Pesca di datteri, sequestrato centro sub

di Redazione Regionale

«L’azione costante e capillare degli Uomini della capitaneria di porto e dei carabinieri ha fatto registrare un nuovo ed importante successo nella lotta quotidiana alle illegalità ambientali». A parlare così il ministro dell’ambiente Sergio Costa in merito al duro colpo inflitto ai “datterai” in vista del cenone di fine anno.
A Castellamre di Stabia, infatti, gli uomini della capitaneria di Porto e i carabinieri del nucleo sommozzatori di Napoli – coordinati procura della Repubblica di Torre Annunziata dopo un’accurata indagine mirata al contrasto della pesca dei datteri hanno sequestrato un centro sub illegale che aveva come obiettivo principale la pesca dei datteri di mare. Quella delle forze dell’ordine è stata un’azione condotta in sinergia dagli uomini della Capitaneria di Castellammare di Stabia e i carabinieri che hanno così sequestrato per reati ambientali, le bombole da sub, del locale usato per ricaricarle, e alla denuncia dei titolari dell’attività commerciale.
«La pesca del dattero è un’attività illegale particolarmente odiosa, in quanto in poche ore i famigerati datterai distruggono vaste aree di costa. Ma è sempre bene ricordare che commette un reato anche chi alimenta questo mercato illegale con l’acquisto e il consumo», ha dichiarato il ministro Sergio Costa. La base logistica dei datterai si trovava a Pozzano, la zona dei lidi di Castellammare di Stabia, dove i pescatori di frodo avevano allestito il centro di ricarica di bombole per l’attività da sub.
Nell’ambito dei controlli, i militari hanno sequestrato presso l’attività illegale anche decine di autorespiratori e bombole, molte delle quali con matricola abrasa e di presunta proprietà di soggetti noti come “pescatori di frodo di dattero di mare”, già in passato deferiti alla competente autorità giudiziaria e destinatari di provvedimenti restrittivi e misure cautelari.
Si presume che i numerosi autorespiratori carichi, pronti per l’uso, presenti nel deposito posto sotto sequestro erano destinati ad essere usati nei prossimi giorni dai pescatori di frodo per immersioni destinate alla raccolta di datteri di mare da destinare al mercato illecito, nell’imminenza del tradizionale cenone di fine anno per imbandire le tavole dei facoltosi clienti, disposti a pagare anche 150 euro al chilo il prezioso mollusco.
Già nei giorni scorsi, gli uomini guidati dal capitano di fregata Ivan Savarese, avevano sequestrato 50 chilogrammi di frutti di mare, tanto preziosi quanto proibiti, e denunciato tre persone, tra l’altro già note per la pesca di frodo dei datteri di mare. In quel caso, i tre stabiesi avevano razziato il tratto di costa di punta scutolo, con appoggio a Vico Equense e arrivo in barca nel porto di Castellammare. Intanto, su tutto il territorio campano continuano i controlli per prevenire reati in materia ittica in vista del cenone di Capodanno.




Il padre della bimba che cantava Bella Ciao: «Volevo esprimere un concetto di revisione»

di Redazione Regionale

“Non immaginavo che la cosa potesse travalicare, era tra amici. Le mie parole, anche se superficiali, esprimono un concetto di revisionismo storico, io mi definisco revisionista. Ho letto Giampaolo Pansa, sono in linea con quanto lui ha scritto”. A parlare e’ Paolo Santanelli, il papa’ che su Facebook ha scritto un post dopo aver ‘sorpreso’ la figlia a cantare Bella ciao, inserita nei testi della recita di Natale della scuola De Amicis, quartiere Chiaia, a Napoli.
E assicura: “Avrei avuto la stessa reazione anche se mia figlia avesse cantato Faccetta nera”. La definizione di ‘vigliacchi’ riferita ai partigiani, come ha fatto nel primo post pubblicato sull’argomento, “non e’ per tutti i partigiani”. “Porto rispetto – dice all’ANSA – per quelli che non si prestarono ai dettami del Partito comunista”. “Avrei potuto togliere quella parola – afferma – ma sono un revisionista, la mia non e’ assolutamente una posizione ideologica filo-nazista. Io apprezzo la Resistenza, parlavo della storia in se’. Il vero senso dei miei post era uno sfogo”. Parole che, come egli stesso spiega, hanno alla base “motivazioni di tipo religioso”. “Ho educato mia figlia secondo principi cattolici, con la magia del Natale e, a 10 anni, preferirei che cantasse ‘Tu scendi dalle stelle’ – aggiunge – Io auspico che la recita si faccia, chiedevo che fosse tolta la canzone, ho espresso una mia idea, non voglio assolutamente che i bambini siano penalizzati, hanno lavorato a un progetto. Mi domando: non e’ forse una provocazione inserire questa canzone della recita di Natale? Si cerca forse di oscurare la cultura cattolica a vantaggio della sensibilita’ di altri bambini, di altre religioni?”. Ma l’auspicio e’ che la recita, in programma la prossima settimana, si faccia”. “Sarebbe penalizzante per i bambini non consentire loro di fare la recita. Poi dopo, magari, si discutera’ se era idoneo o meno inserire quella canzone – conclude – Io sono d’accordo con il progetto che hanno fatto, i bambini devono imparare la Costituzione e la storia. Dico solo che quella canzone potevano inserirla in una recita che non fosse quella di Natale”




