Casciello replica a Russo: “Giudici e politica, un peccato l’assenza”

di Andrea Bignardi

L’evento alla fondazione Menna dal titolo Potere, Giustizia ed Economia, tenutosi venerdì’ scorso ha scaturito un notevole dibattito, più che di merito, di metodo. L’ex magistrato Michelangelo Russo, socio amico della fondazione, ha, sulle nostre colonne in un editoriale di grande spessore, fortemente criticato l’approccio dell’ex collega Claudio Tringali, ora Presidente della Fondazione Menna. Secondo Russo, infatti, questa dovrebbe dedicarsi principalmente allo studio ed alla valorizzazione dell’arte e della cultura, dare spazio ai giovani e non all’organizzazione, seppur collaterale, di manifestazioni trattanti tematiche differenti e che evidenzierebbero una partnership de facto con l’ordine degli Avvocati. I due rappresentanti della politica, pur se di schieramenti diversi, intervenuti alla manifestazione, erano Carmelo Conte, ex parlamentare socialista, e Gigi Casciello, onorevole di Forza Italia in carica. Hanno letto con attenzione le parole di Russo. Entrambi hanno dimostrato vicinanza affettiva alla fondazione Menna, cosa che del resto traspare anche dall’articolo di Michelangelo Russo. In pratica difendendo la scelta operata da Tringali, seppur con motivazioni differenti Carmelo Conte ha infatti dichiarato: “La tematica era attinente, si trattava di un dibattito culturale. Filiberto Menna era un grande critico d’arte pur non essendo laureato in architettura, e lo scopo della fondazione nata ormai oltre vent’anni or sono era ed è quello di promuovere e valorizzare la cultura nel suo complesso. Peraltro, il dibattito è stato organizzato dai Lions e solo ospitato dalla Fondazione Menna nei suoi locali”. Parole di elogio ancor più sperticato verso la prestigiosa storia di quest’ultima sono state espresse da Casciello, che ha dichiarato: “Non rispondo a Michelangelo Russo. Deve, se ritiene, rispondere Claudio Tringali. Per me la Fondazione Menna è un luogo dell’anima e della memoria. So cosa ha fatto Alfonso Menna per istituirla, so cosa hanno fatto i presidenti ed il mio papà che li ha affiancati, che hanno preceduto Claudio Tringali. E lo sanno i giovani che li’ hanno trovato per più di vent’anni un luogo e dei maestri non omologati, ed hanno avuto un’occasione per cogliere la dimensione utopistica della realtà. È comunque un peccato che Michelangelo Russo non sia voluto intervenire nel dibattito che comunque è stato tutto tranne che “generale”: avrebbe potuto dire molto del rapporto tra politica e giustizia..”.
Andrea Bignardi




