Nuovo positivo a Nocera Inferiore, Sindaco chiede responsabilità ai cittadini

Nuova caso di positività da Coronavirus a Nocera Inferiore. A comunicarlo direttamente al Sindaco Manlio Torquato è l’ASL. Il primo cittadino in tarda serata ha diramato una nota con alcune raccomandazioni alla cittadinanza: “Sebbene la situazione sia del tutto controllata e non desti alcun allarme ritengo nuovamente doveroso invitare come fatto di recente alla prudenza massima tutti”.

“Per evitare chiusure che sarebbero devastanti ma ancor più il rischio della ripresa del contagio siamo prudenti: mascherina nei luoghi chiusi e distanziamento all’aperto. Igiene delle mani costante senza portale alla bocca o agli occhi. Dobbiamo saper convivere e tenere sotto controllo la situazione”.

“In questo senso, rammento a tutti le ordinanze regionali che limitano l’apertura dei locali tipo bar fino alle 01 di notte o alle 02 nei fine settimana. Abbiamo chiesto alle Forze dell’ordine e alla Prefettura di supportare i necessari controlli in città. Senza allarmismo inutile ma con un po’ di impegno e serietà da parte di tutti”.




Avviso di conclusione indagini per il sindaco, il vice e l’ex giunta

Avrebbero attestato la sussistenza di residui attivi inesistenti o comunque in misura diversa da quelli effettivamente riscontrabili. Notificato l’avviso di conclusione indagine ad amministratori e tecnici del comune di Montecorvino Pugliano. I reati contestati si riferiscono alla giunta precedente all’attuale anche se alcuni degli indagati sono in carica. L’indagine aperta dal sostituto procuratore Maurizio Cardea è attualmente stata affidata al collega Roberto Penna della Procura di Salerno. L’avvisio di conclusione delle indagini è giunto al termine di alcune perizie contabili e finanziarie eseguite sulle delibere s numero 75 del 2018, 77 del del 2019 e 83 del 2018. Ad eseguire l’accertamento è stato oltre al Ctu (consulente tecnico) nominato dalla procura anche da da tre professori universitari esperti di procedura penale. Il fascicolo investigativo è stato aperto a seguito di alcuni esposti presentati dall’ex sindaco Domenico Di Giorgio e dal suo gruppo. L’avviso di conclusione indagini è stato notificato, nelle scorse ore, a: Alessando Chiola (sindaco in carica), Ludovico Buonomo (vicesindaco), Grazia Dello Stritto (assessore), Angelica Montella, Vito Montella (consigliere) e Roberto Verrioli ; ed ai tecnici Ferruccio Della Corte (ettore finanziario), Vito Grasso, Aniello Palo e Donato Mandia (già coinvolto anche in altro procedimento con l’accusa di concussione e di corruzione). I destinatari dell’avviso hanno venti giorni di tempo per presentare una memoria difensiva o per chiedere al magistrato di essere sentiti. Alla scadenza di tale termine il sostituto procuratore potrà inoltrare al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno la richiesta di rinvio a giudizio. Seconso i capi d’imputazione i quattro tecnici, secondo: in qualità di funzionari e responsabili di settore del Comune di Montecorvino Pugliano avrebbero falsamente attestato, che per l’esercizio finanziario 2017 non risultavano debiti fuori bilancio di propria competenza. Secondo la pubblica accusa, l’ex esecutivo unitamente a Della Corte quale funzionario della ragioneria che apponeva il visto alle tre delibere finite sotto la lente della magistratura, avrebbero attestato una maniera non veritiera l’insussistenza di debiti fuori bilancio al fine di occultare il considerevole disavanzo di amministrazione successivamente accertato e certificato dal commissario ad acta, nella delibera del 19 ottobre del 2018.