Da Aniello un “duro” per il centrodestra

di Red.Cro.

Guglielmo D’Aniello potrebbe essere il candidato a sindaco del centrodestra a Scafati. Il medico anestesista dell’ospedale “Scarlato” di Scafati, nel passato già consulente politico del presidente della Provincia Edmondo Cirielli, è una delle facce spendibili del centrodestra capace di mettere insieme tutte le varie anime. Cattolico, ma con una fortissima connotazione di destra, Guglielmo D’Aniello fu uno dei primi ad andare allo scontro frontale con l’ex sindaco Pasquale Aliberti fino a lasciare con grande anticipo l’Amministrazione del primo cittadino poi inquisito dall’Antimafia. Fu tra i primi a prendere le distanze da Aliberti e a dedicarsi solo alla professione medica quando capì che gli spazi politici in quel momento non erano agevoli se non si stringeva un patto politico con Aliberti e i suoi amici. Insomma uno “duro e puro” poco incline ai compromessi e che alla diplomazia politica preferisce la strada del dire in faccia e a muso duro quello che pensa. Un personaggio, insomma, esattamente come quello che servirebbe a Scafati per uscire dal pantano di questi ultimi tempi e tentare la strada della rinascita. Resta la grande incognita però se il centrodestra troverà l’unità. Sulla carta resta ancora la coalizione più forte elettoralmente nonostante l’effetto Aliberti, ma quello che potrebbe decretarne la sconfitta sono le divisioni interne e la possibilità di andare alle elezioni in ordine sparso. Guglielmo D’Aniello, in verità, su
una sua ipotesi di coinvolgimento non si è ancora espresso. Non ha detto né sì né no ad una sua candidatura, ma sul medico scafatese nessuno avrebbe nulla da recriminare. Forse solo Aliberti e i suoi amici, ma questo aspetto, in questo momento, rappresenta più una medaglia sul petto che una nota a sfavore. Bisognerà ora attendere che succederà nelle altre forze politiche. La Lega con Mariano Falcone e Fratelli d’Italia hanno tutto l’interesse a rompere con il passato rappresentato da Aliberti e i suoi amici e da questo punto di vista D’Aniello potrebbe anche andare bene. E’ Forza Italia che ha invece da farsi “perdonare” il totale e completo appiattimento alle scelte del sindaco inquisito dall’Antimafia. Sono ancora nella mente degli scafatesi le passeggiate sottobraccio di Mara Carfagna con Pasqualino Aliberti e con Monica Paolino. Nelle segreterie politiche è sempre stato noto il rapporto politico stretto tra molti onorevoli Azzurri e Pasqualino Aliberti. Insomma Forza Italia di certo non potrà rappresentare la rottura con il passato e dovrà fare buon viso a cattivo gioco rispetto al fatto che il boccino del gioco sia e resti nelle mani di Salviniani e Cirielliani. D’Aniello potrebbe rappresentare l’uomo capace di mettere tutti d’accordo. Ma qui arriva il punto di svolta: vorrà D’Aniello mettersi in gioco? E’ questo l’interrogativo al quale nei prossimi giorni lo stesso medico dovrà dare una risposta.