Sulla pelle di tutti, sappiamo chi è Stato

di Erika Noschese

Emozioni, lacrime e determinazione. I tre effetti che hanno accomunato tutti gli spettatori di una gremitissima sala Pasolini, per un sabato sera sicuramente fuori dall’ordinari, sono stati determinati da una lunga serie di contributi, testimonianze e – ovviamente – dalla proiezione gratuita del film “Sulla mia pelle”. L’associazione “Iperion”, con il supporto attivo della “Stefano Cucchi onlus” e con il patrocinio – assolutamente non scontato – del Comune di Salerno, rappresentato dalla forte presenza dell’amministrazione comunale – dall’assessore Mariarita Giordano al consigliere comunale Massimiliano Natella, passando per il consigliere Paolo Ottobrino – grazie al quale la sala multimediale, gestita dal Teatro Pubblico Campano, è stata aperta a tantissime persone provenienti da Salerno e provincia. Dopo l’introduzione del presidente di Iperion, Gianluca Cammarano, e del vicepresidente nonché vero promotore dell’iniziativa, Vittorio Cicalese, la parola è passata al consigliere comunale Massimiliano Natella (che si è speso fortemente per la realizzazione della serata, in concorso con l’assessorato alle politiche giovanili) che ha ringraziato i partecipanti all’iniziativa e sostenuto l’idea di “sensibilizzare la popolazione sui temi della giustizia non con semplici parole ma con testimonianze dirette di casi incredibili”. Subito dopo parola alle testimonianze, iniziando da Gherarda Cerone, nipote di Gerardo Cerone, il 25enne di Muro Lucano trovato morto nella caserma dei Carabinieri dopo un pestaggio. Parola poi al caso più caldo degli ultimi giorni, quello di Riccardo Magherini. Prima un videomessaggio da parte di Andrea Magherini, il fratello di Riccardo: «So che proietteranno quel video atroce del fermo di Riccardo. Per noi questi sono giorni molto duri e tristi, perché dopo due sentenze passate in giudicato che condannavano anche se per poco i carabinieri intervenuti nel fermo di Riccardo, in Cassazione hanno annullato la sentenza con un intervento a gamba tesa senza farci passare da un rinvio in appello. Vuol dire che per noi, secondo loro eh, in teoria che i giochi siano finiti. Aspetteremo le motivazioni della sentenza per valutare quello che dobbiamo fare. Sicuramente la nostra famiglia non si fermerà qui. Per fortuna abbiamo gente come voi, persone che s’interessano a questo e che ci danno tanta forza per andare avanti. Grazie Salerno. Grazie per tutta la passione che ci mettete e la forza che ci date». Subito dopo è toccato al video registrato da un testimone che ha assistito al pestaggio di Riccardo, con il quale si è introdotto il collegamento telefonico con il papà Guido, molto affranto dalla situazione creatasi dopo il ribaltamento della sentenza in Cassazione: «Siamo veramente scossi dalla sentenza. Doveva essere una grande giornata, invece ci siamo ritrovati a pagare a nostre spese un momento di ingiustizia che non trova spiegazione. Non ci fermeremo, abbiamo bisogno di tanto supporto e sapervi vicino a noi ci dà la forza necessaria». Spazio al film, poi, che ha suscitato emozioni prevedibili negli spettatori: lacrime, fughe dalla sala per prendere una boccata d’aria o per scaricare la tensione fumando una sigaretta, altri hanno invece deciso di allontanarsi perché il film “è troppo pesante”. Dopo i titoli di coda, per attendere l’intervento in diretta telefonica di Ilaria Cucchi e dell’avvocato Fabio Anselmo, legale sia della famiglia Cucchi sia di Magherini, sono stati lanciati i contributi video del regista Alessio Cremonini e del protagonista, Alessandro Borghi. «Vi chiedo stasera di fermarvi e riflettere – ha affermato Ilaria Cucchi – se è questa la società che vogliamo, se è questo il senso di sicurezza di cui abbiamo bisogno, di chiedervi se possiamo ancora tollerare che i diritti fondamentali dell’essere umano possano essere considerati sacrificati in nome di interessi superiori. Dall’esperienza che ho vissuto, per tutto ciò che è scaturito, per la fine di questo film diciamo e il percorso che è stato poi la mia vita, posso dire che no: i diritti non sono mai, per nessun motivo, sacrificabili anche e soprattutto se sono i diritti degli ultimi». L’avvocato Anselmo è stato molto più “fuori dalle righe”, a causa della sentenza della Cassazione sul caso Magherini: «La Corte d’Appello aveva confermato la condanna dei Carabinieri intervenuti la notte del 3 marzo 2014 a Firenze, sulla base di un filmato estremamente chiaro che documenta come Riccardo sia morto invocando aiuto, dicendo “sto morendo, sto morendo, c’ho un figliolo!” e come il suo respiro sia diventato sempre più affannoso e la voce più flebile. La Corte d’Appello di Firenze aveva visionato questo filmato, esaminato testimonianze di 14 testimoni che dicono che Riccardo è stato bloccato mentre era in posizione prona col volto sull’asfalto e sotto il peso dei Carabinieri che lo trattenevano ammanettato. Riccardo è morto subito dopo, dopo pochi minuti che aveva detto “Sto morendo, sto morendo” e aveva subìto l’ultimo calcio». Spazio poi all’assessore Giordano, che ha evidenziato quanto necessario sia “combattere con forza le ingiustizie e credere sempre nella giustizia e nella legge”, ribadendo che “nessun crimine sarà impunito”. La serata si è conclusa con gli interventi di Rossana Noris, la vicepresidente nazionale della “Stefano Cucchi onlus” e con le testimonianze dirette di Osvaldo Casalnuovo, padre del 21enne Massimo, originario di Buonabitacolo morto nel 2011 a causa di un calcio sferrato al suo ciclomotore da un Carabiniere, e dei membri dell’associazione “Bifolco – Il dolore non ci ferma” che hanno raccontato la tristissima vicenda del 16enne freddato con la pistola da un carabiniere. La serata, incredibilmente colma di emozioni, si è conclusa con la testimonianza audio del padre di Davide, Gianni.