Concorsone Regione Campania, 500 idonei esclusi: pronti a scendere in piazza

Sono 500 gli esclusi al concorso della Regione Campania indetto per la formazione di nuovo personale nella pubblica amministrazione. I partecipanti, dopo aver ricevuto rassicurazioni sul loro inserimento nel tirocinio formativo, si trovano ad essere esclusi. In sostanza, all’esito delle prove scritte, dei circa 2500 idonei, 500 non proseguiranno l’iter concorsuale. La vicenda ha suscitato enorme sconforto per chi, risultato idoneo, non potrà comunque continuare. Qualcosa pare sia andato storto. Infatti le singolari e farraginose modalità di svolgimento della procedura hanno creato delle distorsioni tali da generare un eccesso di selezionati nei profili amministrativi (i più richiesti nella P.A.) contrappesato da una grave carenza in quelli tecnici. A spiegare il problema, alcuni partecipanti, attraverso una nota: “Considerato che il Piano Lavoro prevede l’assunzione di 10.000 unità di personale attraverso una serie di bandi, il Governatore negli scorsi mesi ha paventato la possibilità di un ingresso immediato nella P.A. di tutti gli idonei selezionati, anche in eccesso rispetto ai posti messi a concorso con questo primo bando, essendo già stanziati i fondi europei da destinare al finanziamento delle borse di studio. Da ultimo, nella diretta del 5 giugno scorso, il Governatore, riferendosi alla situazione dei ” selezionati per i quali non ci sono ancora i posti nella misura sufficiente “, ha precisato come la volontà della Regione fosse quella di “inviarli comunque al lavoro” impegnandosi a fornire i “dettagli” direttamente agli interessati. Ad oggi, la realtà dei fatti risulta ben diversa: al di là dei ritardi e delle inesattezze nella gestione dell’iter concorsuale, proseguiranno l’iter meno “giovani” rispetto ai posti previsti da bando. Numeri che sono destinati a ridursi ulteriormente a seguito della probabile esclusione, oltre i brevi termini previsti per le sostituzioni, di ricorrenti e altri rinunciatari. Insomma i “2500 giovani che hanno iniziato a lavorare nelle P.A. campane” allo stato dell’arte non esistono. Esiste, invece, una totale carenza di personale negli uffici locali. Esistono i 6 milioni e mezzo di euro spesi per questa procedura concorsuale, senza aver coperto i posti banditi. Esistono circa 2000 persone selezionate per svolgere attualmente un tirocinio e non un lavoro a tempo pieno, dovendo ancora concludere positivamente ben 10 mesi di formazione e ancora due prove concorsuali. Esistono circa 500 persone che hanno superato, per propri meriti, altri 100.000 concorrenti e si ritrovano senza lavoro. Esistono le parole del Governatore della nostra Regione che sta giocando con i sogni ed il futuro di tante famiglie”. La questione è ancor più articolata di quanto possa sembrare. “Oltre il danno, la beffa: il Governatore ha già annunciato l’intenzione di bandire entro l’anno un nuovo concorso, nell’ambito del medesimo Piano Lavoro, per ulteriori 5.000 posti. – continua il comunicato – Da un lato quindi non ci sarebbero i posti per 500 idonei, dall’altro la regione è disposta a investire nuove risorse pubbliche con l’obiettivo di assumerne il decuplo. È di tutta evidenza che il rispetto dei criteri di economicità ed efficienza, a cui deve assolutamente ispirarsi la pubblica amministrazione, debba portare ad esaurire una corposa graduatoria già disponibile prima di procedere ad indire nuovi concorsi. Agire diversamente sarebbe quanto mai paradossale a fronte del crescente fabbisogno di personale nelle P.P.A.A. campane, cui difficilmente si potrà rispondere con efficacia, soprattutto nel contesto dell’emergenza epidemiologica che sicuramente ostacolerà l’organizzazione delle nuove procedure concorsuali”. Gli esclusi, in virtù di quello che è accaduto, faranno sentire la propria voce con un flashmob dinanzi al consiglio regionale della Regione Campania, in programma per domani.

