati a Sindaco erano ben dieci, mentre oggi siamo fermi a sette, vorrebbe significare che c’è stato un ridimensionamento nella domanda di proporsi alla città, ma gli oltre trecento aspiranti determineranno una notevole dispersione di voti, per cui, nonostante mi auguri di terminare ogni competizione, la sera del 21 settembre, ho anch’io la sensazione che occorreranno altri quindici giorni per stabilire chi dovrà sedersi sullo scranno più alto.” Visto quanto accaduto con il Palazzetto dello sport, su cosa garantirebbe, al cento per cento, di eseguire, con lei Sindaco? “ Ridare funzionalità al Parco Diecimare, definita non a caso, oasi, per farne oggetto di meta turistica, messa in sicurezza dei plessi scolastici, realizzazione scuola di Passiano, riordino della viabilità, e tanto tanto altro….” Chissà se proverà a mettere la mano sul fuoco e non bruciarsela




Servalli: “Salvini ha reagito con offese aggravando il clima di tensione”

Non si placano i commenti dopo la sosta, non eccessivamente lunga, se non avesse proceduto ad una serie interminabile di selfie, del leader della Lega nella piazza centrale, affollata più dalle forze dell’Ordine che da simpatizzanti e da contestatori: non si sono fatte attendere le osservazioni da parte di quasi tutti i candidati Sindaci delle altre liste, ed in primis quelle dell’uscente primo cittadino, Servalli: “Pienamente d’accordo sul discorso che fa capo alla democrazia, quella vera, quella che consente ad ognuno di esprimere la propria opinione, di poter ricorrere a tutte le argomentazioni che ognun voglia proporre in campagna elettorale, ma una tiratina di orecchie al capo indiscusso della Lega la userei; è vero che trovava difficoltà a parlare in quanto la sua voce veniva coperta da fischi ed ululati, inaccettabili, ma è altrettanto vero che, in barba al suo reale pensiero, ha usato la pratica dell’offesa, confondendo i contestatori con i meridionali, e lanciando parole poco garbate nei confronti degli oppositori, aggravando ulteriormente il clima acceso che si respirava in quel momento.”Qualcuno sosteneva che sarebbe stato preferibile tenere il comizio al coperto, magari in un cinematografo: “Soluzione alternativa, e meno coinvolgente per le forze di Polizia e Carabinieri, che avrebbero gestito i contrari a Salvini, con un cordone di uomini davanti al locale, e disponendo degli altoparlanti che avrebbero potuto diffondere il suo discorso all’esterno; ma non ci si venga ad accusare di aver ordìto uno spettacolo che non ha giovato all’immagine della città”. Non si è sottratto al commento anche Enrico Bastolla, che capeggia le liste di “Liberi di…” e “Cava per cava”: “ Avevo chiesto, ma forse è preferibile sottolinearlo, imposto, ai componenti delle due liste di esimersi dal partecipare al comizio organizzato dal centro destra, ma qualcuno ha disobbedito e sono pronto a scusarmi con il candidato Murolo per l’inadeguatezza del comportamento di qualcuno di loro, avendo provveduto a redarguirlo ed a escluderlo eventualmente dalla lista, ove mai si ripetesse un fatto del genere.” Tra l’altro siete, sia lei che Murolo, sottoscrittori delle cosiddette liste pulite: “ Infatti, e ciò testimonia che abbiamo, anche se con idee diverse, un forte spirito di democrazia e di rispetto per la città che dovrà essere governata, lo speriamo, non da un’accozzaglia arcobaleno, che sarà in difficoltà sin dai primi passi, ove mai dovesse avere avere ragione in termini di voti e non di idee.” Non ha atteso le classiche ventiquattro ore per lasciare un’intervista al veleno, il personaggio maggiormente coinvolto nella giornata del comizio, l’avvocato Murolo: “Essere oggetto di un tentativo di aggressione alla mia persona, alle persone presenti sul palco, alle Forze di Polizia, è l’esempio lampante di ciò che si verifica spesso e sovente nella nostra città, dove impera il disordine, la cattiva educazione, il mancato rispetto delle regole» Un attacco senza mezzi termini a chi ha gestito e gestisce ancora l’ordinario: ”Hanno atteso l’arrivo di Salvini, predisponendo accuratamente le condizioni affinché accadesse quello che è accaduto e quindi ne portano tutta la responsabilità politica». Nessun commento da parte del Movimento Cinque Stelle, che ha disertato consapevolmente la piazza … e qualcuno, maldestramente, ha commentato “ per paura di un’eventuale ritorsione il prossimo sabato, quando sarà ospite, nella stessa piazza, il Ministro degli esteri Di Maio per incontrare e sostenere i candidati al Consiglio Comunale per il M5S.