Caldoro scrive a Salvini: «Nella nostra regione una bomba ecologica»

di Erika Noschese

«Una bomba ecologica in tutta la regione», a causa della presenza di circa 250mila tonnellate di rifiuti. Il leader del Nuovo Psi, Stefano Caldoro scrive al ministro degli Interni Matteo Salvini per provare a fare chiarezza sulla vicenda termovalorizzatori. «Caro Matteo Salvini, giustamente ti domandi come mai, negli ultimi dieci anni, non sono stati costruiti i nuovi termovalorizzatori in Campania, impianti previsti nella programmazione nazionale e regionale», scrive l’ex presidente della Regione Campania e attuale capo dell’opposizione a Palazzo Santa Lucia che non risparmi accuse a De Luca. «Nessun mistero – aggiunge Caldoro, parlando di osservazioni legittime – La verità è nelle carte». Secondo Caldoro, infatti, la Regione da lui presieduta dal 2010 al 2015 avrebbe dato corso alla costruzione dei termo, localizzando e destinando le aree, avviando le procedure di progettazione e di gara e definendo le copertura di spesa. «Il primo progetto, previsto nel territorio della città di Salerno, in capo al sindaco commissario e successivamente affidato alla Provincia di Salerno, concluse l’iter con l’avvio dell’aggiudicazione definitiva – spiega ancora il leader del Nuovo Psi – Il secondo progetto, previsto nel Comune di Napoli, ha concluso la fase di dialogo competitivo con la disponibilità a realizzare l’impianto da parte dell’ impresa A2a, gestore del termovalorizzatore di Acerra». Stando a quanto Caldoro scrive al ministro degli Interni, entrambi i progetti, arrivati alla fase finale, sarebbero stati bloccati dall’opposizione dell’allora sindaco di Salerno De Luca che avrebbe cambiato la destinazione del suolo per altre attività con una variante urbanistica e dopo avere esaltato l’importanza del termo. Responsabilità addossate anche al primo cittadino di Napoli, Luigi De Magistris che avrebbe minacciato azioni di blocchi autorizzativi per l’accesso del trasporto rifiuti verso l’impianto in costruzione. «Nel primo caso si è di fatto annullata la gara, nel secondo caso l’azienda disponibile a realizzare l’impianto ha formalizzato il ritiro perché impossibilitata a investire proprie risorse, in progetto di finanza, contro la volontà del Sindaco di Napoli – sostiene il capo dell’opposizione alla Regione Campania – Questa è la verità dei fatti e delle responsabilità della mancata realizzazione dei due Temovalorizzatori previsti dal mio Piano Regionale, elaborato con l’assessore Giovanni Romano, d’intesa con il Governo (che ricordo ebbe la valutazione positiva del Generale Costa allora capo della Forestale)». Ma, aggiunge «con il niet dei due sindaci non c’erano né leggi né atti da opporre, la Regione non aveva, a differenza dell’epoca Bassolino, poteri commissariali». Da questo rifiuto, la grave crisi che si sta verificando oggi, tamponata negli anni precedenti «perché abbiamo portato la differenziata dal 28% del 2009 al 49,4 del 2015 e gestito con intelligenza i flussi – perché si ripetono veti ed errori e non si decide nulla». Stefano Caldoro avrebbe dunque chiesto al governo lo stato di emergenza rifiuti in Campania. «Abbiamo nella Regione una bomba ecologica: più di 250.000 tonnellate di rifiuti, oggetto di frequenti e pericolosi incendi, accumulati nei depositi degli impianti pubblici e in decine di piattaforme private con costi altissimi: discariche a cielo aperto nocive alla salute dei cittadini. Una quantità di rifiuto maggiore di quella che giaceva per le strade all’epoca della emergenza ai tempi di Bassolino», dice infine Caldoro.