Asl Napoli 1, sei persone in manette Gonfiavano gli appalti fino al 300%

di Martino Lupo

Ai domiciliari, nell’ambito delle indagini della Guardia di Finanza e della Procura di Napoli su appalti e corruzione nell’Ospedale del Mare e in alcuni presidi dell’Asl Napoli 1 Centro, sono finiti Loredana Di Vico, dirigente dell’unità operativa complessa acquisizione beni e servizi dell’Asl Napoli 1 Centro; Vincenzo Dell’Accio, imprenditore e gestore, insieme con alcuni familiari, di società per la rivendita di articoli medicali, risultate amministrate da prestanome; Rosario Dell’Accio, fratello di Vincenzo; Antonio dell’Accio, padre di Rosario e Vincenzo, Claudia Dell’Accio, sorella di Vincenzo e di Antonio e Gennaro Ferrigno, collaboratore della famiglia Dell’Accio. Le società coinvolte sono la Lga srl, Maflamed srl, Vicamed srl e la Frag Hospital srl. Dalle indagini dei finanzieri su appalti e corruzione nell’Ospedale del Mare di Napoli e in alcuni presidii dell’Asl Napoli 1 Centro è anche emerso che su un appalto era stato applicato un ricarico stimato in circa 250mila euro, e in altri casi con percentuali del 300 per cento. Le ditte di intermediazione coinvolte, riconducibili alla famiglia Dell’Accio ma intestate a prestanome, avevano un contratto di esclusività con la società che produce gli apparecchi elettromedicali (endoscopi, broncoscopi e altri macchinari della stessa tipologia) che poi venivano venduti all’Asl Napoli 1 Centro a prezzi maggiorati. In precedenza il rapporto era invece diretto, cioè tra Asl e ditta produttrice. Il tutto veniva poi anche agevolato dal fatto che due delle persone arrestate sono risultate sentimentalmente legate e proprio per celare questa relazione, secondo quanto emerso dalle indagini, le aziende erano state intestate a prestanome. L’attività investigativa, che ha preso il via all’inizio del 2017, con alcune perquisizioni dei finanzieri proprio nell’Ospedale del Mare, è stata portata avanti anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali e i primi approfondimenti sono stati condotti dalla Guardia di Finanza secondo le linee guida dell’Anac. Il sistema, secondo l’accusa, era fondato sui vantaggi corruttivi della dirigente amministrativa Loredana De Vico e di alcuni dipendenti della stessa amministrazione. Infine un medico di una struttura dell’Asl Napoli 1 Centro è indagato per corruzione. “Pieno sostegno all’azione della Magistratura e della Guardia di Finanza. Continueremo con estremo rigore a ripulire di tutte le incrostazioni parassitarie e di tutte le irregolarità gestionali l’intera sanità campana. E’ un lavoro immane, pienamente in corso. Ferma restando la piena fiducia nell’intervento della Magistratura per l’accertamento dei fatti e delle responsabilità, siamo impegnati a cancellare tutti i restanti residui di passate gestioni clientelari”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, commenta l’inchiesta sugli appalti per l’Ospedale del Mare .




Napoli, De Laurentiis: «Scudetto? Aspettiamo i passi falsi della Juve»