A Cava finisce a bottigliate e sediate contro la Polizia

Bottigliate e sediate, contro agenti di polizia e comuni cittadini. Ecco la violenza dei contestatori rossi andata in scena a Cava de’Tirreni , in occasione di un comizio di Matteo Salvini, impegnato in campagna elettorale in Campania, in vista della tornata elettorale regionale del 20 e 21 settembre. Altri momenti di tensione in piazza, quando alcuni contestatori hanno lanciato sedie e bottiglie contro gli agenti di polizia impegnati nel garantire la sicurezza dei partecipanti alla manifestazione politica. Ignoti contestatori, mentre la polizia cercava di allontanare alcune persone che disturbavano il comizio dell’ex ministro dell’Interno, ha lanciato alle spalle dei poliziotti sedie e bottiglie trovate nell’area ristoro di alcuni locali pubblici. Salvini si è così rivolto alla piazza gremita di sostenitori, affondando il colpo contro i facinorosi: “Grazie a tutti e anche a chi non aveva niente da fare, che viene qui con i fischietti, vi voglio bene lo stesso. Lasciate che altri fischiettino, questo vuol dire scegliere la Lega. Qui a Cava de’ Tirreni ci sono sia le elezioni per il Comune che per la Regione, vi dico che dove governa la Lega le case popolari vanno prima agli italiani e poi al resto del mondo”. Infine, il numero uno leghista ha aggiunto: “Ve lo dico sottovoce, con educazione, che se su questo palco ci fosse qualcuno di cui condividete le idee non sareste lì a fare casino, sareste a lavorare, o sareste in spiaggia. Qui ci vuole una scuola che funziona, aiutatemi a mandare a casa la Azzolina, e una sanità che funziona”. COMUNICATO LEGA “Ai soliti contestatori, la Lega risponde con il sorriso ed un monito, chi lancia sedie contro la polizia e mette a rischio l’incolumita’ delle perone e’ un criminale che dovrebbe finire in galera.” Cosi’ la Lega della Campania commenta i tafferugli avvenuti a Cava dei Tirreni durante il comizio di Matteo Salvini. “Magnifica la piazza , colorata con i colori della Lega – prosegue il comunicato – .una piazza gremita e festante per Matteo Salvini che ha salutato con affetto le tantissime persone accorse “A Cava Salvini ci mette la faccia ed il cuore. La Lega parla di lavoro, legalita’ buona sanita’ e di scuola”, conclude il comunicato.




La Fratellanza di Luigi Petrone per una Cava all’avanguardia

Non destò scalpore Frate Cionfoli, che si esibì a Sanremo, con il saio, in veste di cantante, ha suscitato ammirazione Suor Cristina, la religiosa vincitrice di The Voice Italy e ballerina nel programma Ballando con le stelle di Milly Carlucci, non dovrebbe meravigliare più di tanto Gigino Petrone, sino a qualche mese addietro, dedito alla vita francescana, il quale, dopo anni di esilio dalla città natale, ha deciso di ritornarci in pompa magna, mettendosi in gioco, da semplice cittadino, per conquistare la poltrona di primo cittadino. In pochi ci credevano, in molti ci speravano, e, forse, il suo primo obiettivo lo ha raggiunto, di mettere in discussione la vittoria di Servalli che sembrava profilarsi sin dal primo turno, essendo, quest’ultimo, riuscito a mettere insieme una coalizione variopinta, includendo persone di diversa provenienza ideologica, la più disparata da immaginare. Tante voci si rincorrevano, poi, alla scadenza della presentazione delle liste partecipanti, la convocazione dell’apertura della campagna elettorale per “La fratellanza” nascente movimento politico metelliano che fa capo proprio all’ex frate. In un cinema, pieno al cinquanta per cento, stante le prescrizioni del distanziamento sociale, Petrone ha stigmatizzato in pochi punti, il suo programma, concentrando l’attenzione su ciò che ha realizzato, nei venticinque anni di presenza al Santuario francescano di Cava: “ E’ preliminare il far conoscere alla gente l’aver reclutato tecnici ed operatori che saranno al nostro fianco per tracciare percorsi semplici e fattibili, e non persone dalle carriere mirabolanti: e chi è avvezzo chiedere da dove arriveranno i soldi per realizzare i progetti, ricordo i 25 milioni di euro spesi per ricostruire la chiesa, il convento, la casa per i poveri, delle mense, il parcheggio, quest’ultimo per rendere fruibile la zona accanto all’ospedale e non intasare con i veicoli la strada statale.” Servalli ha recuperato al patrimonio comunale questo spazio, non appena la giustizia ha fatto luce su qualche irregolarità: “Il Sindaco uscente ha reso legale ciò che era illegale, e per completarlo in quaranta giorni qualche balzello lo abbiamo commesso, ma, che si sappia, delle opere necessarie per la comunità possono vedere la luce a costo di sacrifici, ed a volte, anche con i processi.” Urbanisticamente, si è schierato apertamente contro il PUC, di recente approvato dall’Amministrazione: “Non potendo, questo strumento, derogare dal Piano Urbanistico Territoriale, si rende necessario, ed è ciò che faremo, una volta alla guida della città, sollecitare Regione, Ministero Ambiente e Ministero Lavori pubblici affinchè venga redatto in tempi brevi, il Piano Paesaggistico regionale, che possa consentire un rapido ed interessante sviluppo della città, senza troppi lacci e lacciuoli.” Perché votare lei e la sua lista? “ Se lottassi per compromessi o per pensare solo a me stesso, non mi sarei proposto alla città, ed infatti ho coinvolto uomini e donne per agire, lavorare, pensare, dialogare, realizzare, obiettivi che sono collegati da una sola parola, impegno costruttivo per migliorare Cava.” Ritorna dopo tre anni dove ha avuto i natali: “Periodo di riflessione e sofferenze, molteplici inviti a ritornare per continuare a lavorare come ho sempre fatto, guidato da una determinazione che in tanti mi riconoscono , e non mi sono sottratto al richiamo della mia terra, che spero riconoscente in questo frangente.” Alcuni sostengono che il corpo elettorale, a lei vicino, rientra nei confini del centro città: “ Mi accingo a girare per le frazioni, e nominerò per ognuna di esse un rappresentante che avrà un contatto continuo e costante con l’Amministrazione, riportando in quella sede tutti i problemi che affliggono la zona di competenza, e non mancherà di firmare un atto che ci vincolerà a rispettare quanto promesso.” Tanto entusiasmo, nessuna ripicca personale, tanto spirito battagliero, nessun attacco agli altri candidati, un esempio di sana e proficua competizione, nel segno del “La fratellanza” !




