Salzano: «Tommasetti non utilizzerà l’Ateneo per fini elettorali»

di Andrea Pellegrino

Già sindaco di Salerno ma soprattutto docente dell’Università degli Studi, Aniello Salzano, storico democristiano, apprezza la candidatura del rettore Aurelio Tommasetti con la Lega. «Salvini ha messo in atto un vero colpo candidando il Rettore – ammette Salzano – e lo dico non per partigianeria. Tutti conoscono le mie simpatie, le mie inclinazioni, la mia storia quindi non sono sospettabile di faziosità. Dico quello che penso: Tommasetti ha dimostrato qualità nella guida dell’Ateneo ed è stato contattato e candidato dalla Lega. Una opportunità che ha saputo cogliere un partito in questa tornata elettorale». Il professore non ha dubbi: «L’Università di Salerno è un fiore all’occhiello di una provincia in cui non si eccelle in molti settori». Certo è, prosegue Salzano, che «Tommasetti ha avuto la capacità di continuare l’opera dei suoi predecessori, penso a Buonocore, Racinaro, Pasquino. Ed a proposito dell’ex rettore credo che gli elettori premieranno per la loro opera, sia Pasquino (capolista di Più Europa, ndr) che Tommasetti». Sulle dimissioni, invece, Salzano dice: «Tra poco si vota il nuovo Rettore.Siamo nel semestre bianco ma nonostante tutto sono certo della correttezza di Tommasetti. Sono certo che non utilizzerà l’Ateneo per la campagna elettorale. E’ una persona che ha un alto rispetto delle istituzioni».




Forza Italia, Fasano: «Mara Carfagna al di là di tutto ha fatto centro»

di Marcello D’Ambrosio

«Il fatto stesso che se ne stia parlando significa che MaraCarfagna si è accreditata, si è confermata nelle sue ultime uscite pubbliche come uno dei leader di riferimento nazionale di Forza Italia. Io dico il leader di riferimento del futuroa nche in ragione della capacità di attrarre attenzione e consensi tra le generazioni più giovani. Ritengoche al di là dell’inserimento o meno in lista Mara ha fatto centro perché tantissimi parlamentari, consiglieri regionali, europarlamentari uscenti si ritrovano sulle sue posizioni politiche. Sicuramente giocherà un ruolo importante anche per il futuro di Forza Italia». Sono le parole del coordinatore provinciale di Fi e deputato Enzo Fasano a margine della riunione organizzativa in vista delle elezioni europee che si è svolta ieri nella sede di via dei Principati. Durante la riunione, con la partecipazione di esponenti, amministratori e giovani del partito, Fasano ha anche ufficializzato i nomi di tre nuovi coordinatori cittadini di Forza Italia: Carmine Leo a Siano, Enrico Tucci a Battipaglia, Paolo Polito ad Eboli. Presente all’incontro anche il deputato Gigi Casciello che così si è espresso sul caso Carfagna: «L’onorevole Carfagna è sempre stata a disposizione del partito. Già duemesi fa aveva dato la sua disponibilità al presidente Berlusconi nel caso in cui avesse ritenuto necessaria la sua candidatura. Due colleghi autorevoli hanno sollecitato la sua candidatura nei giorni scorsi e lei come ha sempre fatto ha ribadito la sua disponibilità. Ora siamo tutti impegnati senza see senza ma per Silvio Berlusconi». Glissa, com’è giusto che sia, sull’argomento il candidato salernitano al Parlamento Europeo Antonio Ilardi che si dice «impegnato a fare la campagna elettorale sui temi e sui contenuti».




Europee, la sfida dei rettori è iniziata Tommasetti accusa, Pasquino ironizza

di Andrea Pellegrino

La sfida dei rettori accende il dibattito politico. Da un lato Aurelio Tommasetti, attuale rettore dell’Unisa, candidato alle europee con la Lega; dall’altro l’ex numero uno dell’università degli studi di Salerno, Raimondo Pasquino che invece conduce la lista Più Europa. Tommasetti non risparmia accuse al suo predecessore: «Da rettore a Salerno – dichiara in una intervista al Romaha presieduto il Consiglio comunale sostenendo de Magistris. Poi si è schierato alle elezioni regionali con De Luca. E ora conclude il suo percorso con i Radicali». La replica di Pasquino non tarda ad arrivare: «Vorrei parlare con Tommasetti di politiche europee per l’università e la formazione, non di piccole polemiche stile Salvini. Sa bene che ho fatto il presidente del Consiglio comunale, che è una figura di garanzia, essendo stato candidato sindaco». «Il mio impegno – prosegue Pasquinoè sempre stato orientato a un forte riformismo europeista, la mia candidatura con +Europa è la naturale conseguenza. Proviamo a parlare di cose concrete, i battibecchi tra partiti sono la cosa più vecchia e inutile che esiste». «Mi concedo solo una battuta – dice ancora Pasquinol’ideologo della Lega Nord e di Umberto Bossi, il professor Gianfranco Miglio, sarebbe stato molto divertito e sorpreso dal vedere il rettore di una importante università del Sud come Salerno candidato per il suo partito…».