di Redazione Sportiva

È ancora De Laurentiis contro Sarri. Il presidente del Napoli, intervistato a margine dell’elezione del presidente Figc, ha spiegato i motivi dell’arrivo di Ancelotti e dell’addio all’attuale tecnico del Chelsea: “Ho voluto Carlo in maniera assoluta. Qualcuno forse aveva mal interpretato il suo arrivo, ho sentito frasi un po’ scontate e anche maleducate. Si era detto di un Ancelotti arrivato a Napoli per la pensione, ma lui è un grande allenatore che ha vinto tutto e non gli si può certo rimproverare questo”.
Parole completamente differenti quelle riservate a Maurizio Sarri: “Non guardo più Sarri, è un grande allenatore e gli auguro di fare la sua strada in Inghilterra. Al Napoli ha dato quello che poteva e con lui non abbiamo vinto nulla. Peccato, ma nella vita c’è chi gioca per se stesso e chi per la funzione per la quale è stato ingaggiato: con questo, credo di aver detto tutto…”. Ma il pezzo forte delle dichiarazioni di De Laurentiis riguarda la corsa allo scudetto: “Tutto è possibile, basta qualche passo falso della Juventus e siamo lì. Il Napoli ha iniziato un nuovo corso, io parlo sempre di trienni e quest’anno, con l’utilizzo di tutti i giocatori, andrà bene. Certo, in Champions dobbiamo fare i conti con un girone infernale, ma speriamo di avere capacità e fortuna”. Simone Verdi dovrà stare fermo per circa 20-30 giorni dopo l’infortunio subito dopo pochi secondi in casa dell’Udinese. Il Napoli di Ancelotti perde così un’alternativa in attacco per la distrazione di primo grado all’adduttore sinistro. Il calciatore sarà sottoposto a terapie per velocizzarne il recupero dopo l’esito degli esami medici a cui è stato sottoposto. Ancelotti potrebbe averlo a disposizione a metà novembre.
Intanto Ancelotti ha diramato la lista dei convocati per la trasferta di domani sera a Parigi contro il Psg dell’ex Cavani, valida per la terza giornata di Champions League. C’è anche Lorenzo Insigne, che ha recuperato dall’affaticamento muscolare che lo costretto a dare forfait a Udine. Tornano Meret e Ghoulam: il portiere è alla sua prima convocazione in azzurro dopo l’infortunio alla mano subito al primo giorno di ritiro estivo. Il terzino algerino torna a disposizione dopo una lunga degenza e due interventi al ginocchio. Assenti invece Verdi e Ounas alle prese con problemi muscolari. I convocati per Parigi: Ospina, Karnezis, Meret, Albiol, Maksimovic, Koulibaly, Malcuit, Mario Rui, Hysaj, Ghoulam, Fabian Ruiz, Rog, Allan, Diawara, Zielinski, Hamsik, Mertens, Callejon, Milik, Insigne.




Napoli, De Laurentiis non si ferma: pronti quattro colpi per lo scudett

di Red.Cro.

Piatek, Barella, Arias e Meitè, quattro colpi per cullare ancor di più il sogno Scudetto. De Laurentiis è già al lavoro per allestire sempre più competitiva. Il sogno si chiama Krzysztof Piatek, attuale capocannoniere della Serie A ed autore di un inizio stagionale fantastico con la maglia del Genoa, come annunciato nei giorni scorsi dallo stesso numero uno della società partenopea: “Ho parlato di Piatek con Preziosi ed il suo agente, ci incontreremo a breve. Non ho però necessità di far le cose di fretta, così come non mi va di partecipare ad aste. Senza nulla togliere al giocatore, bisogna valutare se ha le capacità di rendere nella nostra squadra così come lo fa con la maglia del Genoa. Non compriamo così tanto per comprare, bisogna aspettare la crescita di alcuni elementi che può non essere immediata”. Anche il presidente Preziosi è convinto che l’attaccante polacco lascerà Genoa nei prossimi mesi come dichiarato sulle colonne de “La Gazzetta dello Sport”: “Piatek è essenziale per il Genoa e io devo pensare al Genoa.
Poi, non ci prendiamo in giro, so che me lo porteranno via, perché è stratosferico e gli moltiplicheranno l’ingaggio per dieci”. Nelle ultime ore è stato acc o
stato nuovamente il terzino colombiano Arias, che sta trovando poco spazio all’Atletico Madrid con “El Cholo” Simeone. Il Napoli potrebbe fiondarsi anche su Nicolò Barella, ormai nel giro della Nazionale maggiore, e Soualiho Meitè, metodista del Torino che ha attirato gli interessi dei top club europei tra cui quello del presidente della società azzurra. Il lavoro certosino in sede di mercato del Napoli parte così da lontano. Gennaio si avvicina, De Laurentiis è pronto a sferrare l’attacco. Il Napoli è tornato ad allenarsi a Castel Volturno in vista della prossima sfida di campionato contro l’Udinese. Questo il report mattutino della società partenopea: “Allenamento mattutino per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match a Udine per nona giornata di Serie A in programma sabato 20 ottore (ore 20,30). Ancelotti potrebbe lanciare dal primo minuto ancora una volta Kevin Malcuit al posto di Elseid Hysaj. Karnezis potrebbe scendere in campo dal primo minuto. In difesa possibile turno di riposo per Koulibaly, rientrato dal Senegal con acciacchi fisici e diffidato, al suo posto Maksimovic. Sull’out sinistro di centrocampo potrebbe partire titolare Verdi al posto di Zielinski, anch’egli impegnato con la Nazionale polacca negli ultimi giorni.