Assunzioni e rinnovi all’Asl Salerno e all’azienda Ruggi, il monito dei sindacati

di Red.Cro.

«Oramai la carenza di personale impone scelte immediate e non più procrastinabili». E’ quanto dichiarano i segretari provinciali Pasquale Addesso della Cgil Fp, Pietro Antonacchio della Cisl Fp e Lorenzo Conte della Uil Fpl. « I manager delle aziende sanitarie salernitane hanno l’obbligo di dare una forte accelerazione ai reclutamenti. In tal senso abbiamo inoltrato richieste di affrontare i problemi da subito, anche in considerazione che l’attuale stato di cose è differenziato tra Asl e Azienda Universitaria – aggiungono poi i sindacalisti – La prima ha avviato processi di mobilità intra ed extra regionale per infermieri e gli operatori socio sanitari ma che allo stato sono enormemente rallentati dalle mancate autorizzazioni da parte delle aziende di provenienza degli operatori, la seconda invece non ha ancora provveduto a prorogare i contratti a tempo determinati in scadenza il 31 dicembre prossimo, nonostante si prevede che centinaia di persone alla fine dell’anno saranno messi in quiescenza. Il paradosso è che nell’Azienda ospedaliera questi operatori sono costretti a usufruire delle ferie, senza una chiara disposizione da parte della direzione strategica, per cui si aggrava la carenza di personale, mettendo a rischio ulteriormente la qualità e quantità delle prestazioni. Con le note inoltrate in questi giorni, abbiamo sollecitato a prorogare i contratti, a reclutare a tempo determinato nelle more dell’adeguamento degli organici al fabbisogno assistenziale, ad autorizzare lo sblocco delle istanze pervenute a tutela della maternità e paternità ma soprattutto a dare un segnale di contro tendenza rispetto alle modalità messe in campo fino ad ora di totale assunzione di responsabilità su processi troppo importanti per garantire i livelli essenziali di assistenza e la qualità delle prestazioni».




Asi, le telecamere arrivano a Cava

di Adriano Rescigno

Anche la zona Asi di Cava de’ Tirreni sarà interessata dalla rete di videosorveglianza prevista dal Consorzio Area sviluppo Industriale di Salerno. Il progetto prevede 310 telecamere per gli agglomerati industriali di Salerno, Battipaglia. Fisciano e Mercato San Severino. Un progetto ammesso a finanziamento con Decreto dell’Autorità di Gestione, nell’ambito del Programma Operativo Nazionale “Legalità” 2014-2020 per un importo pari a 4.357.000,00 euro. La videosorveglianza della zona Asi di Cava de’ Tirreni, rientra in una progettualità collegata, realizzata dopo la firma del Protocollo d’Intesa sottoscritto il 30 ottobre 2018 dalla Provincia, Consorzio ASI, Comune di Cava de’ Tirreni, di copianificazione degli interventi di riqualificazione urbana nel perimetro dell’Area Asi, nell’ambito della redazione del nuovo PUC (Piano Urbanistico Comunale). La definizione del protocollo ha visto impegnati anche l’assessore all’Urbanistica Giovanni Minieri e il componente del Comitato Direttivo Asi, Giuseppe Bisogno. “Ringraziamo l’Asi – afferma l’Assessore Giovanni Del Vecchio – per l’attenzione dimostrata per la nostra città. Con questo sistema integrato di telecamere di ultima generazione avremo un controllo completo e integrato dell’intera area e degli opifici industriali, di contrasto a furti e rapine ed anche sotto l’aspetto di tutela ambientale”.