Ospedale del Mare, Verdoliva mette alla porta 120 precari

Manifesteranno sotto la sede della Regione Campania a Santa Lucia mercoledì 24 aprile. Vogliono risposte dal governatore Vincenzo De Luca i 120 precari, tra infermieri e operatori socio-sanitari – in forze all’Ospedale del Mare di Napoli – che nei giorni scorsi si sono visti recapitare lettere di “benservito” dal direttore sanitario su disposizione del commissario straordinario dell’Asl Napoli 1, Ciro Verdoliva. L’invito era quello di procedere alla programmazione delle ferie del personale con contratto a tempo determinato con scadenza nell’anno in corso. La Asl ha intenzione di reclutare i nuovi infermieri per gli ospedali, compreso quello del Mare, attingendo alla graduatoria che risulterà dal concorso bandito dal Cardarelli quando ai vertici dell’azienda sanitaria locale c’era ancora Mario Forlenza. I migliori sessanta saranno assunti dal Cardarelli, mentre tutti gli altri, fino a esaurimento della platea di 1.800 idonei, entreranno nelle varie strutture dell’Asl e nell’Ospedale del Mare. Prenderanno il posto, dunque, anche di questi 120 “avvisisti” che quattro anni fa risposero a un bando pubblico dell’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno per poi essere dirottati sul nascente nosocomio della periferia orientale di Napoli. Contribuirono alla sua apertura, esoprattutto all’avvio del Pronto Soccorso in una zona di frontiera per Napoli e dintorni, mandando avanti reparti totalemente sguarniti. In assenza di proroghe o altri provvedimenti, l’emergenza è dietro l’angolo: con 120 unità in meno il rischio non riguarderebbe solo le difficoltà nel prestare assistenza al pronto soccorso con un numero inferiore di sanitari ma si potrebbe persino arrivare alla chiusura forzata di alcuni reparti. “Ci sono 120 sanitari che vedranno scadere il proprio contratto di lavoro presso la Asl Napoli 1 Centro senza alcuna possibilità di rinnovo e a breve, all’ospedale del Mare verrà a mancare il loro prezioso contributo – denuncia una nota sindacale inviata da Fp Cgil, Cisl, Uil, Nursind, Ugl Sanità, Fials, Fsi e Nursing up alla direzione dell’Asl e alle principali istituzioni regionali oltre che alla Prefettura di Napoli – La loro assenza rischierebbe di portare al collasso l’intero nosocomio e non ci sono garanzie sulla conclusione in tempi ragionevoli ed entro le imminenti scadenze dei contratti a termine, delle procedure concorsuali dell’azienda Cardarelli, da cui dovranno arrivare nuove e definitive assunzioni”, si legge nel documento.Che punta il dito anche sulla necessità di formare i neoassunti “prima di essere pienamente operativi, come previsto dalle vigenti norme contrattuali. Le probabilità che alle ormai croniche carenze di personale si aggiungano quelle del personale che a breve lascerà l’azienda sono molto alte”. Per questi motivi la rete dei sindacati ha formalmente richiesto l’intervento del Presidente della Giunta regionale della Campania, del Commissario straordinario dell’Asl, del Prefetto di Napoli e di tutti i livelli istituzionali coinvolti nell’amministrazione della regione e del comparto sanitario, affinchépossa essere individuata una soluzione.




Europee, PSI, Simona Russo: «Il sud è una terra dalle enormi potenzialità»