Giuseppe Colamonaco




Covid, un nuovo caso positivo a Mercato San Severino

Due casi di Coronavirus a Centola. Si tratterebbe di una persona anziana, napoletana in vacanza nella casa di proprietà, e del suo badante. Entrambi sono già in isolamento domiciliare, sotto sorveglianza Asl. In corso il tracciamento dei contatti per procedere all’isolamento domiciliare e, successivamente al tampone. Un nuovo caso positivo anche a Mercato San Severino: stando a quanto comunicato dall’Asl di Salerno si tratta di un cittadino italiano rientrato 15 giorni fa dall’Albania. «Cari concittadini devo purtroppo informarvi che un nostro concittadino, residente nella frazione Piazza del Galdo, è risultato positivo al Covid- 19. Il nostro concittadino (non sono stato autorizzato alla divulgazione del nome), seppur asintomatico è stato sottoposto a tampone nei giorni scorsi in quanto, di rientro dall’estero, ha viaggiato con un cittadino di altro comune risultato positivo al Covid-19 – ha dichiarato il sindaco Antonio Somma – Attualmente sta bene ed è in isolamento domiciliare. Giungano a lui gli auguri di tutta la comunità di una pronta guarigione». Si tratta dell’unico caso positivo riscontrato in giornata dai tamponi effettuati in provincia di Salerno.




Non c’è stata diffamazione ai danni di un dirigente del Comune di Cava

“Il reato non susiste”: con queste parole il Gip del tribunale di Nocera Inferiore, sezione Lavoro ha respinto il ricorso presentato da un dirigente del Comune di Cava de’ Tirreni che aveva chiamato in causa due dipendenti del consorzio farmaceutico intercomumale, aderenti all’organizzazione sindacale di Uil Fpl. I fatti risalgono allo scorso anno: il dirigente, attraverso una lettera anonima, avrebbe scoperto un’ipotetica conversazione whatsapp tra i due sindacalisti, con – stando a quanto denunciato dal dirigente comunale – una serie di accuse nei suoi confronti che avrebbero trovato riscontro attraverso il direttore generale e legale rappresentante del consorzio farmaceutico intercomunale. Gli indagati, stando a quanto si legge nell’ordinanza di archiviazione, avrebbero utilizzato espressioni quali “che piatti vacanti…oggi sembrava le comiche…lui sa che se parla dice s***** ) e il denunciante si sarebbe identificato nel soggetto di quest’ultima frase. A conclusione delle indagini svolte il Pm aveva chiesto l’archiviazione del procedimento, non ravvisando elementi di rilevanza penale nella condotta degli indagati. Una richiesta a cui si sarebbe opposto il legale del dirigente comunale che avrebbe evidenziato un’errata valutazione dei fatti da parte dell’ufficio di Procura, insistendo affinchè il giudice non accogliese la richiesa e fissasse l’udienza in camera di consiglio. “Gli scritti provenienti dali indagati devono essere inquadrati nell’ambito del diritto di manifestazione del pensiero ed, in particolare, del diritto di critica, non trascendendo dai limiti di continenza della stessa in quanto evideni sono i riferimenti al contesto lavorativo (o sindacale) senza trasmodare in giudizi di valore a carico della pesona – si legge nella sentenza del tribunale di Nocera Inferiore che respinge l’opposizione – Del resto, il diritto di critica, soprattutto quando rivolto contro soggetti investiti di cariche pubbliche e quindi esposti al giudizio dei terzi, vale a ricondurre nei limiti di leicità anche espressioni particolarmente incisive; peraltro, nel caso di specie le espressioni utilizzate presentano un carattere vago e generico e sono prive di riferimenti ad avvenimenti specifici e determinati”. Inoltre, per il gip del tribunale di Nocera Inferiore, “nell’elaborazione della giurisprudenza di legittimità l’esercizio del diritto di critica viene distinto da quello di cronaca, in quanto nel primo si esprime, di solito, una valutazione dei fatti, il secondo ha ad oggetto un mero resoconto degli stessi e, per tale ragione, il requisito della verità nell’ambito del diritto di critica scolora a mero presupposto”. Affinchè si configurasse il reato, infatti, è necessario che si adoperino termini che risultino offensivi, integrando la lesione della reputazione altrui non solo l’attribuzione di un fatto illecito. Per le ragioni esposte, si evince ancora nella sentenza, deve ritenersi che il contenuto dei messaggi degli indagati non appare oggettivamente e significativamente offensivo, essendo limitato ad un dissenso su aspetti della gestione amministrativa o delle capacità tecniche di un singolo soggetto, sotto il profilo delle specifiche funzioni svolte che non è sfociato in un gratuito immotivato attacco personale. Da qui si evidenzia, per il giudice del lavoro, dunque, l’infondatezza della notizia di reato, ragion per cui il giudice ha rigettato l’opposizione e ha disposto l’archiviazione del procedimento.