Abusi alla materna Gnomi e Folletti Cala il sipario per la prescrizione

di Redazione Cronache

Assoluzione per il reato di estorsione e per il resto entra in ballo la prescrizione. Termina così il lunghissimo processo che ha riguardato Teodoro Loffredo e la moglie Filomena Labanca, difesi dall’avvocato Cacciatore, per i presunti maltrattamenti subiti dai bambini della scuola materna privata “Gnomi e Folletti” di via Garigliano a Battipaglia. Processo cominciato ad Eboli dopo il rinvio a giudizio sancito nel 2007 dal Gup e poi trasferito nel 2011 a Salerno, Nel procedimento contro i coniugi Loffredo si sono costituite tra l’altro parte civile 5 famiglie dei bambini della “Gnomi e Folletti” che avrebbero subito i presunti maltrattamenti e 2 ufficiali di polizia giudiziaria, che sarebbero stati ingiuriati da Teodoro Loffredo e dalla consorte Filomena Labanca durante il corso delle indagini. La vicenda prende l’avvio agli inizi del mese di giugno del 2005. Secondo la denuncia di una insegnante, Tiziana Nicolino, nella scuola materna privata. I bambini sarebbero stati maltrattati per punizione e rinchiusi nel bagno, e lei stessa sarebbe stata malmenata al punto da dover ricorrere alle cure ospedaliere «per aver chiesto al Loffredo il pagamento di spettanze arretrate». Dopo la denuncia della Nicolino, il gip Emma Conforti emise un ordine di custodia cautelare in carcere per Teodoro Loffredo, responsabile del settore pubblica istruzione del Comune, ma per la Procura della Repubblica di Salerno, gestore di fatto dell’asilo insieme alla moglie Filomena Labanca, indagata nell’ambito della stessa inchiesta. A loro volta i coniugi Loffredo denuncia per calunnia nei confronti della Nicolino e anche di un poliziotto del locale commissariato per omissione nei verbali degli interrogatori dei genitori dei bambini che frequentano la scuola materna. Una inchiesta complessa, intricata, delicatissima per vicende che coinvolsero bambini in tenera età. La prescrizione era stata chiesta dallo stesso Pm durante l’udienza di settembre, ieri la decisione




«Un Termovalorizzatore per provincia» Scontro Salvini – Di Maio sui rifiuti

di Andrea Pellegrino

Un termovalorizzatore per ogni provincia. Matteo Salvini, ieri a Napoli, certifica la nuova emergenza rifiuti e lancia la proposta prima che la crisi entri nel vivo. «Rispetto all’emergenza del 2008 non è cambiato niente, anzi – ricorda – siamo tornati indietro. Non so cosa abbiamo fatto gli amministratori negli ultimi decenni, ma tra qualche mese ci sarà un’emergenza a livello mondale sanitaria e sociale. Se volessi pensar male – aggiunge – direi che non si è fatto niente per gli impianti, perché qualcuno ha interesse che non si faccia niente. Manca totalmente la programmazione e gli Ato sono allo sbando. E chiederò di commissariare questi enti». Nonostante la competenza in materia di rifiuti sia della Regione e dei Comuni, il ministro dell’Interno annuncia provvedimenti seri per raggiungere una soluzione. «Non c’è il tempo, perché in due mesi non si può fare nulla – spiega – però se c’è un rischio per la salute, e se gli enti non decidono dove localizzare gli impianti, lo faremo noi». Salvini attacca Regione e sindaco di Napoli ma non tardano ad arrivare le risposte anche dal Movimento 5 Stelle. Luigi Di Maio incalza: «Gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di Governo». Poi è Costa a frenare l’idea di Salvini: «Quando arriva l’inceneritore, o termovalorizzatore, il ciclo dei rifiuti è fallito. Stiamo lavorando – ha aggiunto – ogni giorno per portare l’Italia, e non solo la Terra dei Fuochi, fuori dall’ormai cronico ritardo nella gestione del ciclo dei rifiuti. Riduzione, riuso, recupero, riciclo, sono le quattro R che devono diventare un mantra per tutti. Chi non è in sintonia con queste direttrici vive in un’epoca passata». Ancora è Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della giunta regionale, a replicare al Ministro dell’Interno: «Leggo dichiarazioni del ministro Salvini sulle questioni ambientali della Campania del tutto approssimative o non rispondenti al vero. Sarebbe opportuno che il ministro si documentasse. Gli invieremo, per spirito di servizio, il corposo dossier sullo stato delle azioni in essere inoltrato in questi giorni congiuntamente al Ministero dell’ambiente alla Commissione Ue, a motivato sostegno della richiesta di abolizione o riduzione della multa disposta negli anni scorsi dalla Corte di Giustizia.Certo, quando un ministro dell’Interno afferma che siamo tornati al 2008, non solo capovolge la realtà, ma aiuta fattivamente chi a Bruxelles cerca argomenti per negare i tanti progressi compiuti e confermare la multa di 120.000 euro giornalieri a carico dell’Italia.Le dichiarazioni del ministro, del tutto non veritiere, ostacolano in maniera grave l’eliminazione dell’infrazione all’Italia. C’è chi si appassiona alla demagogia eterna. Noi siamo impegnati in azione concrete: appalti in corso per la rimozione di 900.000 tonnellate di ecoballe con destinazione extraregionale; di due gare in stato avanzato per la realizzazione degli impianti di Caivano e Giugliano ove saranno trattate complessivamete 3.600.000 tonnellate di ecoballe; 200 milioni impegnati con procedure in corso per realizzare 15 impianti di compostaggio diffusi nell’intero territorio regionale; prossima fornitura di 200 compostiere di comunità in altrettanti Comuni della Regione; attuazione di un programma straordinario per l’incremento della differenziata in 25 Comuni in ritardo (la Campania è oltre il 50%, prima del Sud ed in media nazionale). Non a caso contro questo programma c’è chi vuole tornare indietro. Ai commissariati, alle emergenze, alle collusioni con la criminalità organizzata. Altrimenti non si spiegano in poco tempo 7 incendi importanti in impianti essenziali per il ciclo dei rifiuti».