di Erika Noschese

Vive e lavora a Bruxelles dal 2013. Napoletana d’origine lavora per il segretariato del gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo. Si tratta di Simona Russo, la 34enne candidata alle prossime elezioni europee, con il Partito Socialista Italiano nella circoscrizione del sud. Simona, candidata con il Psi, cosa puoi portare in Europa e al parlamento europeo? «Riprendo un po’ quello che è il mio slogan di questi giorni: più Europa al sud e più sud in Europa. Bisogna costruirlo questo ponte, non è che non c’è, bisogna rafforzarlo più che costruirlo perché mi rendo conto che molto spesso si sente una distanza enorme con quelle che sono le istituzioni europee, con l’Europa stessa e secondo me è giusto darci questa possibilità». Da parlamentare europea, cosa potresti fare tu per il sud? «Il sud è una terra di enormi potenzialità, di enorme cultura, di persone che, checché si dica, si spaccano la schiena. Siamo una terra di talenti: qui abbiamo tantissimi giovani che fanno tantissime cose; è una terra di agricoltura, cosa che dovremmo potenziare di più. Poi, i nostri talenti devono essere potenziati e aiutati e l’Europa in questo può darci una mano: ci sono tantissimi progetti di formazione, educazione. Sembra scontato parlare dell’Erasmus o del Leonardo ma sono progetti favolosi che hanno dato degli strumenti e hanno aperto mondi a tantissimi di noi. Io sono una che fa parte della generazione Erasmus. Poi, bisogna costruire altre cose e il resto, anche per me, verrà man mano». Come facilmente prevedibile non sono mancate critiche per l’alleanza con +Europa, un partito distante dalla tua linea iniziale…«E’ chiaro, non era la mia linea ma se c’è un partito che discute, c’è un congresso dove alla fine si decide per una linea, io credo che il partito e il congresso è sovrano e bisogna lavorare uniti». Se dovessi essere eletta su cosa lavorerai nell’immediato? «Io mi sono occupata molto di esteri e internazionale. Con il partito mi sono occupata dei rapporti con il partito socialista europeo e lavoro con una piattaforma che lavora con le istituzioni ma che crea un ponte con la società civile, i sindacati e tutti gli attori della società. Mi piacerebbe continuare nella sezione affari esteri, le questioni di genere. Ma anche su molto di più».




Forza Italia, la Carfagna non c’è. A destra la sfida dei Mussolini

di Andrea Pellegrino

Dopo un’intensa giornata di trattative, sospetti, annunci e ritirate, Mara Carfagna non è candidata alle europee. Al secondo posto, dopo Silvio Berlusconi, nella circoscrizione meridionale, c’è l’uscente Barbara Matera. Poi Fulvio Martusciello, Aldo Patriciello e il salernitano Antonio Ilardi. Insomma, la Carfagna non si conterà e non lancerà nessuna “opa” a Silvio Berlusconi, così comei mmaginato da una parte del partito azzurro. Farà campagna elettorale, annuncia, “così come sempre”, cercando di sostenere sul suo territorio (quello salernitano, appunto) l’ingegnere Antonio Ilardi, ex ad dell’aeroporto “Costa d’Amalfi”. «Forza Italia – dice Ilardiha messo in campo, nella circoscrizione meridionale, una squadra autorevole e coesa, di cui mi onoro di far parte, guidata dal presidente Silvio Berlusconi. Inizio oggi una esperienza in cui desidero rappresentare le aspettative di sviluppo del nostro territorio, i valori e le radici cristiane della nostra Europa, le speranze di pace e benessere del nostro popolo. Mi accompagneranno e mi sosterranno, in ognuno dei prossimi 40 giorni, tutti i volti degli uomini e delle donne che ho avuto la fortuna di incontrare in questi anni nella rappresentanza studentesca, nell’associazionismo cattolico ed imprenditoriale, nonché nell’amministrazione pubblica. Avanti, forza, per Salerno e per il sud». Anche in Forza Italia c’è un Mussolini, con Alessandra che riabbraccia il Cavaliere. In Fratelli d’Italia, sempre nella circoscrizione meridionale c’è Caio Giulio Cesare Mussolini. Una sfida tutta in famiglia. «Non parlerò mai male di un mio parente – afferma Caio MussoliniPoi ci sono tante differenze. Personali e politiche. Per esempio io mi candido con un partito di destra, Fratelli d’Italia. A ogni modo contavo di chiamarla in campagna elettorale per chiederle dei suggerimenti, visto che sono 27 anni che fa politica mentre io sono nuovo. Vorrà dire che la chiamerò per farle un sincero in bocca al lupo». DE LUCA JR.: «CAMBIARE NUMERO SEGGI» Piero De Luca solleva il caos seggi. A quanto pare sarebbero stati ripartiti considerando già il Regno Unito fuori dall’Europa. «Ho chiesto al governo – spiega il deputato Pddi correggere con la massima urgenza il Dpr 22 marzo 2019 di “Assegnazione del numero dei seggi alle circoscrizioni per l’elezione dei membri del parlamento europeo spettanti all’Italia”, tenendo conto dell’ipotesi che alla data delle elezioni del 26 maggio il Regno Unito faccia ancora parte dell’Ue, nel qualcaso il numero di seggi spettanti all’Italia sarebbe 73, e non gia’ 76 come attualmente stabilito». I NUMERI Sono state 17 le liste presentate nella circoscrizione sud per le europee. Per due liste, però, si profila l’esclusione per mancanza del requisito del collegamento con partiti che consentirebbe di fare ameno delle firme di appoggio. Si tratta dei “Gilet arancioni” del generale Papparlardo e del “Popolo delle Partite Iva”. Avranno tempo fino ad oggi per fare ricorso.