Bastolla: «Abbiamo un disegno per Cava completamente diverso dall’attuale»

E’ stato il candidato che da più tempo ha messo in funzione i motori per contendere al Sindaco uscente la poltrona di primo cittadino: eppure aveva lavorato al fianco di Servalli per ben tre anni, dopo il successo elettorale del 2015, e ricoprendo, nel breve volgere di 1095 giorni, ben tre assessorati (Attività Produttive, Lavori Pubblici, Politiche sociali). Poi il divorzio: “ Non si è trattato di un capriccio, ma di constatazione di arroganza e bramosia di potere quella che ha manifestato il Sindaco nonostante la mia collaborazione sia stata massima e abbia ottenuto consensi nei diversi ambiti, e le carte lo testimoniano” Alla scorsa tornata aveva registrato un successo con una lista civica, che ora ripropone, in doppia versione, per farsi largo e confermare, se non allargare, la cerchia di elettori che hanno riposto fiducia in lei: “ Con “Liberi di” e “Cava per Cava” ci candidiamo per realizzare il nostro disegno di città; abbiamo messo in campo un qualificato gruppo di lavoro, elaborando un programma scrupoloso non utopistico, per rilanciare la nostra città. Il nostro disegno di Cava è totalmente diverso rispetto a quello visto fino a oggi, e si Sviluppa su due livelli: – quello ordinario, come tutela e conservazione di una risorsa esistente e, come secondo obiettivo, la gestione dello straordinario, intesa come l´insieme delle proposte e delle ipotesi progettuali necessarie per uno sviluppo ottimale del territorio. Ebbene questa idea di città si svilupperà attraverso sei capitoli: 1- Urbanistica; 2- Cultura; 3- Ambiente; 4- Politiche sociali; 5- Attività produttive; 6-sicurezza e mobilita”. Programma ricco e impegnativo: “Partendo dal dogma che siamo e saremo liberi da qualsiasi condizionamento dettato dal partito di turno, liberi da qualsiasi compromesso, senza accordi all´insegna dell´ambiguità, perseguiremo, con i componenti che riusciranno a sedersi nel consesso comunale, un impegno serio e programmatico, in sintonia con i miei principi di lealtà e correttezza e trasparenza, avendo come unico obiettivo un progetto di salute pubblica di città. E’ ben chiaro, comparendo a caratteri cubitali sul logo che ci contraddistingue, che anteponiamo le competenze al posto giusto, la programmazione, le sinergie tra le componenti delle strutture amministrative e quei cittadini che si sono uniti in forme associative, realizzare, cioè, un rapporto organico tra questo straordinario patrimonio, costituito dalle associazioni, e il governo della città.” Le voci, anzi il chiacchiericcio che si ascolta sotto i tradizionali portici, sembrano votati a un ballottaggio tra Servalli e un non ben identificato rivale: cosa si augura? Spero di contendere il secondo turno al favorito, ma nel caso non fossi io, valuterei attentamente l’avversario del Sindaco uscente, anche se appena saranno rese note le liste (il 21 prossimo scadono i termini per la presentazione ndr), le sorprese maggiori le riserveranno gli alleati che ha scelto Servalli per farsi sostenere in quest’aspra battaglia: dovesse vincere, e non è di certo il mio augurio, non avrà una maggioranza granitica come quella di 5 anni fa, anzi sarà una maggioranza ibrida con dentro anime di destra, di centro e di sinistra, segno d’ingovernabilità ed instabilità.” Manca poco più di un mese a una delle consultazioni più combattute di sempre, nessun bipolarismo, ma tanta voglia di emergere, soprattutto con sprazzi di libertà che non mancano nemmeno nei due schieramenti più corposi…., ed intanto Bastolla avverte: “voto ragionato, valutato sul programma, che non deve rappresentare, come capitato altre volte, un libro dei sogni: il Palaeventi, il ponte sospeso di Pregiato, la manutenzione dei plessi scolastici, tutte idee avvolte nel programma del 2015, chiuso con risultati nulli.