«Salvini sbaglia solo sui numeri. C’è bisogno solo dell’impianto di Salerno»

di andpell

«Salvini ha fotografato la realtà: grazie a questa amministrazione regionale la Campania è ripiombata nel baratro dell’emergenza rifiuti. Sbaglia solo sul numero dei termovalorizzatori. Per essere autosufficiente la nostra regione ha bisogno di un solo altro impianto di smaltimento, quello di Salerno, la cui gara è stata conclusa nel 2011, che è costato già quasi dieci milioni di euro per progetti, consulenze ed espropri e che fu fortemente voluto da De Luca, allora sindaco di Salerno. Cambiò idea solo quando seppe che non lo avrebbe potuto gestire lui». Giovanni Romano, ex assessore regionale all’ambiente, da tempo condanna la mancata realizzazione dell’impianto di Salerno. Intanto, spiega Romano: «inizia il caricamento di una nave di rifiuti con 3000 balle che andranno in crociera in Spagna, altrimenti la città di Napoli e la provincia questo fine settimana rischiavano di rimanere sommersi dai rifiuti». Ancora, incalza: «la città metropolitana ha già pronta e predisposto un’ordinanza contigibile ed urgente per stoccare 5000 tonnellate di futs in un vecchio capannone dello Stir di Caivano (15000 già all’interno), questo per evitare che Tufino e Giugliano nei prossimi giorni si possano fermare definitivamente. 50.000 ton stoccate tra i due impianti. La discarica di San Tammaro ormai è praticamente bloccata da quasi due mesi con conferimenti ridottissimi per la problematica del passaggio dei lavoratori dal Consorzio Salerno 2 alla Gisec questo ha comportato la saturazione e rallentamenti allo Stir di Santa Maria Capua Vetere con oltre 30.000 tonnellate stoccate. La discarica si esaurirà al massimo per gennaio». A Battipaglia, prosegue: «Lo Stir è vicino allo blocco per saturazione infatti da oltre un mese non evacua più i rifiuti per l’Abruzzo, 25000 tonnellate stoccate. Casalduni è ancora fermo a causa dell’incendio con 15.000 tonnellate stoccate ed i comuni di Benevento sparpagliati su altri Stir. Tutti gli impianti privati dopo gli incendi hanno ridotto i quantitativi di trattamento con i Comuni costretti a rimischiare i rifiuti con un aumento del 10% dell’indifferenziato e quindi con il crollo della raccolta differenziata». Per completare: «Si è smaltito solo il 2 per cento delle balle».