Sofo (Lega): «Sarà una sfida bella e complessa. Il mio impegno per il mio Sud»

di Andrea Pellegrino

Approda a Salerno per il suo primo giorno di campagna elettorale. Vincenzo Sofo arriva alla stazione di Salerno, incontra qualche amico e si mette in movimento. Lui è il fidanzato di Marion Len Pen, è un milanese “terrone” con il sangue calabrese e con un rapporto particolare con Salerno. Ha voluto e ha sperato di essere candidato nella circoscrizione meridionale e Matteo Salvini ha esaudito il suo desiderio. «Sfida complessa che accetto con entusiasmo. Sono entrato nella Lega nel 2009, quando era vista come un movimento indipendentista. Ero visto come il meridionale, al punto che nel 2009 la prima campagna elettorale l’ho fatta con l’appellativo di “diversamente padano”. Nel 2010 scrivevo: “Non c’è leghista più leghista di un terrone”. Ora la Lega è diventata quella dei miei sogni. Ed ora sono qui in campo con entusiasmo e con impegno». Campania, terra di reddito di cittadinanza: il vostro cavallo di battaglia sarà la sicurezza? «La Lega può battere sulla sicurezza ma non solo su quello, obiettivo dev’essere proporre al Sud l’esperienza amministrativa del Nord, dove governa bene da trent’anni. Ciò di cui ha bisogno il Sud è di buoni amministratori, che abbiano una visione concreta e pragmatica di sviluppo del territorio, che va difeso e valorizzato. La vera specificità della Lega sta nel saper essere a favore delle grandi infrastrutture, valorizzando il piccolo commercio e in generale tutto ciò che genera lo sviluppo dei territori». Una lista che vede in campo anche il rettore dell’Università di Salerno, Aurelio Tommasetti…«A Cantalamessa (segretario regionale, ndr) va dato il merito di aver avuto un coraggio enorme, aprendo le prime sedi sui territori. E’ bene ora che la Lega di governo si apra il più possibile a tutte le forze della società civile, di chi conosce i bisogni del territorio». Si parla sempre di Lega come reincarnazione del fascismo…«La Lega è tutt’altra cosa, lo dico da uomo di destra. Viene da un percorso totalmente originale che al nord riusciva a superare la contrapposizione tra destra e sinistra, cambiando l’approccio e partendo dalla difesa del territorio. La Lega deve essere un sindacato territoriale che guardi a Bruxelles e all’Europa permettendo al Sud di essere realmente rappresentato in Europa. Se pensiamo ai fondi europei, solo una cifra irrisoria viene utilizzata al Sud, questo perché il Sud fino ad oggi ha avuto una classe dirigente che non ha mai saputo connettere il territorio meridionale con tutto il resto del continente». A proposito di nord e sud,come si pone sul tema dell’autonomia? «Da persona di sangue calabrese, nato nella regione più povera d’Italia e vissuto nella regione più ricca d’Italia, credo che l’autonomia sia un’opportunità. Il problema è che la burocrazia centralizzata italiana non funziona: decentrare le responsabilità consente anche al cittadino di individuarle più facilmente. Il Nord ha sempre visto il Sud come un carrozzone da trainare: ma io, da meridionale, ho sempre detto che il problema non è il popolo del Sud ma il problema sta nel fatto che le risorse giunte al Sud di sono perse nell’ambito del clientelismo locale. Se voi considerate tutte le risorse che sono state elargite al sud solo in minima parte sono andate ai cittadini. Propongo una collaborazione tra regioni e territori, ad esempio tra Lombardia e Campania, che possa consentire alle regioni del Nord di gestire in collaborazione le risorse che vengono “sottratte” alle regioni settentrionali, magari finanziando un’infrastruttura che possa servire allo sviluppo del territorio». Le Europee saranno un “supersondaggio” in vista delle regionali del prossimoanno…«L’anno prossimo la Lega dovrà arrivare preparata a fare un salto di qualità; le Europee sono un passaggio interessante in quanto consente di certificare la presenza della Lega al sud e arrivare il più preparati possibile alle prossime elezioni regionali».