La Regione paga gite nel Vallo

foto Massimo Pica

di Vincenzo D’Amico

La Regione Campania ha deciso di destinare circa 660 mila euro per il turismo scolastico: si tratta di agevolazioni per quelle scuole italiane e dell’Unione Europea che decidono di organizzare gita scolastiche sul territorio campano. Quattro le aree obiettivo individuate, tra cui rientrano anche il Cilento interno ed il comprensorio del Vallo di Diano. Lo scopo dichiarato è quello di promuovere le zone considerate con minore vocazione turistica. Nel Vallo di Diano, i Comuni che rientreranno nel provvedimento regionale per incentivare il turismo scolastico e promuovere il territorio sono già individuati con precisione e sono: Atena lucana, Buonabitacolo, Casalbuono, Monte San Giacomo, Montesano sulla Marcellana, Padula, Pertosa, Polla, Sala Consilina, San Pietro al Tanagro, San Rufo, Sant’Arsenio, Sanza, Sassano, Teggiano. La strategia di marketing territoriale, infatti, ritiene che attraverso il viaggio «si acquisiscono modelli di fruizione – si legge nel provvedimento regionale – che costituiscono importanti riferimenti anche per i successivi comportamenti turistici». Con la deliberazione, è stato approvato il decimo atto integrativo al protocollo d’intesa, firmato 12 anni fa con il Miur e l’Ufficio Scolastico Regionale. L’accordo riguarda l’agevolazione  agli istituti scolastici, sia di primo, che anche di secondo grado, e per l’anno scolastico 2018-2019 i contributi raggiungeranno un massimo di 3 mila euro per gli istituti campani che decidono di organizzare un viaggio d’istruzione nella Regione Campania e di un massimo di 3.500 euro per gli istituti italiani o di quelli dei Paesi dell’Unione Europea




«Spese illegittime in Regione»

di Andrea Pellegrino

«Al di là dei proclami del Governatore campano, la Corte dei Conti sezione regionale di controllo della Campania, con decisione dello scorso 17 settembre, ha parificato parzialmente e con riserva i rendiconti regionali 2015 e 2016». Oreste Agosto, avvocato amministrativa analizza le spese regionali. «Emergono delle criticità in ordine alle risultanze di cassa per l’assenza di monitoraggio dei vincoli di cassa -spiega Agosto-. La regione è rimasta inadempiente rispetto ai principi di contabilità di cui al D.lgs 118/2011. Per quanto riguarda le spese illegittimamente finanziate, le perdite relative non sono state parificate dalla Corte dei Conti perché le spese non potevano essere finanziate, coperte, ed autorizzate senza violare l’articolo 119 della Costituzione. Per tali criticità, la Corte dei Conti, sezione di controllo ha trasmesso gli atti alla Procura regionale per la Campania, sottintendendo quindi l’esistenza di un danno erariale. Relativamente al trattamento accessorio del personale del consiglio regionale, la Corte dei Conti ha sollevato questione di legittimità costituzionale delle leggi regionali di bilancio che istituiscono e legittimano la spesa». «Trattasi -prosegue l’avvocato- di due fondi previsti per il personale comandato o distaccato nelle strutture politiche e per il personale di ruolo del Consiglio regionale. Il trattamento accessorio di detti dipendenti, secondo la Corte, determina forti perplessità sulla competenza del legislatore regionale e sostanzia una irragionevole forma di aumento retributivo per tutti i dipendenti assegnati alle strutture politiche del Consiglio regionale. Si è creata una nuova figura apicale, i coordinatori amministrativi, con trattamento economico equiparato a quello dei dirigenti. La Corte ha rilevato l’incompatibilità della costituzione e del finanziamento dei fondi per i dipendenti in relazione al vigente sistema legislativo del trattamento economico dei dipendenti pubblici. Come è noto il trattamento economico dei dirigenti e del personale è compreso nella materia dell’ordinamento civile, di esclusiva competenza statale ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, per cui sono illegittime le norme regionali in contrasto con la citata norma. Di conseguenza la disciplina del finanziamento e dei presupposti di alimentazione degli stessi e la loro erogazione è riservata alle leggi dello Stato ed alla contrattazione collettiva nazionale. Per gli anni 2015 e 2016, la materia è stata disciplinata con le delibere dell’ufficio di Presidenza della Regione Campania. A dire della Corte, si tratta di un inutile dispendio di risorse pubbliche con distribuzione “a pioggia”. Il fondo del trattamento accessorio è in definitiva costituito ed alimentato in modo illegittimo per violazione della riserva assoluta, che assegna alla legge statale ed alla contrattazione collettiva la competenza in materia. Tale assegnazione di fondi aggiuntivi ha innegabili riflessi negativi sugli equilibri della finanza pubblica regionale e sulla sostenibilità del debito. La regione Campania, in definitiva – conclude Agosto – ha legiferato in materia riservata alla competenza legislativa esclusiva statale, determinando un aumento sensibile della spesa regionale. Si attende la decisione della Corte Costituzionale».