Enrico Polichetti, assolto l’ex vicesindaco di Cava de’ Tirreni

Enrico Polichetti, ex vicesindaco di Cava è stato giudicato non colpevole dal tribunale di Nocera Inferiore. Secondo l’accusa, Polichetti avrebbe incontrato in più occasioni Dante Zullo ed esponenti della sua famiglia, dai quali potrebbe aver ricevuto appoggio alle ultime elezioni amministrative. Più in particolare, Polichetti avrebbe accettato l’aiuto di Zullo e del gruppo camorristico per procurarsi voti alle elezioni del 2015, quando era candidato al consiglio comunale di Cava. E Zullo si sarebbe prestato all’operazione perché sperava in favori e lavori. Secondo la Dia, che ha svolto le indagini per conto della Direzione Distrettuale Antimafia, Polichetti avrebbe agevolato la famiglia Zullo almeno nelle iniziative riguardanti la festa della pizza. L’accusa aveva chiesto una pena di cinque anni di reclusione per Polichetti, mentre per il funzionario comunale Angelo Trapanese un anno e mezzo. Entrambi, però, sono stati assolti.




Parte del costone frana sull’arenile paura, ieri pomeriggio, tra i bagnanti

Paura ieri pomeriggio a Conca dei Marini , in Costiera Amalfitana, per la caduta di alcune pietre che si sono staccate da un costone roccioso. La frana, fortunatamente, non ha provocato feriti tra le persone che si trovavano in spiaggia: il crollo, infatti, e’ avvenuto in un tratto nel quale era gia’ stata installata una rete di protezione che, probabilmente, ha contenuto la caduta dei massi piu’ grandi. La frana ha comunque provocato una nuvola di polvere che ha provocato apprensione tra i bagnanti. Da mare e’ intervenuto un gommone della Capitaneria di Porto di Amalfi, mentre da terra sono intervenute le pattuglie di polizia locale e Guardia Costiera. Adesso si attende l’arrivo del geologo che aveva gia’ effettuato una perizia su quel costone prima dell’inizio della stagione turistica. Soltanto dopo il sopralluogo dell’esperto si valutera’ il da farsi. L’episodio di ieri pomeriggio, in ogni caso, conferma la fragilita’ della Costiera Amalfitana. Soltanto due giorni fa, infatti, si era verificata un’altra frana in localita’ Laurito, tra Positano e Praiano.