Lieto fine per i Cinque Stelle, salvi i candidati salernitani in lista

di Andrea Bignardi

La giornata di ieri, molto concitata per il Movimento 5 Stelle salernitano, si è conclusa con un lieto fine. E’ infatti salvo il posizionamento in lista dei candidati salernitani pentastellati che concorreranno alla composizione della lista relativa alla circoscrizione Sud per le elezioni europee del prossimo 26 maggio e dei quali nei giorni scorsi si era ipotizzata l’esclusione. Nei giorni scorsi si erano verificate alcune problematiche che avevano fatto temere la fuoriuscita di alcuni candidati di spicco del Movimento 5 Stelle dalla lista, che è stata poi presentata nella giornata di ieri senza particolari intoppi. Nei giorni scorsi si erano profilate problematiche relative alla presentazione della candidatura di Michela Rescigno e Vito Avallone: erano state infatti addotte presunte irregolarità nelle “parlamentarie” organizzate dal Movimento, poi rivelatesi inesistenti. Non era mancato anche qualche ostacolo, in tema di documenti, alla presentazione della candidatura di Enrico Farina poi risolto in giornata. A sgombrare il campo da ogni incertezza è stata la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino. «Le europarlamentarie sono state rispettate – ha dichiarato – Le nostre regole sono trasparenti e chiare e chi e’ stato escluso sa bene il perche». Magari ci saranno delle polemiche, capisco la delusione di chi e’ rimasto fuori, ma mi auguro che ci si fermi e si vada oltre. Un caso emblematico di esclusione dalla lista per le europee dei casi è stato quello del campano Aniello Nazaria, ingegnere casertano candidato sindaco a San Prisco e aspirante deputato in lizza alle parlamentarie del 2018, escluso nonostante le 925 preferenze raccolte su Rousseau. A prendere la sua posizione in lista è stato un altro ingegnere, Luigi Napolitano, 43 anni di Napoli, votato da 622 iscritti al Movimento 5 Stelle. Napolitano lavora in un’azienda privata di trasporto pubblico locale e dal 2018 coordina la commissione ‘Smart City‘ dell’ordine degli ingegneri di Napoli, presieduto dal docente della Federico II, Edoardo Cosenza. La principale battaglia politica di Napolitano è stata quella per il riscatto gratuito della laurea a fini pensionistici e a ben vedere il suo ‘legame’ con il Movimento 5 Stelle risale gia’ agli anni dell’università. Nella facoltà di ingegneria della Federico II, Napolitano, che si e’laureato solo nel 2010 – come scrive lui stesso nel suo curriculum – a 35 anni, fondo’ l’Associazione degli Studenti di Ingegneria, Assi, di cui divenne presidente. In quegli anni conobbe il vicepremier M5S Luigi Di Maio. “L’associazione – ha scritto Napolitano nel cv inviato a Rousseauottenne immediatamente numerose adesioni, tra cui quella di LuigiDi Maio“. Il capo politico del Movimento 5 Stelle, infatti, prima di iscriversi a giurisprudenza, scelse la facoltà di ingegneria. Di Maio anche a giurisprudenza perseguì la strada dell associazionismo universitario, fondando l’associazione studentigiurisprudenza.it.




Europee: la lista di Europa Verde per la circoscrizione Italia meridionale

Tutti i candidati della lista Europa Verde per il sud Italia: Eliana Baldo, Amodeo Orlando, Emanuela Trimarchi, Luigi Esposito, Ascenza Loredana Fasano, Giuseppe Lacicerchia, Filomena Pollinzi, Giuseppe Barbaro, Emma Chiaia, Crocifisso Aloisi, Adriana Colacicco, Giuliana Farinaro, Vincenzo Giordano, Maurizio Pendenza, Francesco Quartarone, Innocenza Anna Starace, Giuseppe Ventura, Valeria Votano.




Roberto Fiore guida la lista di Forza Nuova alle europee nel sud. Tutti i candidati

Roberto Fiore capolista nella circoscrizione Italia meridionale per Forza Nuova. Questi tutti gli aspiranti europarlamentari: Roberto Fiore, Caterina Oronzo, Alessio Feniello, Katia Di Lella, Giusto D’Uva, Margherita Antonia Zumbo, Angelo Francesco Fazzari, Alessandra Leuzzi, Vincenzo Sacco, Gerardo Mazza, Domenico Carlucci, Giuseppe Prencipe, Rebecca Damiani, Michelina Tummolo, Roberta Diana, Salvatore Pacella, Teresa Cantone, Alessia Augello.