Concorsi truccati, 15 arresti

di Red. Cro.

Una tangente per fare il militare. Il blitz della Procura di Napoli che indaga a seguito di alcune denunce arrivate da Salerno ma anche da Napoli e Caserta. Sono stati contestati i reati di associazione per delinquere, corruzione, rivelazione di atti coperti da segreto d’ufficio, ma anche millantato credito, truffa aggravata ai danni dello Stato, ricettazione. Nel mirino alcuni ufficiali dell’esercito finiti al centro di una inchiesta sul traffico di informazioni per facilitare l’accesso nei ranghi dei carabinieri, aeronautica militare, Marina militare e capitaneria di porto. Inchiesta condotta dal pm Giancarlo Novelli, sotto il coordinamento del procuratore Gianni Melillo culminata ieri mattina nell’emissione misure cautelari che hanno riguardato anche un ingegnere artefice degli algoritmi truccati e che si trova al momento all’estero: si tratta di Claudio Testa, che è un incaricato di pubblico servizio a cui era affidato il ruolo di organizzatore informatica degli algoritmi. Sono stati così individuati 43 concorrenti ritenuti avvantaggiati dalle soffiate e dalle tracce date in modo clandestino. Ci sono 30 immessi nell’esercito: 5 nell’aeronautica, 4 nella Marina militare. Sotto i riflettori anche alcune scuole di preparazione e di formazione per le prove scritte e orali. Ogni posto costava alla famiglia del candidato circa 15mila euro, una sorta della cessione del primo anno di lavoro a partire dalla denuncia di un ragazzo che si è rifiutato di pagare. Ordini di arresto in carcere sono stati notificati a carico di Giuseppe Zarrillo, dipendente civile del ministero della Difesa, nonché segretario regionale del coordinamento della difesa Campania del sindacato federazione Conf sal-unsa; e Luigi Masiello, generale dell’Esercito Italiano.Luigi Masiello, ora in congedo, quando i finanzieri sono arrivati nella sua abitazione nel quartiere Vomero di Napoli, per notificargli la misura cautelare degli arresti domiciliari, ha anche lanciato il cellulare dalla finestra. Per gli inquirenti si sarebbe trattato di un tentativo di nascondere delle prove.




Figlia sventa truffa alla madre

di Mario Marrone

Grazie all’intuito ed alla perspicacia della figlia di una donna di 50 anni, potenziale vittima di un raggiro architettato da un giovane di Napoli, si è evitato a Sapri le messa in scena di una ennesima truffa a danno delle persone. L’autore di questo ennesimo caso di inciviltà è stato denunciato dai carabinieri della locale compagnia prontamente intervenuti quando sono stati allertati. Si tratta di un ragazzo incensurato, che mai aveva dato adito a dubbi circa i suoi comportamenti nei confronti della legge. I fatti risolgono a qualche giorno fa. Una signora saprese di 50 anni viene contattata prima sull’utenza telefonica fissa, e poi sul cellulare, da un sedicente nipote il quale la pregava di ritirare un pacco che le avrebbe consegnato a suo nome un fattorino. Il numero fisso della potenziale vittima il mancato truffatore lo aveva recuperato dall’elenco. Ancora non è chiaro come avesse fatto a reperire il numero del cellulare della signora, indagini sono in corso per appurarlo. Andando avanti nel prosieguo della storia si giunge al pomeriggio, quando una persona bussa alla porta della 50enne, era il falso corriere. Ma ad attenderlo vi era la figlia della donna che stava subendo la truffa che, avendo subdorato l’inganno, si era premurata anche di avvertire i carabinieri che le  avevano consigliato di agire secondo un preciso copione. Quando il giovane senza divisa e senza un mezzo di riconoscimento si è presentato, ha avvertito in militari. Una pattuglia si è precipitata sul posto, acquisendo il pacco da consegnaare e che conteneva un chilogrammo di riso. Evitata la truffa, adesso sono in corso accertamenti per capire se vi sia un’organizzazione.