Truffe ai servizi cimiteriali comunali In manette l’imprenditore Melillo

di Pina Ferro

Truffa ai danni dei cittadini che usufruivano dei servizi cimiteriali del comune. A portare alla luce quanto accadeva all’interno del cimitero di Battipaglia sono stati i carabinieri della compagnia di Battipaglia agli ordini del maggiore Vitoantonio Sisto che, nella mattinata di ieri, hanno eseguito un’ordinanza I militari hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno nei confronti di Cosimo Melillo, imprenditore edile 59enne, Teodoro Loffredo, 61enne dirigente del servizio cimiteriale del Comune di Battipaglia, e Ranieri Vitale, 58enne dipendente comunale addetto proprio servizio cimiteriale. Nei confronti dell’imprenditore sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre per gli altri due soggetti è stata disposta la sospensione dall’esercizio dei pubblici uffici. I tre sono accusati di corruzione, truffa aggravata e abuso d’ufficio. L’indagine, avviata l’estate scorsa dall’Arma, trae origine dall’anomala presenza all’interno del cimitero di Battipaglia di Melillo, soggetto già gravato da una condanna per 416 bis del 2008, in quanto ritenuto sodale del clan camorristico “Giffoni – Noschese”, all’epoca egemone sul territorio. In particolare, ha destato sospetto il fatto che quest’ultimo eseguisse la quasi totalità delle operazioni di polizia mortuaria, fuori dai formali circuiti amministrativi dell’ente locale. Le indagini, dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno, hanno portato alla luce uno stabile patto corruttivo tra pubblici funzionari ed imprenditori in danno del Comune di Battipaglia e dei privati cittadini, indotti con l’inganno a versare somme di danaro dall’ammontare variabile per ottenere i servizi cimiteriali. Al Cimitero di Battipaglia, oltre ai due dipendenti coinvolti, erano assegnati diversi operai specializzati abilitati a svolgere le operazioni di polizia mortuaria, che di fatto erano inutilizzati. L’operazione denominata “Ade” ha svelato come i due impiegati comunali sospesi, in combutta con l’uomo, violassero stabilmente tale regime, intascando direttamente i soldi da parte di privati cittadini. Tra le misure irrogate, vi e’ anche il sequestro preventivo “per equivalente” di somme di denaro, ovvero di beni mobili ed immobili appartenenti agli indagati fino a concorrenza degli importi costituenti il documentato profitto dei reati, ammontante a circa 25mila euro.




Operazione “Sele Pulito”, le Fiamme Gialle sequestrano 8 aziende bufaline per smaltimento illecito di scarichi reflui

I militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Eboli hanno scoperto gravi illeciti relativi allo smaltimento dei liquami, che in molti casi venivano scaricati direttamente nei canali consortili, mediante sistemi di canalizzazione, pozzetti e tubazioni interrate realizzati ad hoc, contaminando gravemente il terreno e le acque circostanti, destinate a riversarsi poi in mare. Nel corso delle ispezioni sono state individuate anche numerose discariche abusive, con rifiuti “speciali” di ogni tipo, tra cui materiale inerte non trattato, ferro arrugginito, plastica e scarti di lavorazione di prodotti ortivi. Delle 20 imprese bufaline verificate, nell’ambito dell’operazione denominata “Sele pulito”, ben 8 sono risultate non in regola con la normativa ambientale. Sono stati così denunciati all’A.G. di Salerno i rispettivi titolari, con il sequestro di aree aziendali per una superficie complessiva di oltre 118.000 mq2.




Spedizione punitiva per motivi di viabilità ai danni di un buttafuori di Montecorvino Pugliano: denunciati padre e figlio

di Pina Ferro

Spedizione punitiva ai danni di un buttafuori di 55 anni di Montecorvino Pugliano. E’ accaduto nel corso della notte tra domenica e lunedi dinanzi al bar del corso di Bellizzi,  dove l’addetto alla sicurezza, in servizio presso altro locale, si era fermato a bere qualcosa.

Autori della violenta aggressione, alla cui base vi sarebbe un diverbio per dei motivi di viabilità,  sono padre e figlio, rispettivamente di 51 e 17 anni, ora accusati di lesioni aggravate in concorso. Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri della compagnia di Battipaglia, agli ordini del maggiore Vitoantonio Sisto, i due armati di manganello avrebbero raggiunto il buttafuori e lo avrebbero picchiato violentemente. Il buttafuori ha provato a difendersi anche utilizzando uno sfollagente che aveva in tasca (di quelli allungabili) utilizzato per il lavoro di buttafuori, ma senza successo. Subito dopo i due si sono allontanati. Il 55enne è stato soccorso e trasferito al pronto soccorso dell’ospedale di via San Leonardo dove i medici gli hanno riscontrato diverse lesioni e fratture su tutto il corpo.

Pare che qualche ora prima il buttafuori avesse avuto un diverbio con il buttafuori per motivi di viabilità, così, poi, in serata il ragazzo sostenuto dal padre abbia dato vita alla spedizione punitiva.

I due aggressori sono stati rintracciati e identificati grazie alle telecamere a circuito chiuso presenti nella zona. Espletate le formalità di rito i due aggressori sono stati denunciati.