Guerra ai morosi delle multe

di Vincenzo Senatore

E’ guerra agli evasori a Battipaglia. L’amministrazione comunale sta attuando un vero e proprio giro di vite per il recupero di somme derivanti da multe per violazione al codice della strada.
Le posizioni vengono al momento suddivise per bimestre e trasferite agli agenti della riscossione, nel caso di specie Agenzia delle Entrate che ha di fatto preso il posto di Equitalia.
Nella determina di approvazione dell’elenco relativo ai mesi di maggio e giugno dell’anno in corso è contenuta anche la conferma dell’incarico assegnato a Società Riscossione Sicilia spa. Questo perché risultano diverse posizioni riconducibili a quella regione, vuoi per le targhe automobilistiche vuoi per un discorso legato alla residenza degli intestatari. Per il terzo bimestre del 2018 siamo a 309 multe non pagate, per un totale di 127.399 euro, una somma considerevole se rapportata alle dimensioni del Comune della Piana e, soprattutto, se si considera che si riferisce a due soli mesi. Molto di più, infatti, ci si aspetta dalle multe non pagate relative ai mesi estivi, quando le operazioni di controllo interessano anche la fascia costiera e il tratto di litoranea di competenza dell’amministrazione battipagliese.
Facendo qualche calcolo si scopre invece che per fine anno verrà abbondantemente superata la cifra del mezzo milione di euro. E se il Comune conta di mettere fieno in cascina dal punto di vista delle risorse finanziarie per Agenzia delle Entrate Riscossione l’accordo sottoscritto è un vero e proprio business. L’Agenzia, infatti, percepisce 2,58 euro per ciascuna cartella trattata, oltre ovviamente le provvigioni previste dalla legge. L’azione di recupero è iniziata nel 2017 e ha permesso di riportare nelle casse comunali già una buona fetta di quel milione e seicentomila euro che manca all’appello secondo quanto risulta al Comando di Polizia Municipale del centro della Piana.




Termovalorizzatori in Campania scontro a distanza tra Salvini e Costa

di Federico Mercurio

“Bisogna capire che serve un termovalorizzatore per ogni provincia”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di ieri a Napoli, riferendosi a un’emergenza rifiuti annunciata in Campania per metà gennaio prossimo. “Rispetto all’emergenza del 2008 non è cambiato niente, anzi – ricorda – siamo tornati indietro. Non so cosa abbiamo fatto gli amministratori negli ultimi decenni, ma tra qualche mese ci sarà un’emergenza a livello mondale sanitaria e sociale”.
“Se volessi pensar male – aggiunge – direi che non si è fatto niente per gli impianti, perché qualcuno ha interesse che non si faccia niente. Manca totalmente la programmazione e gli Ato sono allo sbando. E chiederò di commissariare questi enti”. Nonostante la competenza in materia di rifiuti sia della Regione e dei Comuni, il ministro dell’Interno, annuncia provvedimenti seri per raggiungere una soluzione. “Non c’è il tempo, perché in due mesi non si può fare nulla – spiega – però se c’è un rischio per la salute, e se gli enti non decidono dove localizzare gli impianti, lo faremo noi”. Non si è fatta attendere la replica di Sergio Costa, campano e ministro dell’Ambiente. “Stiamo lavorando ogni giorno per portare l’Italia, e non solo la Terra dei Fuochi, fuori dall’ormai cronico ritardo nella gestione del ciclo dei rifiuti. Stiamo completamente ribaltando il paradigma economico, come anche prescritto nel contratto di governo. E’ l’impegno quotidiano del Ministero dell’Ambiente. Riduzione, riuso, recupero, riciclo, sono le quattro R che devono diventare un mantra per tutti. I rifiuti possono essere una risorsa: per l’ambiente e per l’economia. Chi non è in sintonia con queste direttrici vive in un’epoca passata”.
Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “E’ per questo che abbiamo creato una competenza apposita sull’economia circolare, è per questo che stiamo scrivendo le norme per regolamentare l’end of waste – continua il ministro – Non possiamo permetterci di bruciare risorse economiche, e anche posti di lavoro, creando danni ambientali e alla salute. Come tantissimi imprenditori del settore hanno sottolineato, questa gestione virtuosa dei rifiuti è il futuro. Quando arriva l’inceneritore, o termovalorizzatore, il ciclo dei rifiuti è fallito”. La dichiarazione di Costa arriva in risposta a quelle di Salvini oggi a Napoli. Il ministro ha anche condiviso su Facebook il post del vicepremier Luigi Di Maio che attaccava: “gli inceneritori non c’entrano una beneamata ceppa e tra l’altro non sono nel contratto di Governo”.